La Focus Area 1 della Priorità 4 ha come:

Obiettivo. 4a) Ripristino, conservazione e valorizzazione della biodiversità, anche nelle zone Natura 2000, le aree soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici, nell'agricoltura ad alto valore naturalistico, nonché dell'assetto paesaggistico dell'Europa 4.b) Migliore gestione delle risorse idriche, inclusa la gestione di fertilizzanti e pesticidi 4.c) Prevenire l'erosione del suolo e migliorarne la gestione
Target. 4.a) % di Superficie agricola interessata da impegni che incrementano la biodiversità (ettari) 4.b) % di Superficie agricola interessata da impegni che migliorano la gestione dell'acqua (ettari) 4.c) % di Superficie agricola interessata da impegni che migliorano la gestione del suolo e/o prevengono l'erosione del suolo (ettari)

In risposta ai seguenti fabbisogni:

FB01. Migliorare governance, coordinamento e cooperazione tra attori del "sistema regionale della conoscenza e innovazione" ed imprese
FB02. Potenziare l’offerta del sistema della conoscenza
FB05. Accrescere il livello di competenza degli operatori
FB07. Aumento dell’integrazione territoriale delle imprese agricole, forestali e agroalimentari
FB09. Miglioramento della concentrazione dell’offerta e sviluppo di reti strategiche tra imprese
FB11. Comunicazione e informazione nei confronti di operatori, stakeolder, consumatori e collettività
FB15. Miglioramento della qualità e della connettività ecologica in ambito agricolo e forestale
FB16. Conservazione attiva dei paesaggi rurali storici e riqualificazione dei paesaggi rurali ordinari
FB17. Valorizzazione e conservazione delle risorse genetiche in agricoltura
FB18. Efficiente utilizzo della risorsa idrica nel comparto agricolo
FB19. Migliorare lo stato chimico ed ecologico delle risorse idriche e salvaguardare i terreni agricoli da possibili fenomeni di contaminazione
FB20. Salvaguardia idrogeologica e protezione della qualità e struttura dei suoli agricoli e forestali
FB23. Limitazione delle emissioni in atmosfera dei gas a effetto serra e dell’ammoniaca in agricoltura
FB28. Qualificazione e valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico e storico-culturale

Linee di Intervento proposte

70. Conservazione di formazioni vegetali lineari (fasce tampone e siepi) e boschetti. Manutenzione e conservazione di prati stabili, prati-pascolo, praterie seminaturali e pascoli, prati e pascoli "arborati" in montagna, collina e pianura. Interventi di manutenzione e conservazione di ambiti a funzionalità ecologico-ambientale sulla rete idraulica aziendale e minore. Conversione dei seminativi a prato. Azioni di mantenimento della fauna selvatica (colture a perdere).
  • Non prioritaria per FORUM GIOVANI IMPRENDITORI AGRICOLI - RAPPRESENTANTE SATTIN CHIARA perchè: Non prioritaria la spinta verso la conversione dei seminativi a prato, a meno che non si tratti di aree geografiche precise (per esempio in aree montante particolarissime) con precise regole di applicabilità dell’intervento.

71. Allevamento di razze autoctone minacciate di abbandono e conservazione delle risorse genetiche vegetali minacciate di erosione genetica.
  • Non prioritaria per LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI perchè: Riteniamo prioritario privilegiare la conservazione della biodiversità naturale (specie ed ecotipi di specie di fauna e di flora locali o in pericolo).

72. Riqualificazione degli usi del suolo e degli assetti del soprassuolo dei paesaggi rurali ordinari, nella direzione di una maggiore diversità e complessità paesaggistica. Conservazione attiva e la valorizzazione dei paesaggi agrari e forestali tradizionali e di interesse storico.

73. Introduzione e mantenimento di tecniche di agricoltura conservativa
  • Non prioritaria per LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI perchè: L’agricoltura conservativa può causare un incremento dell'uso di fitofarmaci e fertilizzanti in quanto le mancate lavorazioni determinano un incremento di infestanti e parassiti. La minima lavorazione dei terreni è utilizzata con ottimi risultati in agricoltura biologica, che va sostenuta in modo prioritario per i molteplici effetti positivi sulla qualità del suolo e la biodiversità.

