Fabbisogno 1:
Efficientamento della risorsa idrica

Efficientamento dell’uso della risorsa idrica per produzioni di qualità, attraverso il monitoraggio continuo di livelli idrici, andamenti climatici e bilancio idroclimatico e il ricorso a modelli previsionali e gestionali informatizzati.

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
Il monitoraggio, basato su un insieme variabile di indicatori, rappresenta il “patrimonio conoscitivo” sullo stato di una risorsa e permette di controllare, nel tempo, gli impatti generati dalle forze esterne (driving-forces) responsabili delle pressioni di rilevanza ambientale; lo scopo intrinseco del monitoraggio è dunque quello di indirizzare le azioni di gestione e di verificare, in un intervallo temporale predefinito, l'efficacia delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi previsti dalle stesse politiche. Poste tali premesse, è evidente che nella proposta di Fabbisogno manca un’indicazione concreta di politica finalizzata all'efficientamento dell’uso dell’acqua in quanto il monitoraggio, da solo, risulta un’azione insufficiente, trattandosi esclusivamente di uno strumento di controllo del contesto (analisi ex post) ed, eventualmente, di successivo indirizzo pianificatorio. I cambiamenti climatici degli ultimi anni, caratterizzati da eventi meteorologici estremi, non solo alluvionali, ma anche di forte siccità (2003, 2006, 2012), hanno spinto il settore agricolo ad affrontare importanti criticità nella gestione della risorsa idrica. Sarebbe pertanto opportuno definire politiche di utilizzo dell’acqua volte all’ampliamento ed ammodernamento delle reti irrigue nelle zone strutturate, nonché all’infrastrutturazione delle aree dove si pratica l’irrigazione di soccorso. Un adeguato sostegno ai sistemi irrigui potrebbe derivare dalla realizzazione di bacini interaziendali per l’accumulo della risorsa; in alcune zone del Veneto, inoltre, il recupero e riutilizzo delle cave potrebbe trasformarle in grandi serbatoi con la duplice funzione di garantire approvvigionamento idrico nei periodi più aridi e di laminazione delle piene. Entrambe le azioni, strutturazione delle aziende agricole e realizzazione di opere consortili, sono imprescindibili l’una dall’altra in quanto gli interventi aziendali di ammodernamento, riconversione e risparmio idrico risulterebbero del tutto inutili se non adeguatamente coordinati e inseriti nel contesto della programmazione progettuale e delle reti dei Consorzi di bonifica. L’altro aspetto di rilevanza per efficientare gli impieghi irrigui è il supporto tecnico alle aziende agricole al fine di migliorarne le conoscenze agronomiche, per una più corretta gestione degli impianti e delle modalità di intervento, attraverso l’adozione di un bilancio idrico colturale. L’evoluzione tecnologica può indubbiamente consentire di ridurre fortemente gli sprechi: elevati livelli di efficienza si conseguono solamente con adeguati interventi strutturali aziendali interconnessi alle opere consortili. I Consorzi di bonifica dovrebbero pertanto rientrare di diritto nella nuova Programmazione 2014-2020 in quanto soggetti fornitori e gestori del sistema irriguo regionale, i cui progetti, insieme all’infrastrutturazione aziendale, andrebbero inseriti in specifici “Piani irrigui d’area”. Appare quindi evidente la necessità di potenziare ed ammodernare l’irrigazione strutturata, di infrastrutturare le aree di pianura dove si pratica l’irrigazione di soccorso, di realizzare bacini di accumulo anche attraverso il riutilizzo di cave e, nel contempo, di ottimizzare i consumi idrici attraverso sistemi informatizzati di consiglio irriguo.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Gli eventi siccitosi degli ultimi anni hanno causato, oltreché problemi di natura economica alle imprese, gravi problematiche di natura sanitaria delle produzioni stesse per cui è di tutta evidenza la necessità di sviluppare sistemi irrigui e tecnologie che consentano di dare risposte concrete a tali emergenze. In particolare si ritiene opportuno favorire, non solamente la riconversione irrigua, ma anche l'estensione dell'irrigazione con particolare riferimento a quei sistemi irrigui che abbiano dato dimostrazione di risolvere la problematica (es.: sistemi di microirrigazione anche interrata in un ottica di utilizzazione di tali sistemi per la pratica della fertirrigazione, che consentirebbe altresì un risparmio ed un utilizzazione più razionale dei fertilizzanti con particolare riferimento a quelli azotati, con effetti positivi nel contenimento degli effetti di dilavamento).
