Fabbisogno 1:
Riduzione degli impatti dei fertilizzanti

Riduzione degli impatti potenzialmente derivanti dall’uso di fertilizzanti e fitofarmaci nei corpi idrici, con obiettivi di tutela qualitativa, rispetto a una gestione ordinaria dei terreni agricoli, introducendo tecniche, attrezzature e pratiche agronomiche di razionalizzazione della lavorazione dei terreni e della distribuzione degli input.

Osservazioni fin qui pervenute:

28/08/2013 - ARPAV - AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE E PROTEZIONE AMBIENTALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
In particolare nell'alta pianura (zone vulnerabili) le tecniche colturali devono garantire un'adeguata integrazione tra irrigazione e concimazione in modo da evitare apporti di azoto eccessivi e rispettare i limiti previsti dal Piano d'Azione Nitrati.
28/08/2013 - ARPAV - AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE E PROTEZIONE AMBIENTALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Definizione della vulnerabilità specifica per i principi attivi antiparassitari più utlizzati in regione e introduzione di limitazioni d'uso nei casi di vulnerabilità elevata o molto elevata
09/09/2013 - UNIONE NAZIONALE DELLE COOPERATIVE ITALIANE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Per tutte le tipologie di prodotti immessi, fitofarmaci, antiparassitari o prodotti azotati, con riguardo alla complessità geomorfologica e idrogeologica regionale si impone la salvaguardia dei livelli di introduzione specifici (PAN Piano Az Nitrati ) e complessiva. Azioni di responsabilizzazione e controllo vanno ovviamente accentuati per le aree a refluo più sensibili e vulnerabili di altopiano, alta pianura e filtrabilità terreni.
18/09/2013 - LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI - Stato: Pubblicata
Il Veneto (rapporto ISPRA pubblicato nel 2013) è la regione con il più alto tasso di pesticidi per ettaro agricolo ( 11,1kg /ha) e che si è avuto un aumento del 136,5% di prodotti nocivi ad ampio spettro d’azione e dai possibili effetti cumulativi, difficilmente calcolabili, qualora finiscano nell’acqua di falda e a uso potabile e nei corsi idrici superficiali. Si ritiene che vada sostenuta l’agricoltura biologica, direttamente mediante misure a premio e indirettamente mediante il sostegno alla filiera e alle aziende biologiche.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
La riduzione degli impatti dei fertilizzanti e fitofarmaci nei corpi idrici, va adeguatamente supportata con il finanziamento di attrezzature che possano migliorare la distribuzione degli stessi. Tutto il contesto va collegato con la stabilità, salubrità e qualità delle produzioni e con la regolazione della risorsa idrica. L’introduzione e il sostegno a tecniche e pratiche agronomiche di lavorazione e distribuzione degli input devono essere praticabili e sostenibili dalle aziende agricole e devono tenere conto della nuova PAC affiancandone le azioni ai nuovi impegni del greening del primo pilastro.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Si evidenziano i risultati positivi del progetto comunitario EU-Water con il quale la Provincia di Rovigo ha appurato la fattibilità di interrare il liquame bovino fra le file del mais a diversi stadi di crescita.

Fabbisogno 2:
Promozione dell’uso di reflui zootecnici e ammendanti organici

Promozione dell’uso di letami, digestato solido ed ammendanti organici soprattutto nelle aree caratterizzate da scarsa presenza di carbonio organico, riducendo l’impatto delle pratiche agronomiche sul suolo, e limitando nel contempo le perdite di nutrienti nelle acque a causa di fenomeni di lisciviazione e ruscellamento superficiale.

Osservazioni fin qui pervenute:

28/08/2013 - ARPAV - AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE E PROTEZIONE AMBIENTALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
L'utilizzo degli ammendanti deve comportare una riduzione proporzionale nell'utilizzo dei fertilizzanti minerali. L'apporto deve essere regolare e continuativo e deve essere abbinato a tecniche conservative di lavorazione del suolo in modo da favorire l'incremento, se pur lieve, della quantità di carbonio stoccato dal suolo.
09/09/2013 - UNIONE NAZIONALE DELLE COOPERATIVE ITALIANE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
La particolare gravità delle situazioni a rischio di fenomeni di lisciviazione e ruscellamento superficiale, a seguito del passato (si spera) uso dissennato del suolo, impongono l'elaborazione e l'uso controllato di carta aggiornata delle situazioni territoriali con graduale ma continuamente incrementata sostituzione dei prodotti d'uso in favore di letami, digestato solido e ammendanti di origine organica.
18/09/2013 - LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI - Stato: Pubblicata
Il digestato solido dovrebbe provenire esclusivamente da mini-filiere di biogas caratterizzate da impianti di piccola taglia (anche di tipo sperimentale ed inferiori ai 100 kW), funzionanti in prevalenza con reflui zootecnici ed integrati con biomasse vegetali prevalentemente di scarto, finalizzati alla creazione di concimi ed ammendanti derivati dal digestato, previa separazione tra la componente solida e quella liquida
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
La promozione dell’uso di reflui zootecnici e ammendanti organici è sicuramente meritevole e va incentivata anche alla luce della migliore gestione delle risorse idriche e territoriali. Devono poi essere previste misure che comprendono i produttori di reflui e inoltre comprendendo la possibilità di utilizzo della concimazione chimica.
24/09/2013 - COPAGRI REGIONALE VENETO - Stato: Pubblicata
L’utilizzo in campo dei reflui proveniente dagli allevamenti deve essere ulteriormente incentivato favorendo l’incontro tra domanda e offerta. Va inoltre ridotto il carico burocratico alle aziende agricole che intendono utilizzare i reflui zootecnici sui propri terreni.