74. Ottimizzazione tecniche agronomiche ed irrigue (riduzione dei fertilizzanti minerali; riduzione dei volumi irrigui; avvicendamenti colturali in continuità, cover crops, rotazioni specifiche,...)
  • Non prioritaria per LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI perchè: Molte di queste tecniche agronomiche sono utilizzate con ottimi risultati in agricoltura biologica, che va sostenuta in modo prioritario per i molteplici effetti positivi sulla qualità del suolo e la biodiversità.

75. Introduzione lavorazioni a bassa intensità meccanica, per la conservazione dello strato fertile del terreno e del contenuto di sostanza organica (minimum tillage, strip tillage,...). Rotazioni con copertura prolungata o semi-permanente del suolo, adozione di cover crops per l'aumento della sostanza organica e lo stoccaggio del carbonio. Applicazione delle Migliori Tecniche Disponibili in tutto il processo colturale, finalizzate alla riduzione delle emissioni di gas serra e ammoniaca in atmosfera (es. ottimizzazione spandimento, incorporazione immediata della sostanza organica solida e liquida, incorporazione dei fertilizzanti ureici, riduzione fertilizzazione chimica a favore sostanza organica, ecc.)
  • Non prioritaria per LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI perchè: Molte di queste tecniche agronomiche sono utilizzate con ottimi risultati in agricoltura biologica che va sostenuta in modo prioritario per i molteplici effetti positivi sulla qualità del suolo e la biodiversità, evitando così anche l'uso di fitofarmaci e fertilizzanti chimici a cui spesso si ricorre in caso di lavorazioni a bassa intensità meccanica a causa dell’incremento di infestanti e parassiti.

76. Sostegno alla conservazione di risorse genetiche in agricoltura, nonché all'uso e sviluppo sostenibile delle stesse.
  • Non prioritaria per LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI perchè: vale quanto detto per la linea di intervento 71: riteniamo prioritario privilegiare la conservazione della biodiversità naturale (specie ed ecotipi di specie di fauna e di flora locali o in pericolo).

77. Impianto delle nuove formazioni vegetali lineari (fasce tampone e siepi) e boschetti. Creazione di strutture per l’osservazione e la diffusione della fauna selvatica e contenimento delle specie invasive. Realizzazione di strutture per la raccolta e la conservazione del patrimonio biogenetico. Interventi di riqualificazione della rete idraulica minore per favorire l’incremento della fauna tipica di questi ambienti, con particolare riferimento alla componente a macroinvertebrati. Interventi di conservazione di elementi residui con valore storico-testimoniale dei paesaggi rurali, comprese le colture e le pratiche agricole tradizionali anche marginali.

78. Interventi di recupero naturalistico di spazi aperti montani abbandonati e degradati e coinvolti dal fenomeno di avanzamento del bosco

79. Agricoltura biologica - conversione e mantenimento

80. Indennità compensativa per ettaro di SAU in zona montana
  • Non prioritaria per LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI perchè: Nell’ambito del secondo pilastro non ci si può limitare al semplice sostegno al reddito; nell’ambito di questa priorità occorre stimolare attività che comportino benefici per la biodiversità ed il paesaggio in montagna. Il semplice fatto di essere in montagna non implica automaticamente che tali benefici si verifichino.

81. Azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze inerenti la biodiversità naturalistica, la tutela della risorsa acqua e del suolo, l'efficace utilizzo delle risorse idriche (mediante pratiche agronomiche collegate agli andamenti climatici e al bilancio idroclimatico delle colture)

82. Sostegno per utilizzo di servizi di consulenza da parte delle aziende (CGO, BCAA, pratiche benefiche per clima e ambiente, Direttiva 2000/60/CE, Reg. 1107/2009 e Dir. 2009/128/CE, agricoltura biologica,...). Acquisizione delle competenze per la gestione degli interventi agrombientali e degli specifici fattori tecnici di produzione.

