Fabbisogno 1:
Utilizzo di sistemi auto valutativi

Diffondere l'uso di sistemi di autovalutazione e di altri strumenti volti ad aumentare la conoscenza, la sensibilizzazione e la formazione tra i soggetti interessati o gli utenti dell'efficienza energetica. Adozione di sistemi di certificazione delle pratiche agricole e forestali.

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
La introduzione di sistemi auto-valutativi e di certificazione non deve rappresentare dei costi aggiuntivi per le aziende e bisogna evitare la creazione di sovrastrutture burocratiche onerose. In proposito sarebbe opportuno prevedere eventualmente una specifica misura del PSR per finanziare tali sistemi o che l'attività degli Enti di ricerca e strumentali della Regione individui modelli di riferimento da riprodurre a livello aziendale.
24/09/2013 - CIA - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Per valorizzare l'assortimento legnoso e per poter tutelare il patrimonio boschivo nonchè per far fronte alle esigenze dell'attuale mercato, diventa quasi obbligatorio adottare sistemi di certifcazione forestale atti a garantire la qualità della filiera e dei prodotti locali. Diventa quindi necessario finanziare tali sistemi nonchè seguire costantemente l'iter per il raggiungimento degli obbiettivi.

Fabbisogno 2:
Sistemi e componenti ad alta efficienza energetica

Introduzione di sistemi e componenti ad alta efficienza nella produzione di energia (caldaie a condensazione, impianti di micro-cogenerazione, pompe di calore a compressione o ad assorbimento); adozione di materiali, dispositivi e prodotti per la riduzione delle dispersioni energetiche degli assorbimenti di calore nelle strutture e infrastrutture edilizie

Osservazioni fin qui pervenute:

18/09/2013 - LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI - Stato: Pubblicata
Aggiungere, nell’elenco menzionato, anche impianti di trigenerazione
19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Il Quadro Strategico Comune fornisce una direzione strategica chiara per il coordinamento settoriale e territoriale (art.10) identificando le strategie di sviluppo locale e l’approccio partecipativo come la base per una programmazione coordinata e integrata dei fondi strutturali europei al fine di promuovere la coesione territoriale (CE COM(2011)615 del 14/03/2012, para. 21, pag.8). I Gruppi di Azione Locale (GAL) delle aree montane venete, assieme all’UNCEM Veneto, hanno colto questa sfida avviando nel 2012 una consultazione partenariale. Il risultato di tale processo partecipativo è stato il Patto “Montagna Veneta 2020”, un Protocollo di Intesa dove sono state identificate le priorità di investimento del territorio, a valere su tutti e tre i fondi strutturali (FESR, FEASR, FSE) ed è stato proposto l’inserimento nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, di un “Sottoprogramma tematico per le zone montane” da attuare per tutte le priorità FEASR. L’attività di animazione e consultazione, promossa da ogni GAL montano nel proprio territorio, e conclusasi ad agosto 2013, ha declinato le priorità indicate nel Patto in fabbisogni concreti, con il coinvolgimento attivo di 185 partner del territorio montano attraverso interviste semi strutturate, incontri individuali, questionari on-line, e focus group. Montagna Veneta 2020 ha identificato nel “Rendere più efficiente l'uso dell'energia nell'agricoltura e nell'industria alimentare” una delle priorità di investimento per il territorio montano veneto come desunta dalle diverse priorità previste dai tre principali Fondi del Quadro Strategico Comune UE confermandosi come l’obiettivo specifico di maggior rilevanza nell’ambito della Priorità 5 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 16 e 20). Il Rapporto per l'analisi della Priorità 5 indica come nella Regione Veneto si importi il 95% dell'energia contro l'85% rilevato a livello nazionale. L'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili evidenzia in modo maggiore il deficit regionale rispetto alle medie nazionali, rispettivamente al 4,9% contro 8,9% (Italia). All'utilizzo delle fonti rinnovabili contribuisce quello derivante dalle biomasse nella misura dell'11%. Le motivazioni vanno ricercate in: (1) carenza di infrastrutture; (2) impianti obsoleti; e (3) mancanza di una rete. Le fonti energetiche rinnovabili sono utilizzate al 63% ad uso domestico e solo al 25% ad uso civile ed in questo caso si parla quasi unicamente di energia solare. La Regione rileva che nel periodo 2017/2013 siano stati installati impianti da energie rinnovabili anche con destinazione differente da quella agricola e forestale, ma si è trattato solo di impianti fotovoltaici e non da biomasse. Si chiede che nell'area montana si incentivi l'installazione di caldaie ad alto rendimento nelle pmi che si alimentano attraverso i prodotti della trasformazione del legno (pellet) incentivando un processo di produzione e stoccaggio dei medesimi, e usufruendo del patrimonio boschivo locale.
19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Il Quadro Strategico Comune fornisce una direzione strategica chiara per il coordinamento settoriale e territoriale (art.10) identificando le strategie di sviluppo locale e l’approccio partecipativo come la base per una programmazione coordinata e integrata dei fondi strutturali europei al fine di promuovere la coesione territoriale (CE COM(2011)615 del 14/03/2012, para. 21, pag.8). I Gruppi di Azione Locale (GAL) delle aree montane venete, assieme all’UNCEM Veneto, hanno colto questa sfida avviando nel 2012 una consultazione partenariale. Il risultato di tale processo partecipativo è stato il Patto “Montagna Veneta 2020”, un Protocollo di Intesa dove sono state identificate le priorità di investimento del territorio, a valere su tutti e tre i fondi strutturali (FESR, FEASR, FSE) ed è stato proposto l’inserimento nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, di un “Sottoprogramma tematico per le zone montane” da attuare per tutte le priorità FEASR. L’attività di animazione e consultazione, promossa da ogni GAL montano nel proprio territorio, e conclusasi ad agosto 2013, ha declinato le priorità indicate nel Patto in fabbisogni concreti, con il coinvolgimento attivo di 185 partner del territorio montano attraverso interviste semi strutturate, incontri individuali, questionari on-line, e focus group. Montagna Veneta 2020 ha identificato nel “Rendere più efficiente l'uso dell'energia nell'agricoltura e nell'industria alimentare” una delle priorità di investimento per il territorio montano veneto come desunta dalle diverse priorità previste dai tre principali Fondi del Quadro Strategico Comune UE confermandosi come l’obiettivo specifico di maggior rilevanza nell’ambito della Priorità 5 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 16 e 20). Il Rapporto per l'analisi della Priorità 5 indica come nella Regione Veneto si importi il 95% dell'energia contro l'85% rilevato a livello nazionale. L'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili evidenzia in modo maggiore il deficit regionale rispetto alle medie nazionali, rispettivamente al 4,9% contro 8,9% (Italia). All'utilizzo delle fonti rinnovabili contribuisce quello derivante dalle biomasse nella misura dell'11%. Le motivazioni vanno ricercate in: (1) carenza di infrastrutture; (2) impianti obsoleti; e (3) mancanza di una rete. Le fonti energetiche rinnovabili sono utilizzate al 63% ad uso domestico e solo al 25% ad uso civile ed in questo caso si parla quasi unicamente di energia solare. La Regione rileva che nel periodo 2017/2013 siano stati installati impianti da energie rinnovabili anche con destinazione differente da quella agricola e forestale, ma si è trattato solo di impianti fotovoltaici e non da biomasse. Si chiede che nell'area montana si incentivi l'installazione di caldaie ad alto rendimento nelle pmi che si alimentano attraverso i prodotti della trasformazione del legno (pellet) incentivando un processo di produzione e stoccaggio dei medesimi, e usufruendo del patrimonio boschivo locale
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Va bene il fabbisogno 2 per l'introduzione di sistemi e componenti ad alta efficienza nella produzione di energia e l'adozione di materiali, dispositivi e prodotti per la riduzione delle dispersioni energetiche. Per quel che riguarda gli impianti FER, di qualsiasi natura, sarebbe opportuno prevedere misure di incentivazione di quelli a recupero energetico con il teleriscaldamento (estensione per quelli esistenti) sia per fini aziendali che per terzi. Sarebbe altresì opportuno rifinanziare gli impianti fotovoltaici su strutture esistenti con contestuale sostituzione dell'amianto.

Proposte di fabbisogni dai Partner

Fabbisogni fin qui pervenuti:

12/09/2013 - FEDERAZIONE REGIONALE COLTIVATORI DIRETTI - Stato: Pubblicata
La focus area 2) è associata alla focus area 3). Nel merito, si specifica che la priorità è “Bassa” nel caso di interventi slegati dalle caratteristiche aziendali. Invece, nel caso di investimenti strutturali con finalità energetiche (produzione FER e risparmio energia) connessi con altri miglioramenti di carattere ambientale o connessi alla salute pubblica e degli operatori (es. trattamento reflui aziendali, rimozione amianto, …), la priorità passa a “ALTA”. Le modalità di intervento proposte riguardano i casi specifici in cui va attribuita priorità “ALTA”. Questo livello di priorità è riservato ai seguenti casi in cui risulta chiara la connessione con le necessità produttive aziendali e in presenza di miglioramenti di carattere ambientale: - impianti FER alimentati da biomasse o biogas con tipologie di taglia medio-bassa sostenuti esclusivamente con sottoprodotti aziendali e con reflui aziendali; - per il fotovoltaico, realizzazioni integrate su strutture che prevedono la contestuale bonifica dell’amianto; - per gli adeguamenti strutturali ed impiantistici finalizzati al risparmio energetico, sia in termini di limitazione della perdita di calore che di conservazione del freddo, nel caso di progetti che realizzano la contestuale valorizzazione della produzione aziendale.