20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Il testo è molto simile a quello del fabbisogno 4b 1 ed andrebbe eliminata la sovrapposizione, enfatizzando nel 4b 1 il tema della ricarica e qui quello della riduzione degli input.
23/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEI FIUMI ISONZO, TAGLIAMENTO, PIAVE, BRENTA-BACCHIGLIONE - Stato: Pubblicata
Nel documento di analisi si segnala: 1) con riferimento al secondo capoverso di pag. 60, che le considerazioni circa l’efficacia della pratica dell’irrigazione nella conservazione delle risorse idriche sotterranee andrebbero approfondite valutando la sostenibilità di un regime di prelievi da fiumi caratterizzati da una intrinseca capacità di ricarica delle falde e che potrebbero pertanto già naturalmente assolvere a tale funzione. 2) con riferimento al terzo capoverso di pag. 60, che le affermazioni circa il “consumo ridotto di acqua da parte del settore agricolo in quanto comporta un mero trasferimento nello spazio e la restituzione integra per altri usi” suscitano qualche perplessità. Infatti, si ritiene che le acque restituite dall’irrigazione risultino in termini generali inevitabilmente interessate dal dilavamento di concimi e fitofarmaci utilizzati nella pratica agricola e quindi con uno stato di qualità alterato rispetto alle condizioni di prelievo. Inoltre il prelievo di acqua da un corpo superficiale e sotterraneo per usi irrigui può comportare una restituzione a corpi idrici superficiali o sotterranei anche molto distanti dal punto di prelievo e in differenti bacini idrografici, portando ad un alterazione del bilancio idrico. Risulta pertanto evidente che il trasferimento di volumi d’acqua non è di per sé un fenomeno trascurabile nell’ambito del bilancio idrico e della tutela ambientale. 3) Con riferimento ai punti 3 e 9 di pag. 61, che le considerazioni circa la buona disponibilità di risorse irrigue nell’alta pianura appaiono in contraddizione con le affermazioni a pag. 40 punto 13 che richiamano tra i punti di debolezza del sistema, fenomeni di carenza idrica. Infatti l’effetto combinato di cambiamenti climatici e sovrasfruttamento della risorsa idrica rendono sempre più frequenti gli episodi di scarsa disponibilità idrica. si propone di integrare il fabbisogno 1 con le seguenti considerazioni: “Il razionale utilizzo della risorsa idrica può essere facilitato mediante l'utilizzo di bilanci idrici che possano fornire informazioni agli utilizzatori finali su quanto e quando irrigare e con quali modalità. Non vanno trascurate inoltre risorse non tradizionali come quelle relative al riutilizzo delle acque reflue urbane.”