83. Investimenti per la riqualificazione dei contesti figurativi legati ad emergenze architettoniche con valore storico-monumentale e testimoniale, quali le villle venete. Studi e censimenti per l'individuazione dei paesaggi agrari e forestali tradizionali e di interesse storico, propedeutici all'iscrizione nel registro dell'Osservatorio nazionale del Paesaggio Rurale (MIPAAF), nonché degli elementi residui con valore storico-testimoniale dei paesaggi rurali, comprese le colture e le pratiche agricole tradizionali anche marginali.
  • Non prioritaria per LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI perchè: è meglio utilizzare le limitate risorse per interventi concreti sul territorio.
  • Non prioritaria per FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO perchè: Il riferimento agli investimenti strutturali legati al recupero e riqualificazione di complessi architettonici storico-monumentali, a mio avviso, potrebbe esulare da quelli che sono i fabbisogni specifici del punto 4 tenendo conto che, spesso, a edifici storico-culturali importanti come le ville venete non è associata alcuna attività di tipo agricola. La conoscenza dei paesaggi agrari storici appare ormai consolidata, il MPAAF ha il compito di individuare e catalogare i paesaggi rurali potrebbero ingenerarsi studi ridondanti, può essere più utile indirizzare le risorse verso progetti pilota replicabili

84. Sostegno per progetti pilota finalizzati allo sviluppo di nuovi prodotti in grado di valorizzare razze animali e vegetali minacciati da erosione genetica o da estinzione; progetti pilota per lo sviluppo di pratiche, processi e tecnologie in ambito irriguo, agroambientale, per la tutela della biodiversità, del paesaggio, della risorsa acqua e del suolo e per lo sviluppo di pratiche, processi e tecnologie in ambito irriguo. Sostegno per la cooperazione di filiera, sia orizzontale che verticale, per la creazione e lo sviluppo di filiere corte e mercati locali, dei prodotti locali derivanti dalle risorse genetiche oggetto di conservazione.

85. Sostegno per la costituzione e gestione di gruppi operativi dei PEI in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura, per i temi che riguardano la biodiversità naturalistica e la biodiversità agraria, la tutela del paesaggio e la gestione e tutela dell'acqua e del suolo.
  • Non prioritaria per ASSOENOLOGI - RAPPRESENTANTE perchè: dispendio di risorse economiche, meglio concentrare risorse su altre linee di intervento
  • Non prioritaria per FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO perchè: già presenti numerosi enti, associazioni e gruppi che si occupano dell'argomento

86. Sostegno ad approcci collettivi e di sistema per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ad essi. Integrazione degli interventi mediante approcci collettivi ai progetti e alle pratiche ambientali rivolte all'efficiente gestione delle risorse idriche, all'adattamento al cambiamento climatico e alla preservazione della biodiversità e dei paesaggi agricoli (attraverso un efficace raccordo istituzionale orientato al “dialogo” tra Enti e Istituzioni e soprattutto verso i soggetti privati rivolto alla semplificazione di sistemi e procedure).
  • Non prioritaria per ASSOENOLOGI - RAPPRESENTANTE perchè: dovrebbe essere naturale che i vari enti istituzionali dialoghino con i soggetti privati senza bisogno di sostegni economici


Interventi suggeriti:

1.1. Sostegno per azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze
Questa Linea di Intervento è prioritaria per UNIVERSITA' degli STUDI di PADOVA - Dipartimento DAFNAE perché:
Obiettivo 4.b) Migliore gestione delle risorse idriche, inclusa la gestione di fertilizzanti e pesticidi. In relazione al punto 4.b) si propongono alcune importanti tematiche a carattere sperimentale che dovrebbero concorrere al raggiungimento dell'obiettivo: 1) miglioramento dell'efficienza d'uso dell'acqua e dei nutrienti; 2) quantificazione dell'azione di mitigazione sul reticolo idrico intra e interaziendale (scoline, scoline inerbite, piccole wetland...). Anche le malerbe consumano acqua e nutrienti quindi si suggerisce lo sviluppo della gestione integrata delle malerbe in recepimento della Dir. UE 128.
7.1. Sostegno per la stesura e aggiornamento di piani di sviluppo dei comuni e dei villaggi situati nelle zone rurali e dei servizi comunali di base, nonché di piani di tutela e di gestione dei siti NATURA 2000 e di altre zone di alto valore naturalistico
Questa Linea di Intervento è prioritaria per GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - perché:
Nel “Position Paper” presentato dai Rappresentanti delle zone montane del Veneto nel dicembre 2013 e relativo alla preparazione dei Programmi operativi e del Programma di sviluppo rurale del Veneto per il periodo 2014-2020, si evidenzia come nella Montagna Veneta si concentrano il 66,72% del totale delle aree protette del Veneto; 50 delle 102 aree SIC e 23 delle 67 ZPS, 13 dei 18 habitat prioritari del Veneto, nonché 39 dei 58 restanti habitat di interesse comunitario. Per questo motivo, la prima linea di intervento riguarda la tutela delle risorse naturali e la messa in sicurezza del territorio, mediante interventi per la salvaguardia della biodiversità, tesi a migliorare lo stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario, le aree naturali protette e il paesaggio, soprattutto mediante la riduzione e/o la mitigazione dell’impatto negativo delle attività economiche e la valorizzazione della funzione di tutela e conservazione dell’ambiente e del paesaggio propria dell’attività agro-forestale. Le Misure e gli interventi proposti nell’ambito dei diversi Fondi SIE (in particolare, FEASR e FESR) devono attuare le azioni previste nel Prioritized Action Framework (PAF) del Veneto e nei Piani di gestione della Rete Natura 2000, la cui redazione e attuazione non è più rinviabile, poiché apre la strada alla responsabilizzazione delle popolazioni residenti in montagna nella gestione e nella cura del proprio territorio. Per fare un esempio, nell’ambito del FEASR, si propone di elaborare un sottoprogramma tematico per le “zone montane”, che contenga un articolato pacchetto integrato di interventi agro-climatico e silvo-ambientali, basati su approcci comuni ai progetti e alle pratiche ambientali, finalizzati alla conservazione e valorizzazione della biodiversità, accompagnato da investimenti nelle imprese con finalità non produttive, per colture e pratiche volte a prevenire l’erosione e a preservare la funzionalità del suolo, il ripristino e manutenzione degli elementi tipici del paesaggio montano. Si chiede quindi di attivare la Misura di cui all’art. 20, prf. 1, lett. a) del Regolamento (UE) n. 1305/2013 perché può fornire sostegno per la stesura di piani di tutela e di gestione dei siti NATURA 2000 e di altre zone ad alto valore naturalistico e la Misura di cui all’art. 30 del Regolamento (UE) n. 1305/2013, necessaria a compensare i costi aggiuntivi e il mancato guadagno dovuti ai vincoli occasionati, nelle aree agricole interessate, dall’applicazione della direttiva 92/43/CEE del Consiglio (“Habitat”) e della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (“Uccelli Selvatici”). Il gruppo di 5 Misure “a premio” previste dal Regolamento come misure rilevanti per il sottoprogramma tematico “Zone montane” (e per le quali possono essere anche maggiorati gli importi di aiuto previsti, a seconda delle esigenze) può essere utilmente integrato da altre Misure e interventi complementari, ad esempio, per gli investimenti non produttivi delle imprese agricole. Inoltre l’attivazione coordinata di un tale pacchetto integrato di Misure può essere l’occasione per un progetto ambientale d’area vasta, che favorisca lo sviluppo di approcci comuni ai progetti e alle pratiche ambientali nell’intera montagna veneta, affidando a coloro che vivono e lavorano nel territorio la sua gestione.
7.1. Sostegno per la stesura e aggiornamento di piani di sviluppo dei comuni e dei villaggi situati nelle zone rurali e dei servizi comunali di base, nonché di piani di tutela e di gestione dei siti NATURA 2000 e di altre zone di alto valore naturalistico
