La Focus Area 2 della Priorità 4 ha come:

Obiettivo. 4.a) Ripristino, conservazione e valorizzazione della biodiversità, anche nelle zone Natura 2000, le aree soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici, nell'agricoltura ad alto valore naturalistico, nonché dell'assetto paesaggistico dell'Europa 4.b) Migliore gestione delle risorse idriche, inclusa la gestione di fertilizzanti e pesticidi 4.c) Prevenire l'erosione del suolo e migliorarne la gestione
Target. 4.a) % di Superficie forestale interessata da misure che incrementano la biodiversità (ettari) 4.b) % di superficie forestale interessata da misure che migliorano la gestione della risorsa idrica (ettari) 4.c) % di Superficie forestale interessata da misure che migliorano la gestione del suolo e/o prevengono l'erosione del suolo (ettari)

In risposta ai seguenti fabbisogni:

FB01. Migliorare governance, coordinamento e cooperazione tra attori del "sistema regionale della conoscenza e innovazione" ed imprese
FB05. Accrescere il livello di competenza degli operatori
FB09. Miglioramento della concentrazione dell’offerta e sviluppo di reti strategiche tra imprese
FB15. Miglioramento della qualità e della connettività ecologica in ambito agricolo e forestale
FB16. Conservazione attiva dei paesaggi rurali storici e riqualificazione dei paesaggi rurali ordinari
FB17. Valorizzazione e conservazione delle risorse genetiche in agricoltura
FB19. Migliorare lo stato chimico ed ecologico delle risorse idriche e salvaguardare i terreni agricoli da possibili fenomeni di contaminazione
FB20. Salvaguardia idrogeologica e protezione della qualità e struttura dei suoli agricoli e forestali

Linee di Intervento proposte

87. Interventi per la conservazione e l'incremento della biodiversità delle aree silvopastorali e per garantire l'erogazione di servizi ecosistemici e climatico ambientali del bosco ( Es. miglioramenti boschivi, ripristino di biotopi ) -

88. Interventi volti a migliorare il valore paesaggistico e la fruizione turistico-ricreativa e le attività didattico ambientale nelle aree silvopastorali (Es. Sentieristica, cartellonistica, aree di pertinenza e interventi volti al mantenimento e recupero dei parti.pascoli )

89. Investimenti non produttivi per migliorare la diversità biologica e di paesaggio connessi all'adempimento degli obiettivi agro-climatico ambientali compresa la valorizzazione in termini di pubblica utilità delle zone Natura 2000 o di altri sistemi ad alto valore naturalistivo (HNV) a favore delle aziende agricole e forestali a completamento dell'intervento del punto 1 (Art. 26 (code 8.6) - (Es. Ripristino di habitat e paesaggi, zone unide e torbiere, muri in pietra a secco). -

90. Interventi di imboschimento per migliorare gli habitat e la connettività ecologica in ambito rurale, il recupero e la riqualifcazione degli ecosistemi agricoli e fluviali, la valorizzazione dei servizi ecosistemici, la diversificazione del paesaggio; la difesa dall'erosione, il miglioramento della fertilità e l'incremento della dotazione di carbonio

91. Realizzazione di sistemi agroforestali compatibili con la coltura agraria (Es. ripristino dei prati - pascoli ricolonizzati dal bosco, al fine di valorizzare i paesaggi tradizionali , migliorarne la fruizione, riqualifcare gli usi del suolo; la difesa dall'erosione, il miglioramento della fertilità e l'incremento della dotazione di carbonio
  • Non prioritaria per FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO perchè: Vedi motivazione congiunta Fabbisogno 133

92. Indennità compensativa per ettaro di superficie forestale in area Natura 2000
  • Non prioritaria per FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO perchè: L'indennità compensativa (che possiamo definire un'integrazione al reddito a sè stante e, per questo, passiva) per superficie forestale in Natura 2000 dovrebbe essere secondaria rispetto ai fabbisogni che prevedano investimenti attivi volti al miglioramento forestale, alla fruizione delle foreste (sentieristica, ecc.), richiamati ai punti precendenti (87-88-89, ecc). Così formulato l'intervento sembra essere esteso ma poco incisivo,inoltre al momento le limitazioni che impone Natura 2000 all'utilizzo forestale non sembrano penalizzanti, meglio indirizzare le risorse verso interventi di sostegno alle infrastrutture forestali in aree Natura 2000 che si configurino come azioni di gestione attiva degli habitat (viabilità forestale, modalità particolari di utilizzazione, mantenimento di radure ecc)

93. Sostegno per la stesura di piani di gestione forestale o di strumenti equivalenti (Es. redazione piani di gestione forestale anche tra due e più soggetti - mediante concessione in gestione)