23/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEL FIUME ADIGE - Stato: Pubblicata
Nel documento di analisi si segnala: 1) con riferimento al secondo capoverso di pag. 60, che le considerazioni circa l’efficacia della pratica dell’irrigazione nella conservazione delle risorse idriche sotterranee andrebbero approfondite valutando la sostenibilità di un regime di prelievi da fiumi caratterizzati da una intrinseca capacità di ricarica delle falde e che potrebbero pertanto già naturalmente assolvere a tale funzione. 2) con riferimento al terzo capoverso di pag. 60, che le affermazioni circa il “consumo ridotto di acqua da parte del settore agricolo in quanto comporta un mero trasferimento nello spazio e la restituzione integra per altri usi” suscitano qualche perplessità. Infatti, si ritiene che le acque restituite dall’irrigazione risultino in termini generali inevitabilmente interessate dal dilavamento di concimi e fitofarmaci utilizzati nella pratica agricola e quindi con uno stato di qualità alterato rispetto alle condizioni di prelievo. Inoltre il prelievo di acqua da un corpo superficiale e sotterraneo per usi irrigui può comportare una restituzione a corpi idrici superficiali o sotterranei anche molto distanti dal punto di prelievo e in differenti bacini idrografici, portando ad un alterazione del bilancio idrico. Risulta pertanto evidente che il trasferimento di volumi d’acqua non è di per sé un fenomeno trascurabile nell’ambito del bilancio idrico e della tutela ambientale. 3) Con riferimento ai punti 3 e 9 di pag. 61, che le considerazioni circa la buona disponibilità di risorse irrigue nell’alta pianura appaiono in contraddizione con le affermazioni a pag. 40 punto 13 che richiamano tra i punti di debolezza del sistema, fenomeni di carenza idrica. Infatti l’effetto combinato di cambiamenti climatici e sovrasfruttamento della risorsa idrica rendono sempre più frequenti gli episodi di scarsa disponibilità idrica. si propone di integrare il fabbisogno 1 con le seguenti considerazioni: “Il razionale utilizzo della risorsa idrica può essere facilitato mediante l'utilizzo di bilanci idrici che possano fornire informazioni agli utilizzatori finali su quanto e quando irrigare e con quali modalità. Non vanno trascurate inoltre risorse non tradizionali come quelle relative al riutilizzo delle acque reflue urbane.”
24/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEL FIUME PO - Stato: Pubblicata
L’autorità di bacino è attualmente impegnata nella predisposizione del Piano del Bilancio Idrico per il bacino del fiume Po. Gli obiettivi generali del Piano di Bilancio, se pur ancora in corso di definizione, sono orientati a: 1) Rafforzare la cooperazione interistituzionale e il dialogo con i portatori di interesse alla scala del distretto, e comportamenti di collaborazione nell’utilizzo della risorsa idrica, al fine di migliorare la capacità di gestione integrata del bacino e la resilienza dei sistemi sociali, economici ed ambientali. 2) Definire un modello di bilancio idrico e di gestione sostenibile della risorsa idrica superficiale e profonda a livello distrettuale, che garantisca l’accessibilità ad acqua di adeguata qualità a tutti gli utenti, in base al fabbisogno, e contribuisca al riequilibrio tra disponibilità e uso in atto, necessario al raggiungimento degli obiettivi del PdGPo. 3) Promuovere la gestione proattiva delle siccità, al fine di minimizzarne gli impatti sul sistema socio-economico ed ambientale, tenendo anche conto dei possibili scenari di cambiamento climatico futuro. Dagli obiettivi generali discendono poi obiettivi specifici operativi, aventi lo scopo di orientare il processo di definizione delle misure attuative del Piano. Si evidenziano quelli di maggior attinenza : Obiettivo 2 – Riequilibrio del bilancio ai fini della sostenibilità  Individuare le misure strutturali e non strutturali per il raggiungimento progressivo delle condizioni di equilibrio del bilancio idrico superficiale e profondo, attraverso il miglioramento dell’efficienza idrica, e l’armonizzazione dell’uso della risorsa superficiale e sotterranea.  Definire a livello distrettuale l’impatto dei possibili cambiamenti climatici futuri sulla disponibilità della risorsa e recepire la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici nel settore dell’acqua. Obiettivo 3 – Gestione delle siccità  Promuovere la realizzazione di un sistema condiviso di monitoraggio in tempo reale del bilancio idrico, di previsione delle siccità ed allerta precoce, sulla base delle migliori pratiche delle tecnologie appropriate e di costi ragionevoli.  