Questa Linea di Intervento è prioritaria per UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO perché:
Nel “Position Paper” presentato dai Rappresentanti delle zone montane del Veneto nel dicembre 2013 e relativo alla preparazione dei Programmi operativi e del Programma di sviluppo rurale del Veneto per il periodo 2014-2020, si evidenzia come nella Montagna Veneta si concentrano il 66,72% del totale delle aree protette del Veneto; 50 delle 102 aree SIC e 23 delle 67 ZPS, 13 dei 18 habitat prioritari del Veneto, nonché 39 dei 58 restanti habitat di interesse comunitario. Per questo motivo, la prima linea di intervento riguarda la tutela delle risorse naturali e la messa in sicurezza del territorio, mediante interventi per la salvaguardia della biodiversità, tesi a migliorare lo stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario, le aree naturali protette e il paesaggio, soprattutto mediante la riduzione e/o la mitigazione dell’impatto negativo delle attività economiche e la valorizzazione della funzione di tutela e conservazione dell’ambiente e del paesaggio propria dell’attività agro-forestale. Le Misure e gli interventi proposti nell’ambito dei diversi Fondi SIE (in particolare, FEASR e FESR) devono attuare le azioni previste nel Prioritized Action Framework (PAF) del Veneto e nei Piani di gestione della Rete Natura 2000, la cui redazione e attuazione non è più rinviabile, poiché apre la strada alla responsabilizzazione delle popolazioni residenti in montagna nella gestione e nella cura del proprio territorio. Per fare un esempio, nell’ambito del FEASR, si propone di elaborare un sottoprogramma tematico per le “zone montane”, che contenga un articolato pacchetto integrato di interventi agro-climatico e silvo-ambientali, basati su approcci comuni ai progetti e alle pratiche ambientali, finalizzati alla conservazione e valorizzazione della biodiversità, accompagnato da investimenti nelle imprese con finalità non produttive, per colture e pratiche volte a prevenire l’erosione e a preservare la funzionalità del suolo, il ripristino e manutenzione degli elementi tipici del paesaggio montano. Si chiede quindi di attivare la Misura di cui all’art. 20, prf. 1, lett. a) del Regolamento (UE) n. 1305/2013 perché può fornire sostegno per la stesura di piani di tutela e di gestione dei siti NATURA 2000 e di altre zone ad alto valore naturalistico e la Misura di cui all’art. 30 del Regolamento (UE) n. 1305/2013, necessaria a compensare i costi aggiuntivi e il mancato guadagno dovuti ai vincoli occasionati, nelle aree agricole interessate, dall’applicazione della direttiva 92/43/CEE del Consiglio (“Habitat”) e della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (“Uccelli Selvatici”). Il gruppo di 5 Misure “a premio” previste dal Regolamento come misure rilevanti per il sottoprogramma tematico “Zone montane” (e per le quali possono essere anche maggiorati gli importi di aiuto previsti, a seconda delle esigenze) può essere utilmente integrato da altre Misure e interventi complementari, ad esempio, per gli investimenti non produttivi delle imprese agricole. Inoltre l’attivazione coordinata di un tale pacchetto integrato di Misure può essere l’occasione per un progetto ambientale d’area vasta, che favorisca lo sviluppo di approcci comuni ai progetti e alle pratiche ambientali nell’intera montagna veneta, affidando a coloro che vivono e lavorano nel territorio la sua gestione.
10.1. Pagamenti per ettaro di superficie agricola per impegni agro-climatici-ambientali
Questa Linea di Intervento è prioritaria per FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO perché:
Si propone di riformulare la linea d'intervento 74 con la seguente:" Ottimizzazione tecniche agronomiche ed irrigue (riduzione dei fertilizzanti minerali; riduzione dei volumi irrigui; avvicendamenti colturali in continuità, cover crops, rotazioni specifiche, riduzione emissioni NH3 anche attraverso concimazione frazionata in fase liquida in copertura - con microirrigazione - su mais e altre colture,...). (FB23, FB19, FB18)
10.1. Pagamenti per ettaro di superficie agricola per impegni agro-climatici-ambientali
Questa Linea di Intervento è prioritaria per CONFAGRICOLTURA VENETO perché:
- Conservazione di superfici investite a risaia al fine di prevenire problematiche legate al "cuneo salino" ed interventi di manutenzione e conservazione della stessa risaia indirizzati ad ambiti di funzionalità ecologico-ambientale in relazione ad azioni di mantenimento della fauna selvatica. - Conservazione di superfici utilizzate a valle da pesca (Zone Natura 2000)
11.1. Pagamenti per la conversione in pratiche e metodi di agricoltura biologica
Questa Linea di Intervento è prioritaria per ASSOCIAZIONE VENETA PRODUTTORI BIOLOGICI A.Ve.Pro.Bi. - RAPPRESENTANTE ASSOCIAZIONI VENETE DEI PRO perché:
I premi dati alle aziende in conversione devono soddisfare totalmente i bisogni degli agricoltori che vanno incontro ad un nuovo metodo di coltivazione, hanno maggiori costi per la loro preparazione professionale, per l'acquisto di mezzi meccanici adeguati, hanno una minore produzione ad ettaro, un maggiore impegno burocratico per ottemperare agli impegni richiesti dalla normativa per la gestione dei documenti aziendali, maggiori costi di manodopera e cisti per la ricerca di nuovi canali commerciali. Per quanto riguarda la successiva fase del mantenimento in agricoltura biologica le aziende agriciole hanno in ogni caso gli stessi impegni e costi espressi per le aziende in conversione, pertanto riteniamo che sia auspicabile un maggiore premio per favorire l'ingresso nel sistema di certificazione, ma poi gli aiuti economici devono proseguire per far fronte ai continui impegni professionali che vengono richiesti. A fronte di quanto sopra espresso è importante che gli aiuti, sia per la conversione che per il manteniemnto, siano maggiori di quelli stabiliti nei precedenti PSR, infatti molte aziende, soprattuto di piccole dimensioni, non hanno fatto richiesta di aiuto perchè i premi sarebbero stati troppo bassi a fronte di costi e ore impiegate per poter fare le domande, spesso attraverso terzi. Ricordiamo, inoltre, che nel nuovo Piano di Azione Nazionale si chiede alle Regioni di investire sull'agricoltura biologica per la salvaguardia dell'ambiente e della salute dei cittadini.
12.1. Indennità compensativa per ettaro di superficie agricola in area Natura 2000
Questa Linea di Intervento è prioritaria per LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI perché:
L’intervento è importante per far fronte ad eventuali riduzioni del reddito delle imprese agricole a causa di vincoli introdotti con gli strumenti normativi e gestionali della Rete Natura 2000. Soddisfa i fabbisogni FB15; FB16; FB20; FB28.
16.5. Sostegno per azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ad essi; approcci collettivi ai progetti e alle pratiche ambientali in corso, inclusi la gestione efficiente delle risorse idriche, l'uso di energia rinnovabile e l
Questa Linea di Intervento è prioritaria per UNIONE VENETA BONIFICHE perché:
Il soddisfacimento del Fabbisogno 18 “Efficiente utilizzo della risorsa idrica nel comparto agricolo” è raggiungibile attraverso numerose Linee di intervento che risultano essere trasversali a più Priorità in quanto l’efficientamento nell’uso della risorsa idrica si può conseguire attraverso una pluralità di azioni che prevedono, non solo investimenti aziendali, ma anche percorsi di formazione e comunicazione agli operatori di settore come esplicitamente previsto dalla Priorità 1, Focus Area 1a e 1c, Linee di intervento 01, 02, 04 e 25 (Azioni di formazione professionale). Oltre alle misure per la formazione, sono inoltre indicati specifici finanziamenti per interventi infrastrutturali necessari ad efficientare e razionalizzare l’utilizzo dell’acqua. In particolare, la Priorità 5 “Risorse” prevede, nella Focus Area 5a) “Acqua”, specifiche Linee di intervento che consentono azioni di riconversione, ammodernamento ed efficientamento dei sistemi irrigui aziendali oltrechè interventi a servizio di una pluralità di aziende, pertanto anche a scala territoriale più estesa rispetto a singoli realtà puntuali. Da tali premesse e considerando la centralità del tema acqua che, come detto investe più Priorità, il nuovo PSR deve ereditare e proseguire l’esperienza dalla precedente Programmazione 2007-2013 che, nello specifico con la Misura 214 i), ha previsto un impegno di riduzione del 25% dei volumi irrigui per il mais ed il tabacco, attraverso l’utilizzo della Piattaforma informatica IRRIFRAME, le cui potenzialità di elaborazione di un consiglio irriguo potrebbero essere sfruttate anche per estendere gli impegni di riduzione degli apporti di adacquamento ad altre tipologie colturali. Pertanto, quando la Priorità 1 individua azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze per l’efficace utilizzo delle risorse idriche collegate agli andamenti climatici e al bilancio idroclimatico delle colture, si auspica che, all’interno di tale percorso formativo, vengano inserite anche le necessarie informazioni tecniche sulle funzionalità e potenzialità di IRRIFRAME, al fine di diffonderne più ampiamente la conoscenza e l’utilizzo da parte delle aziende agricole venete. Inoltre, accanto all’impegno formativo, devono essere previste anche specifiche azioni che possano incentivare l’utilizzo di IRRIFRAME e del consiglio irriguo sulla base della Linee di intervento 74, 81, 82, 84, 103-Priorità 4-Focus area 4b, al fine di proseguire la positiva esperienza della Misura 214 i) che ha permesso, tra