Fabbisogno 3:
Tecniche di coltivazioni innovative

Incremento delle tecniche di coltivazione innovative rispettose della risorsa suolo, in grado di attivare processi di immagazzinamento del carbonio nel profilo del terreno, agendo sul recupero della porosità naturale e dell’umidità in esso presente, sull’incremento della presenza di residui colturali sulle superfici arative, e sull’applicazione di rotazioni di lunga durata con l'inserimento di colture miglioratrici della fertilità del suolo.

Osservazioni fin qui pervenute:

09/09/2013 - UNIONE NAZIONALE DELLE COOPERATIVE ITALIANE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
L'introduzione al Fabbisogno 3, assolutamente condivisibile evidenzia l'esigenza di un ulteriore sforzo di approfondimento nell'approccio scientifico, anche in collaborazione con le istituzioni accademiche, di alto e responsabile livello per l'elaborazione di nuove proposte di tecniche di coltivazione innovative e di recupero delle produzioni tradizionali sia per quanto attiene alle tecniche che alla tipologia di prodotto.
18/09/2013 - LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI - Stato: Pubblicata
La migliore tecnica rispettosa della risorsa suolo è l’agricoltura biologica. Si veda in merito l’osservazione al fabbisogno “Migliorare la capacità di fissazione del carbonio in agricoltura”.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Le tecniche di coltivazione devono sempre tenere conto di una reale fattibilità e supportare i costi connessi alla loro applicazione, in particolare con l’inserimento di rotazioni di lunga durata; si deve quindi prevedere una certa armonizzazione con le regole del greening, rendendole applicabili senza relegarle ad una agricoltura marginale e di scarso interesse economico.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Le problematiche legate alla gestione dei residui colturali, in particolare nelle esperienze di "agricoltura blu" (ovvero di non lavorazione del terreno), spingono verso la messa a punto di attrezzatura che ne garantisca la uniforme distribuzione sul terreno: sin dalla raccolta (in abbinamento con la mietitrebbia) che nelle fasi successive (spandipaglia, ecc.). Da non sottovalutare la possibilità di trattare i residui colturali con idonei agenti degradanti.

Fabbisogno 4:
Salvaguardia dall’erosione

Salvaguardia del suolo dall’erosione, dal compattamento e dalla perdita di sostanza organica, soprattutto in terreni scoscesi o poco consistenti, mediante interventi di carattere intensivo (opere di carattere ingegneristico, anche con metodologie naturalistiche) ed estensivo (selvicolturale). Garantire la difesa idrogeologica del territorio mediante una costante gestione selvicolturale delle aree boscate ed interventi ingegneristici, utilizzando anche metodologie di carattere naturalistico. Favorire investimenti strutturali e infrastrutturali nonché di dotazioni strumentali per il rinnovo del parco macchine forestale. Mantenimento dei prati stabili di pianura e dei prati e pascoli in montagna al fine di prevenire possibili fenomeni di erosione superficiali.

Osservazioni fin qui pervenute:

28/08/2013 - ARPAV - AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE E PROTEZIONE AMBIENTALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Inerbimento delle superfici in pendenza coltivate a vite o colture arboree con valorizzazione delle sostanze organiche dei residui di potatura
09/09/2013 - UNIONE NAZIONALE DELLE COOPERATIVE ITALIANE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Condivisa l'ipotesi di proposta introduttiva per tutti gli aspetti evidenziati. Non trascurabile nell'ambito di tali azioni il recupero, nella richiamata necessità di costante gestione monitorata della selvicoltura il rispetto degli elementi arborei autoctoni e della produzione viticola, la loro reintroduzione e la prudente introduzione di elementi compatibili ad ulteriore miglioramento della sicurezza e fertilità del suolo e non ultimo a salvaguardia dell'elemento paesaggistico ambientale di importante valenza sul piano dello sviluppo e mantenimento dell'industria turistica e agro recettiva
18/09/2013 - LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI - Stato: Pubblicata
Come riportato per il Fabbisogno “Salvaguardia della qualità ecologica e paesaggistica del territorio rurale” della Focus area “Salvaguardia della biodiversità e ripristino del paesaggio”, per i prati stabili di pianura e montagna occorre prevedere non solo il mantenimento, ma anche il loro recupero.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Bene la salvaguardia dall’erosione in collina e in montagna sia con opere ingegneristiche e metodologie naturalistiche e selvicolturali, come favorire investimenti strutturali e infrastrutturali e strumentali per il rinnovo del parco macchine forestale. Anche il mantenimento dei prati stabili di pianura e dei prati e pascoli in montagna al fine di prevenire possibili fenomeni di erosione superficiali, va adeguatamente incentivato preso atto che non solo diventa elemento importante di questo punto, ma anche sinergico con il precedenti “Salvaguardia della qualità ecologica e paesaggistica del territorio rurale” e “Mantenimento dell'equilibrio funzionale negli ecosistemi forestali”.
20/09/2013 - UNIVERSITA' IUAV DI VENEZIA - Stato: Pubblicata
L'importanza del mantenimento dei prati e dei pascoli travalica la prevenzione di possibili fenomeni di erosione superficiale. Il prato stabile in pianura deve essere protetto anche per ragioni di mantenimento della biodiversità e della diversità paesaggistica, di miglioramento della sicurezza idraulica dei territori, di conservazione dell'identità dei luoghi. Probabilmente è opportuno identificare uno specifico fabbisogno per i prati stabili (in pianura e in montagna), anche in analogia con quanto suggerito dagli strumenti di pianificazione territoriale e paesaggitica regionale (PTRC), promuovendo il loro uso produttivo, come presidio sia nei confronti dell'abbandono (in montagna) che della messa a coltura (in pianura).
24/09/2013 - CIA - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Fondamentale favorire gli investi di tipo strutturali (piazzali di deposito,piattaforme logistiche) nonchè gli investimenti infrastrutturali quali strade forestali per poter garantire la dovuta e necessaria difesa idrogeologica ,nonchè per limitare la frammentazione delle proprietà boscate, per abbattere i costi di coltivazione/gestione selvicolturale e di utilizzazione del patrimonio boschivo.
24/09/2013 - CIA - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Fondamentale favorire gli investi di tipo strutturali (piazzali di deposito,piattaforme logistiche) nonchè gli investimenti infrastrutturali quali strade forestali per poter garantire la dovuta e necessaria difesa idrogeologica ,nonchè per limitare la frammentazione delle proprietà boscate, per abbattere i costi di coltivazione/gestione selvicolturale e di utilizzazione del patrimonio boschivo.

Proposte di fabbisogni dai Partner

Fabbisogni fin qui pervenuti:

09/09/2013 - UNIONE NAZIONALE DELLE COOPERATIVE ITALIANE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Non va sottovalutato, pur in in ordine agli aspetti puramente produttivi riferibili alla qualità agroalimentare della produzione di particolari zone a vocazione, anche di nicchia, la salvaguardia prima e la valorizzazione programmata poi dell'ambiente rurale dal punto di vista paesaggistico e geo storico ambientale. La "prospettiva" è certamente in grado di valorizzare dal punto di vista estetico un territorio sano.
12/09/2013 - FEDERAZIONE REGIONALE COLTIVATORI DIRETTI - Stato: Pubblicata
Le pratiche agricole conservative vanno incentivate con specifici pagamenti, ricercando forme di connessione con il “grenning” del primo pilastro. Vanno ricercati i nessi con il grenning, in modo tale da accompagnare le aziende verso forme di agricoltura riconosciute maggiormente sostenibili e, quindi, compatibili con il “grenning” previsto dal primo pilastro. Occorre poi prevedere il sostegno non solo delle pratiche agricole più “radicali”, allargando ad esempio l’adesione alle pratiche agronomiche di lavorazione come la “Minima lavorazione”
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Precisazioni al rapporto di analisi priorità 4 e 5: - Pag. 29 qualità delle acque: manca qualsiasi riferimento alla qualità ecologica dei corpi idrici del Veneto, c’è solo lo stato chimico - Pag. 36 figura 3.8: in merito alla distribuzione territoriale dei carichi di bestiame sono da considerare i dati elaborati in sede di Programma d’Azione – rapporto ambientale VAS. Vanno infatti considerate tutte le fattispecie di produzione di effluenti che non comportano un utilizzo agronomico, che nel caso del Veneto sono considerevoli soprattutto per il carico avicolo e bovino - Pag. 43 Istogramma fig. 4.1: è fuorviante perché evidenzia un quantitativo di carbonio organico superiore al 2% per tutta l’area veneta. Se così fosse non ci sarebbe più bisogno di azioni per integrare la sostanza organica. E’ invece necessario distinguere tra montagna collina e pianura. Fare emergere che in pianura il carbonio organico è pari al 1% circa. - Pag. 51 Fig. 4.8: specificare che i casi di criticità sulla concentrazione del sale nei terreni si riferisce esclusivamente alla classe 3 e 4 e ai colori fucsia e viola
24/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
Promozione di specifiche strategie da elaborare rispetto all'adattamento ai cambiamenti climatici, in particolare per il cuneo salino e la subsidenza nei territori di fascia costiera prossimi al mare, riconducendo l’adattamento all’aumento della resilienza delle aree agricole, degli ecosistemi e delle acque nei territori medesimi.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Gestione sostenibile delle aree vitate collinari: non finanziabilità di sistemazioni a ritocchino, premialità per le sistemazione a cavalcappoggio e girappoggio.