Individuare le azioni necessarie alla gestione proattiva delle siccità a livello distrettuale, anche definendo le grandezze critiche per la classificazione della condizione climatica in atto (indicatori, variabili climatiche e soglie).  Definire criteri ed indirizzi per lo sviluppo di piani di conservazione della risorsa. Dalla lettura degli obiettivi del piano risulta pertanto evidente che i temi relativi all’uso della risorsa idrica richiedono un sistema di gestione integrata dell’acqua, da realizzarsi con sistemi di governance multisettoriali e multiscalari. L’obiettivo del “rafforzamento della cooperazione interistituzionale” dovrebbe essere pertanto attuato alle diverse scale territoriali, partendo da quella interregionale e di distretto, fino a quelle di sottobacino e di area vasta. Per quest’ultime l’Autorità di bacino segnala l’importanza di quelle forme pattizie, come i Contratti di Fiume, di Foce e di Lago, quali strumenti utili al coinvolgimento dei portatori di interesse allo scopo di favorire l’attuazione delle direttive comunitarie in materia di acque ed in sinergia con altre direttive di settore collegabili, senza disconoscere gli obiettivi generali del settore agricolo e le specifiche necessità delle aziende agricole. Giova ricordare chel’attuazione del piano del bilancio idrico dovrebbe apportare benefici diretti alle aree terminali del bacino ed in particolare ai territori del Delta del Po, in quanto il riequilibrio del bilancio idrico dovrebbe garantire il mantenimento di portate di magra alla sezione di chiusura di Pontelagoscuro sufficienti a mantenere sotto controllo l’intrusione del cuneo salino. Ciò non di meno è opportuno che anche la parte veneta del territorio del bacino del Po compia i necessari sforzi per una migliore gestione della risorsa idrica, soprattutto per le parti che riguardano l’adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione delle siccità. A tale proposito si ritiene che possano essere sviluppati specifici Progetti collettivi di tipo ambientale per predisporre piani consortili e/o interaziendali di conservazione della risorsa idrica. Anche il Contratto di foce, a cui l’Autorità di bacino già aderisce, si ritiene possa creare le condizioni operative necessarie per integrare maggiormente la protezione e maggiormente la protezione e la gestione maggiormente la protezione e la gestione sostenibile delle acque in una parte così importante del territorio. Si propone quindi il riconoscimento di forme di premialità per le aziende e in generale per i soggetti richiedenti che realizzano interventi in sinergia con le attività previste nei piani/programmi d’azione dei Contratti di Fiume operanti sul medesimo contesto territoriale.
24/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
L'efficientamento dell’uso della risorsa idrica passa anche attraverso un sistema di gestione integrata della medesima nell’ambito di approcci partecipati dalle comunità e dai portatori di interessi specifici, multisettoriali e multiscalari. Si ritiene pertanto opportuno in riferimento al Fabbisogno 1: Uso della risorsa idrica, promuovere misure che favoriscano l’adozione di strumenti di governance dell’acqua quali i Contratti di Fiume, di Foce, di Falda e di Lago che consentono, attraverso il coinvolgimento e partecipazione della comunità (istituzionale e non), la gestione integrata delle criticità di area idrografica e facilitano l’attuazione di tutte le direttive comunitarie in materia di acque in sinergia con altre direttive di settore collegabili. Si propone inoltre il riconoscimento di forme di premialità (da ricavare ad esempio nell’ambito dei criteri di selezione dei bandi) per le aziende e in generale per i soggetti richiedenti che realizzino interventi in sinergia con le attività previste nei piani/programmi d’azione dei Contratti di Fiume operanti sul medesimo contesto territoriale. La Regione del Veneto, a tal proposito, ha recentemente legittimato proprio i Contratti di Fiume, di Lago e di Foce nell’ambito della L.R. n.3 del 05.04.2013 LEGGE FINANZIARIA REGIONALE PER L’ESERCIZIO 2013 (art. 42 “Contributi regionali per i contratti di fiume”), e del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento PTRC - VARIANTE PARZIALE CON ATTRIBUZIONE DELLA VALENZA PAESAGGISTICA (art. 20 bis “Contratto di Fiume”) approvata con DGR n.427 del 10.04.2013. Esemplificativa risulta l’esperienza veneta ampiamente riconosciuta e condivisa del Contratto di Foce (declinazione del modello originario sulle peculiarità idrografiche del Delta del Po) proposta e in corso di attuazione da parte del Consorzio di Bonifica Delta del Po, del Contratto di Falda avviato dalla Provincia di Vicenza nell’ambito del progetto AQUOR (LIFE 2010 ENV/IT/380) e del Contratto di Fiume Marzenego-Osellino.