il 2012 ed il 2013, l’iscrizione di 410 aziende impegnate nella riduzione del volumi irrigui, con una superficie coinvolta di circa 10.000 ettari. Considerando comunque la problematica del risparmio idrico nella sua complessità territoriale e gestionale, l’utilizzo di IRRIFRAME può rispondere solo in parte alle esigenze di efficientamento, il cui raggiungimento deve essere perseguito anche attraverso l’ammodernamento, l’estensione e nuova infrastrutturazione della rete irrigua consortile. A tal proposito, UVB intende ribadire quanto già argomentato in occasione della prima fase di consultazione, ovvero che la razionalizzazione dell’uso dell’acqua può avvenire, solo ed esclusivamente, attraverso due azioni complementari: strutturazione delle aziende agricole integrata alla realizzazione di adeguate opere infrastrutturali consortili, proprio perché senza l’azione di distribuzione e coordinamento svolta dai Consorzi di bonifica, unici gestori della rete irrigua, difficilmente si potrebbero conseguire quelle produzioni agricole, anche di pregio, che permettono al Veneto di raggiungere importanti primati sia a livello interno sia sui mercati esteri. In particolare, per opere irrigue consortili devono intendersi tutti quegli interventi volti all’ampliamento ed ammodernamento delle reti nelle zone strutturate, ma soprattutto l’infrastrutturazione delle aree dove si pratica l’irrigazione di soccorso. I Consorzi di bonifica dovrebbero pertanto rientrare di diritto nella nuova Programmazione 2014-2020 in quanto soggetti fornitori e gestori del sistema irriguo regionale, i cui progetti, insieme all’infrastrutturazione aziendale, andrebbero inseriti in specifici “Piani irrigui d’area” attraverso i quali coordinare gli interventi ed evitare frammentazioni ed inefficienze territoriali, vere cause di non razionale utilizzo dell’acqua. In relazione a quanto sopra esposto ed argomentato, si rileva che la Priorità 5a) propone interessanti linee di intervento (LI n. 99 e 100) per la riconversione, ammodernamento ed efficientamento irriguo aziendale mentre la LI 102 riconosce prioritari anche gli interventi infrastrutturali a servizio di una pluralità di aziende, la cui realizzazione non può però prescindere dalla progettualità e dal coordinamento territoriale dei Consorzi di bonifica, che si ricorda essere gli unici enti preposti alla gestione irrigua del territorio agricolo. Inoltre, dall’analisi del Documento di Lavoro – Proposta Tecnica “Strategie e linee di intervento”, si rilevano ulteriori Linee di intervento, in particolare dalla 106 alla 108 (Priorità 5, FB 5a) che, seppur prevedano approcci collettivi, gruppi e progetti pilota finalizzati a favorire e sviluppare pratiche, processi e tecnologie in ambito irriguo, sembrano escludere il sostegno al Fabbisogno 18 che invece riguarda proprio l’efficiente utilizzo della risorsa idrica nel comparto agricolo. La previsione di realizzare approcci collettivi e/o progetti pilota potrebbe invece coniugarsi con quanto già proposto da UVB nella prima fase di Parternariato, ovvero la possibilità di realizzare bacini interaziendali di accumulo con lo scopo di trattenere la risorsa idrica durante i periodi a maggiore disponibilità per essere, successivamente, rilasciata ed utilizzata per l’irrigazione nei periodi di siccità, favorendo un minor attingimento dai fiumi e corsi d’acqua con positive ricadute sul minimo deflusso vitale. I Consorzi di bonifica chiedono e ribadiscono la necessità di rientrare nella nuova Programmazione di sviluppo rurale, accanto e non in sostituzione delle aziende agricole che devono sempre essere al centro delle politiche di sostegno regionale, al fine di poter realizzare una progettualità tale da migliorare vaste porzioni di territorio che, a tutt’oggi, dimostrano di avere ancora gravi difficoltà di approvvigionamento e gestione della risorsa idrica. In tale contesto, gli enti consortili proporrebbero degli interventi minori (ampliamenti reti irrigue, sistemazione di manufatti di derivazione, realizzazione di sostegni, ripristino canalette irrigue, bacini di accumulo interaziendali, sistemi informatizzati di telecontrollo, potenziamento pompe), caratterizzati da ridotti impegni finanziari (tra i 100.000-500.000 euro ciascuno), ma che porterebbero un beneficio diffuso sul territorio ad una più amplia platea di aziende agricole raggiunte dal servizio irriguo. Tali interventi minori, che potrebbero inserirsi in uno specifico “Piano Regionale per l’Irrigazione”, risultano complementari alla progettualità finanziata dal Piano Irriguo Nazionale (PIN), da cui i Consorzi di bonifica attingono invece le risorse per realizzare grandi interventi puntuali e mirati, nel comparto della grande infrastrutturazione irrigua, dell’ordine di 6/7 milioni di euro.