94. Sostegno per la prevenzione e ripristino delle foreste danneggiate da incendi e calamità naturali ed eventi catastrofici, comprese fitopatie, infestazioni parassitarie, eventi catastrofici e rischi climatici (Art. 22c/Art. 25)- (Es miglioramenti boschivi preventivi e interventi di ricostituzione boschiva o di aree soggette ad eventi calamitosi avversi)
  • Non prioritaria per LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI perchè: non è chiaro se e come questi interventi tengono conto del ruolo polifunzionale delle foreste che non servono soltanto alla produzione del legname, ma anche alla tutela idrogeologica, al sequestro del carbonio, alla conservazione della biodiversità e del suolo, ecc.

95. Progetti piloti e di sviluppo organizzati nell'ambito delle filiere forestali

96. Sostegno agli interventi di formazione ed informazione nel settore forestale

97. Sostegno alle attività di consulenza favore delle aziende

98. Sostegno all'associazionismo di produttori primari e trasformatori di legname


Interventi suggeriti:

7.1. Sostegno per la stesura e aggiornamento di piani di sviluppo dei comuni e dei villaggi situati nelle zone rurali e dei servizi comunali di base, nonché di piani di tutela e di gestione dei siti NATURA 2000 e di altre zone di alto valore naturalistico
Questa Linea di Intervento è prioritaria per GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - perché:
Nel “Position Paper” presentato dai Rappresentanti delle zone montane del Veneto nel dicembre 2013 e relativo alla preparazione dei Programmi operativi e del Programma di sviluppo rurale del Veneto per il periodo 2014-2020, si evidenzia come, complessivamente le foreste occupano il 24,96% della superficie totale regionale ed il 59% del territorio della Montagna Veneta, circa 380.000 ettari. Le aree forestali delle aree montane occupano quindi l'82,56% della superficie forestale veneta. Per questo motivo, la prima linea di intervento riguarda la tutela delle risorse naturali e la messa in sicurezza del territorio, mediante interventi per la salvaguardia della biodiversità, tesi a migliorare lo stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario, le aree naturali protette e il paesaggio, soprattutto mediante la riduzione e/o la mitigazione dell’impatto negativo delle attività economiche e la valorizzazione della funzione di tutela e conservazione dell’ambiente e del paesaggio propria dell’attività agro-forestale. Le Misure e gli interventi proposti nell’ambito dei diversi Fondi SIE (in particolare, FEASR e FESR) devono attuare le azioni previste nel Prioritized Action Framework (PAF) del Veneto e nei Piani di gestione della Rete Natura 2000, la cui redazione e attuazione non sono più rinviabile, poiché apre la strada alla responsabilizzazione delle popolazioni residenti in montagna nella gestione e nella cura del proprio territorio. Per fare un esempio, nell’ambito del FEASR, si propone di elaborare un sottoprogramma tematico per le “zone montane”, che contenga un articolato pacchetto integrato di interventi agro-climatico e silvo-ambientali, basati su approcci comuni ai progetti e alle pratiche ambientali, finalizzati alla conservazione e valorizzazione della biodiversità, accompagnato da investimenti nelle imprese con finalità non produttive, per colture e pratiche volte a prevenire l’erosione e a preservare la funzionalità del suolo, il ripristino e manutenzione degli elementi tipici del paesaggio montano. L’art. 20, prf. 1, lett. a) del Regolamento (UE) n. 1305/2013 può fornire le risorse necessarie per la sua progettazione. Anche le Misure di cui all’art. 30 e 34 del Regolamento (UE) n. 1305/2013 si ritengono rilevanti, nell’ambito di un approccio coordinato e integrato costituito dal sottoprogramma tematico “zone montane”, a prevedere pagamenti per impegni silvo-climatico-ambientali a silvicoltori pubblici e privati e altri enti e loro consorzi, che si impegnano volontariamente a realizzare interventi consistenti in uno o più oneri silvoambientali e sostegno a soggetti pubblici e privati per la salvaguardia e la valorizzazione delle risorse genetiche forestali, per interventi non contemplati dai pagamenti per impegni silvo-climatico-ambientali.
7.1. Sostegno per la stesura e aggiornamento di piani di sviluppo dei comuni e dei villaggi situati nelle zone rurali e dei servizi comunali di base, nonché di piani di tutela e di gestione dei siti NATURA 2000 e di altre zone di alto valore naturalistico
Questa Linea di Intervento è prioritaria per UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO perché:
Nel “Position Paper” presentato dai Rappresentanti delle zone montane del Veneto nel dicembre 2013 e relativo alla preparazione dei Programmi operativi e del Programma di sviluppo rurale del Veneto per il periodo 2014-2020, la prima linea di intervento riguarda la tutela delle risorse naturali e la messa in sicurezza del territorio, mediante interventi per la salvaguardia della biodiversità, tesi a migliorare lo stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario, le aree naturali protette e il paesaggio, soprattutto mediante la riduzione e/o la mitigazione dell’impatto negativo delle attività economiche e la valorizzazione della funzione di tutela e conservazione dell’ambiente e del paesaggio propria dell’attività agro-forestale. Le Misure e gli interventi proposti nell’ambito dei diversi Fondi SIE (in particolare, FEASR e FESR) devono attuare le azioni previste nel Prioritized Action Framework (PAF) del Veneto e nei Piani di gestione della Rete Natura 2000, la cui redazione non è più rinviabile, poiché apre la strada alla responsabilizzazione delle popolazioni residenti in montagna nella gestione e nella cura del proprio territorio. Per fare un esempio, nell’ambito del FEASR, si propone di elaborare un sottoprogramma tematico per le “zone montane”, che contenga un articolato pacchetto integrato di interventi agro-climatico e silvo-ambientali, basati su approcci comuni ai progetti e alle pratiche ambientali, finalizzati alla conservazione e valorizzazione della biodiversità, accompagnato da investimenti nelle imprese con finalità non produttive, per colture e pratiche volte a prevenire l’erosione e a preservare la funzionalità del suolo, il ripristino e manutenzione degli elementi tipici del paesaggio montano. L’art. 20, prf. 1, lett. a) del Regolamento (UE) n. 1305/2013 può fornire le risorse necessarie per la sua progettazione. Si evidenzia inoltre come, complessivamente le foreste occupano il 24,96% della superficie totale regionale ed il 59% del territorio della Montagna Veneta, circa 380.000 ettari. Le aree forestali delle aree montane occupano quindi 82,56% della superficie forestale veneta. Per questo motivo, il primo dei fabbisogni rilevati e la prima priorità di finanziamento è la “Salvaguardia della biodiversità, tutelando le specie e gli habitat naturali”, per la quale si ritengono rilevanti, nell’ambito di un approccio coordinato e integrato costituito dal sottoprogramma tematico “zone montane”, anche le Misura di cui all’art. 30 e 34 del Regolamento (UE) n. 1305/2013.
8.6. Sostegno per investimenti diretti ad accrescere la resilienza, il pregio ambientale e il potenziale di mitigazione degli ecosistemi forestali
Questa Linea di Intervento è prioritaria per FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO perché:
Si propone di valorizzare l’Intervento 8.6 per puntualizzare le questioni attinenti alla difesa del suolo ed alla manutenzione del territorio montano, ivi compresi il miglioramento dell’assetto idrogeologico e la stabilizzazione/il recupero di aree in cui si sono verificati fenomeni di dissesto idrogeologico (frane, smottamenti, erosioni superficiali), anche con tecniche di ingegneria naturalistica. (FB20)
10.1. Pagamenti per ettaro di superficie agricola per impegni agro-climatici-ambientali
Questa Linea di Intervento è prioritaria per ASSOCIAZIONE VENETA PRODUTTORI BIOLOGICI A.Ve.Pro.Bi. - RAPPRESENTANTE ASSOCIAZIONI VENETE DEI PRO perché:
Incentivare lo sviluppo dell'agricoltura biologica in tutte le aree confinanti con corsi d'acqua, sorgive, biotopi, laghi e laghetti al fine di proteggere le acque dagli inquinamenti da diserbanti, pesticidi e concimi chimici. Tutto questo mediante le associazioni dei produttori biologici che interverranno con azioni di informazione e assistenza tecnica.
15.2. Sostegno per la conservazione di risorse genetiche forestali
Questa Linea di Intervento è prioritaria per LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI perché:
Si ritiene importante la realizzazione di questo intervento per la conservazione di specie ed ecotipi locali, che potrebbero anche avere un interessante ed utile impiego negli interventi di riqualificazione ambientale che prevedono la posa a dimora di specie legnose. Soddisfa il Fabbisogno FB15.
16.2. Sostegno per progetti pilota. Sostegno per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agroalimentare e forestale
Questa Linea di Intervento è prioritaria per ANPA ASSOCIAZIONE NAZIONALE PRODUTTORI AGRICOLI perché:
dal Feltrino (BL) giungono segnalazioni ad ANPA per produzioni di manufatti e prodotti biologici per materiali naturali che migliorino stili di vita, benessere, dal legno uso di essicatoi a cogenerazione energetica da fonti rinnovabili nell'arco 70 km.