Fabbisogno 2:
Risparmio idrico

Diffusione di sistemi colturali a ridotto fabbisogno idrico e riconversione dei sistemi d’irrigazione verso quelli a ridotto volume per contenere il prelievo della risorsa idrica e accrescere l’efficienza irrigua anche mediante la creazione di riserve idriche aziendali sfruttando le dotazioni strutturali esistenti.

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
Per quanto riguarda la diffusione di colture a ridotto fabbisogno idrico, si rileva che una simile politica porterebbe a penalizzare l’agricoltura specializzata (frutteti, vigneti, orticole, riso, ecc.), risorsa economica irrinunciabile non solo per l’economia veneta. Il Veneto in questi anni ha puntato ad un’agricoltura di qualità, coltivando specie apprezzate per le caratteristiche organolettiche, per la tipicità delle produzioni (DOC, DOP, IGT, IGP) e per la garanzia dei metodi di produzione. Nell’ambito del comparto cerealicolo, si deve inoltre considerare che la sopravvivenza del settore zootecnico è legata alla produzione delle foraggere e del mais, naturalmente idro-esigenti, la cui riconversione, verso colture a ridotto consumo idrico, comporterebbe gravi ripercussioni sulla filiera agroalimentare e la perdita di innumerevoli posti di lavoro. Si tratta di un’agricoltura proiettata a creare un’immagine competitiva sul mercato globale, dotata spesso di costose tecnologie avanzate che, purtroppo, diventano del tutto inutili o comunque sottoutilizzate in carenza di risorsa idrica. Appare quindi evidente la necessità di potenziare ed ammodernare l’irrigazione strutturata, di infrastrutturare le aree di pianura dove si pratica l’irrigazione di soccorso, di realizzare bacini di accumulo anche attraverso il riutilizzo di cave e, nel contempo, di ottimizzare i consumi idrici attraverso sistemi informatizzati di consiglio irriguo. Indubbiamente, la disponibilità d’acqua e la sua corretta gestione permettono di sviluppare un’agricoltura “sana” di cui ne è un chiaro esempio il mais, che, se correttamente irrigato, riduce lo sviluppo di aflatossine causa conclamata di compromissione della qualità del latte.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Poiché, presumibilmente le colture a “ridotto fabbisogno idrico” sono meno redditizie è necessaria una specifica misura del PSR che compensi adeguatamente le perdite di reddito per gli agricoltori che si impegnino ad introdurre, nelle rotazioni, tali colture o rotazioni ampie con colture autunno vernine. Riteniamo che il drenaggio tubolare interrato, utilizzato per la sub-irrigazione, sia un valido strumento per valorizzare la risorsa idrica consenta un monitoraggio costante e puntuale della qualità delle acque di scolo.
20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Anche per questo fabbisogno vi è sovrapposizione con il fabbisogno 4b 1, seconda parte. Si faccia attenzione che nelle aree pedemontane il generalizzato ricorso a sistemi a ridotto volume, se non accompagnato da azioni di ricarica, contribuisce alla riduzione degli input verso la falda, favorendone la perdita di livello.
