La Focus Area 1 della Priorità 6 ha come:

Obiettivo. Favorire la diversificazione, la creazione e lo sviluppo di piccole imprese e l'occupazione.
Target. Numero di posti di lavoro creati attraverso i progetti finanziati.

In risposta ai seguenti fabbisogni:

FB01. Migliorare governance, coordinamento e cooperazione tra attori del "sistema regionale della conoscenza e innovazione" ed imprese
FB02. Potenziare l’offerta del sistema della conoscenza
FB04. Miglioramento e razionalizzazione della governance del sistema agricolo-rurale e dei sistemi locali.
FB05. Accrescere il livello di competenza degli operatori
FB06. Miglioramento della redditività delle imprese agricole, forestali e agroalimentari
FB07. Aumento dell’integrazione territoriale delle imprese agricole, forestali e agroalimentari
FB09. Miglioramento della concentrazione dell’offerta e sviluppo di reti strategiche tra imprese
FB25. Accrescere la capacità dei territori di proporre un’offerta turistica aggregata ed integrata
FB26. Stimolare la diversificazione dell’economia rurale
FB27. Animazione dei territori e delle reti locali per la valorizzazione e diffusione di esperienze
FB32. Sostenere la relazione tra diversi sistemi, aree urbane e rurali, aree montane e di pianura

Linee di Intervento proposte

144. Sostegno agli investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli.

145. Aiuto all'avviamento per la diversificazione dell'attività agricola in attività extra agricola.
  • Non prioritaria per FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO perchè: si ritiene di destinare prioritariamente le risorse ad attività connesse a quella agricola e non ad attività extra agricole ancor più se non definite

146. Aiuti di avviamento per lo sviluppo di nuove attività extra-agricole, sia produttive che di servizio , con particolare riferimento ai servizi di cura alla famiglia (Servizi alla persona), da parte di microimprese, piccole imprese e persone fisiche in zone rurali.

147. Sostegno per investimenti nella creazione e sviluppo della diversificazione dell'attività agricola in attività extra agricola.

148. Sostegno per investimenti nella creazione e sviluppo di microimprese, piccole imprese e persone fisiche in zone rurali per attività extra-agricole sia produttive che di servizio , con particolare riferimento ai servizi di cura alla famiglia (Servizi alla persona).

149. Sostegno per investimenti in tecnologie silvicole e nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti delle foreste.

150. Sostegno per azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze al fine di sostenere dinamiche di sviluppo e di diversificazione dell'economia rurale e forestale.

151. Sostegno per azioni di informazione e dimostrazione al fine di sostenere dinamiche di sviluppo e diversificazione dell'economia rurale e forestale.

152. Sostegno per scambi interaziendali di breve durata nel settore agricolo e forestale, nonché per visite di aziende agricole forestali individuate come "buone pratiche".

153. Sostegno per utilizzo di servizi di consulenza.

154. Sostegno per la costituzione e gestione dei gruppi operativi dei PEI in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura.
  • Non prioritaria per FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO perchè: già presenti numerosi enti, associazioni e gruppi che si occupano dell'argoment

155. Sostegno per progetti pilota. Sostegno per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agricolo agroalimentare e forestale (the agriculture, food and forestry sectors).

156. Sostegno per la diversificazione delle attività agricole in attività riguardanti l'assistenza sanitaria, l'integrazione sociale, l'agricoltura sostenuta dalla comunità e l'educazione ambientale e alimentare.

157. Aiuti per la costituzione di associazioni e organizzazioni di produttori (Misura e tipologia di intervento non prevista dall'UE per questa Focus Area)
  • Non prioritaria per GAL - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI PIANURA perchè: é più opportuno rafforzare ed sostenere l'innovazione di quelle già presenti


Interventi suggeriti:

4.2. Sostegno agli investimenti per la trasformazione/ commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli
Questa Linea di Intervento è prioritaria per ANPA ASSOCIAZIONE NAZIONALE PRODUTTORI AGRICOLI perché:
dal Feltrino (BL pervengono a ANPA segnalazioni per sistemazioni e recupero opifici di montagna a lavoro tradizionale (segherie alla veneziana) per produzione di prodotti sostenibili con impiego esclusivo di fonti rinnovabili e valorizzaizone storico culturale
6.3. Aiuto all'avviamento di imprese per lo sviluppo di piccole aziende agricole
Questa Linea di Intervento è prioritaria per ASSOCIAZIONE VENETA PRODUTTORI BIOLOGICI A.Ve.Pro.Bi. - RAPPRESENTANTE ASSOCIAZIONI VENETE DEI PRO perché:
Favorire la nascita di piccole imprese biologiche, costituite da giovani, in terreni demaniali o non coltivati al fine di aumentare l'occupazione.
10.2. Sostegno per la conservazione di risorse genetiche in agricoltura
Questa Linea di Intervento è prioritaria per UNIVERSITA' degli STUDI di PADOVA - Dipartimento DAFNAE perché:
I due concetti di diversificazione e conservazione bene si addicono al tema della valorizzazione delle proprietà nutraceutiche tipiche di alcune specie vegetali del tipo cereali a paglia (grano) e alcune leguminose (soia); a tale proposito si può arrivare alla costituzione di una carta delle vocazionalità di un territorio.
16.2. Sostegno per progetti pilota. Sostegno per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agroalimentare e forestale
Questa Linea di Intervento è prioritaria per GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - perché:
Il “Position Paper” presentato dai Rappresentanti delle zone montane del Veneto nel dicembre 2013 e relativo alla preparazione dei Programmi operativi e del Programma di sviluppo rurale del Veneto per il periodo 2014-2020, evidenzia come, da un lato, gli svantaggi naturali delle zone montane comportano difficoltà e costi elevati di accesso ai servizi di base (sanitari, scolastici, sociali, di mobilità, ecc.) da parte dei residenti; dall’altro lato, gli svantaggi demografici, soprattutto delle zone montane più remote, comportano una progressiva riduzione dei servizi alla persona e alla collettività. Si tratta, pertanto, anche nell’ambito del sottoprogramma tematico “zone montane” di concorrere a elaborare e attuare un complessivo progetto di riorganizzazione territoriale dei servizi alla persona, soprattutto in ambito socio-sanitario e socio-assistenziale - rivolto a bambini, anziani, disabili e a soggetti svantaggiati e a rischio di esclusione sociale -, anche cogliendo l’occasione del processo di creazione delle Unioni montane, che prevede l’esercizio associato di funzioni e servizi comunali. In tale ambito un ruolo fondamentale possono svolgere i progetti pilota di cui all’art. 35, prf. 2, lett. a) del Regolamento (UE) n. 1305/2013 a sostegno dell’innovazione sociale, soprattutto finalizzati a creare nuovi posti di lavoro.
16.2. Sostegno per progetti pilota. Sostegno per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agroalimentare e forestale
Questa Linea di Intervento è prioritaria per UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO perché:
Il “Position Paper” presentato dai Rappresentanti delle zone montane del Veneto nel dicembre 2013 e relativo alla preparazione dei Programmi operativi e del Programma di sviluppo rurale del Veneto per il periodo 2014-2020, evidenzia come, da un lato, gli svantaggi naturali delle zone montane comportano difficoltà e costi elevati di accesso ai servizi di base (sanitari, scolastici, sociali, di mobilità, ecc.) da parte dei residenti; dall’altro lato, gli svantaggi demografici, soprattutto delle zone montane più remote, comportano una progressiva riduzione dei servizi alla persona e alla collettività. Si tratta, pertanto, anche nell’ambito del sottoprogramma tematico “zone montane” di concorrere a elaborare e attuare un complessivo progetto di riorganizzazione territoriale dei servizi alla persona, soprattutto in ambito socio-sanitario e socio-assistenziale - rivolto a bambini, anziani, disabili e a soggetti svantaggiati e a rischio di esclusione sociale -, anche cogliendo l’occasione del processo di creazione delle Unioni montane, che prevede l’esercizio associato di funzioni e servizi comunali. In tale ambito un ruolo fondamentale possono svolgere i progetti pilota di cui all’art. 35, prf. 2, lett. a) del Regolamento (UE) n. 1305/2013 a sostegno dell’innovazione sociale, soprattutto finalizzati a creare nuovi posti di lavoro.