23/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEI FIUMI ISONZO, TAGLIAMENTO, PIAVE, BRENTA-BACCHIGLIONE - Stato: Pubblicata
Il risparmio idrico costituisce principio cardine della politica di tutela quantitativa della risorsa idrica per il raggiungimento della qualità ambientale introdotta dal legislatore con il D.lgs. 152/2006 (art. 98). In pianura può essere utilizzato anche l’incremento della capacità d’invaso utilizzando la rete di drenaggio; il sistema può consentire la distribuzione dell’acqua nella stagione irrigua lungo il corso dei comprensori attraversati, riducendo anche l’apporto di nutrienti alle foci. Le condizioni migliori sono legate alla presenza di canali di ampia sezione, regolati da impianti idrovori
23/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEL FIUME ADIGE - Stato: Pubblicata
Il risparmio idrico costituisce principio cardine della politica di tutela quantitativa della risorsa idrica per il raggiungimento della qualità ambientale introdotta dal legislatore con il D.lgs. 152/2006 (art. 98). In pianura può essere utilizzato anche l’incremento della capacità d’invaso utilizzando la rete di drenaggio; il sistema può consentire la distribuzione dell’acqua nella stagione irrigua lungo il corso dei comprensori attraversati, riducendo anche l’apporto di nutrienti alle foci. Le condizioni migliori sono legate alla presenza di canali di ampia sezione, regolati da impianti idrovori
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Ciascuna azienda agricola e/o forestale ha una naturale capacità di invaso delle acque meteoriche o idriche. La manutenzione straordinaria, oltre livelli minimi di invaso ad ettaro codificati dal competente consorzio di bonifica, consente sia di bacinizzare l'acqua nei periodi estivi che di trattenerla nei periodi autunno-vernini. Finanziamenti in tal senso spingono l'impresa ad effettuare tali manutenzioni straordinarie. L'identificazione di specifici comprensori, magari a ridosso di centri abitati, potrà costituire elemento preferenziale al fine di attuare quella "micro-laminazione" di livello aziendale in attesa di più ampi progetti di laminazione.
24/09/2013 - COPAGRI REGIONALE VENETO - Stato: Pubblicata
Le coltivazioni agricole hanno successo se ci sono tutte le condizioni (ambientali, imprenditoriali, strutturali, ecc.) e l’acqua ne rappresenta uno degli elementi fondamentali per la buona riuscita del prodotto. Per questo è importante aumentare l’efficienza nell’utilizzo dell’acqua (riconversione dei sistemi irrigui a goccia, micro jet, ecc.) con conseguente possibilità di ampliare le superfici con irrigazione strutturata. Bisogna intervenire anche per aumentare l’acqua a disposizione con l’utilizzo delle cave abbandonate, la creazione di bacini ed invasi per assorbire i colmi di piena e nello stesso tempo rappresentare riserve per l’irrigazione estiva, interventi per la ricarica delle falde che è il ”bacino” più grande che abbiamo a disposizione, con aree forestali di infiltrazione e pozzi bevitori.

Fabbisogno 3:
Innovazioni tecnologiche nel comparto irriguo

Ammodernamento delle attrezzature e delle tecnologie irrigue attraverso l’introduzione di automazione, informatizzazione e controllo delle pratiche irrigue. Razionale utilizzo delle acque reflue e di scarico nell’attività agricola, agroindustriale e forestale, con l’introduzione di nuove tecnologie finalizzate al trattamento delle acque e all’ammodernamento degli impianti e attrezzature per la depurazione, il riuso, il controllo quantitativo e qualitativo delle acque utilizzate nei processi produttivi e di trasformazione dei prodotti agricoli.

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Ricordare, tra i processi produttivi, anche quelli fuori suolo.
23/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEI FIUMI ISONZO, TAGLIAMENTO, PIAVE, BRENTA-BACCHIGLIONE - Stato: Pubblicata
Devono essere anzitutto ridotte le perdite d’acqua delle reti consorziali di adduzione e di distribuzione mediante la manutenzione e la parziale impermeabilizzazione dei tratti di canali di derivazione irrigua a maggiore dispersione. La progressiva sostituzione del sistema a scorrimento o a sommersione con quello a pioggia permette di irrigare solo lo strato coltivato più superficiale, con maggiore risparmio d’acqua ed evitando di trasferire in falda i pesticidi, i diserbanti ed i fertilizzanti in eccesso, che il processo vegetativo non è riuscito ad assorbire
23/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEL FIUME ADIGE - Stato: Pubblicata
Devono essere anzitutto ridotte le perdite d’acqua delle reti consorziali di adduzione e di distribuzione mediante la manutenzione e la parziale impermeabilizzazione dei tratti di canali di derivazione irrigua a maggiore dispersione. La progressiva sostituzione del sistema a scorrimento o a sommersione con quello a pioggia permette di irrigare solo lo strato coltivato più superficiale, con maggiore risparmio d’acqua ed evitando di trasferire in falda i pesticidi, i diserbanti ed i fertilizzanti in eccesso, che il processo vegetativo non è riuscito ad assorbire

Proposte di fabbisogni dai Partner

Fabbisogni fin qui pervenuti:

19/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
Efficientamento dell’uso della risorsa idrica per produzioni di qualità tramite ampliamento, potenziamento, ammodernamento delle infrastrutture aziendali integrato alla strutturazione ed efficientamento della rete irrigua consortile e alla realizzazione di bacini di accumulo. Riconversione dei sistemi d’irrigazione verso tecnologie più innovative per contenere il prelievo della risorsa idrica e accrescere l’efficienza irrigua anche mediante la creazione di bacini di accumulo.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Sottolineiamo come l'esplicitazione dei “fabbisogni”, individuati da ciascun focus area, almeno per quel che riguarda la priorità 5, sia stata vista esclusivamente in funzione delle esigenze del miglioramento dell'ambiente e delle risorse naturali (acqua ed aria) anziché nell'ottica dei “fabbisogni reali” delle imprese agricole. Al riguardo è opportuno ribadire, come invece, le importanti emergenze ambientali, possano essere perseguite solo attraverso una decisa azione per il miglioramento delle condizioni di stabilità economica delle imprese agricole che presidiano il territorio.
20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Nuovo fabbisogno: aumento della resilienza al rischio alluvioni legato al cambiamento climatico Nella priorità 5 si enfatizza il tema di un’economia resiliente agli affetti del cambiamento climatico (parte dell’ adattamento al cambiamento climatico). Tra gli effetti più impattanti del cambiamento climatico vi è quello dell’aumento del rischio di alluvioni. A livello comunitario tale rischio ha prodotto l’emanazione dell’importante direttiva 2007/60, nota come “Direttiva Alluvioni”, di cui la futura PAC deve tenere prioritariamente conto. I sistemi agricoli sono i soli che possono ospitare, in caso di necessità, volumi d’acqua in modo significativo, contribuendo così alla messa in sicurezza dei sistemi insediativi, delle reti trasportistiche, etc. Ciò avviene attraverso tre tipologie di interventi: 1. Aumento della capacità d’invaso a livello di azienda agricola (scoline, capofossi); 2. Aumento della capacità di invaso a livello di bacino idrografico, rendendo alluvionabili in modo programmato delle superfici coltivate; 3. Spazio per le casse di espansione per la regolazione della portata dei fiumi principali. Le prime due tipologie di intervento sono direttamente a carico delle aziende agricole e potrebbero essere incentivate attraverso misure od azioni che riconoscano un “servizio di invaso”. Tale approccio è già stato fatto proprio dalla Regione Veneto nelle linee guida per la revisione dei Piani di classifica dei Consorzi di Bonifica e dal Piano acque della Provincia di Venezia.
24/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
Favorire l’utilizzo di strumenti di governance dell’acqua a supporto dell’azione di governo e in attuazione delle direttive comunitarie in materia di acque, che consentano la gestione integrata delle criticità di area idrografica attraverso approcci partecipati dal territorio come i Contratti di Fiume, di Foce, di Falda e di Lago.