Fabbisogno 1:
Uso della risorsa idrica

Razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica tramite il monitoraggio continuo dei livelli idrici, andamenti climatici e bilancio idroclimatico e ricorso a modelli previsionali e gestionali informatizzati. Riconversione produttiva verso colture a ridotto fabbisogno idrico secondo le compatibilità territoriali.

Osservazioni fin qui pervenute:

28/08/2013 - ARPAV - AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE E PROTEZIONE AMBIENTALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Punto 9 a pag. 40 precisare che il superamento riguarda le acque sotterranee
18/09/2013 - LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI - Stato: Pubblicata
Promuovere misure rivolte agli enti gestori delle reti idrografiche (Unità Periferiche Genio Civile, Consorzi di Bonifica, ecc.) con lo scopo, dove possibile, di realizzare bacini di laminazione per garantire l’acqua in situazioni di siccità riducendo così l’impatto del prelievo a scopi irrigui sui corsi d’acqua e sulle falde. Promuovere azioni specifiche orientate soprattutto ad enti pubblici ed amministrazioni locali, finalizzate ad un recupero ed utilizzo dell’acqua piovana.
19/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
Razionalizzare significa rendere efficiente l’uso e la gestione di una risorsa al fine di preservarla come bene duraturo nel tempo. Tale prospettiva può essere traguardata esclusivamente attraverso specifiche politiche e programmi concreti di azione. Il monitoraggio, basato su un insieme variabile di indicatori, rappresenta invece il “patrimonio conoscitivo” sullo stato di una risorsa e permette di controllare, nel tempo, gli impatti generati dalle forze esterne (driving-forces) responsabili delle pressioni di rilevanza ambientale; lo scopo intrinseco del monitoraggio è dunque quello di indirizzare le azioni di gestione e di verificare, in un intervallo temporale predefinito, l'efficacia delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi previsti dalle stesse politiche. Poste tali premesse, è evidente che nella proposta di Fabbisogno manca un’indicazione concreta di politica finalizzata alla razionalizzazione dell’uso dell’acqua in quanto il monitoraggio, da solo, risulta un’azione insufficiente, trattandosi esclusivamente di uno strumento di controllo del contesto (analisi ex post) ed, eventualmente, di successivo indirizzo pianificatorio. I cambiamenti climatici degli ultimi anni, caratterizzati da eventi meteorologici estremi, non solo alluvionali, ma anche di forte siccità (2003, 2006, 2012), hanno spinto il settore agricolo ad affrontare importanti criticità nella gestione della risorsa idrica. Sarebbe pertanto opportuno definire politiche di utilizzo dell’acqua volte all’ampliamento ed ammodernamento delle reti irrigue nelle zone strutturate, nonché all’infrastrutturazione delle aree dove si pratica l’irrigazione di soccorso. Un adeguato sostegno ai sistemi irrigui potrebbe derivare dalla realizzazione di bacini interaziendali per l’accumulo della risorsa; in alcune zone del Veneto, inoltre, il recupero e riutilizzo delle cave potrebbe trasformarle in grandi serbatoi con la duplice funzione di garantire approvvigionamento idrico nei periodi più aridi e di laminazione delle piene. Entrambe le azioni, strutturazione delle aziende agricole e realizzazione di opere consortili, sono imprescindibili l’una dall’altra in quanto gli interventi aziendali di ammodernamento, riconversione e risparmio idrico risulterebbero del tutto inutili se non adeguatamente coordinati e inseriti nel contesto della programmazione progettuale e delle reti dei Consorzi di bonifica. L’altro aspetto di rilevanza per la razionalizzazione degli impieghi irrigui è il supporto tecnico alle aziende agricole al fine di migliorarne le conoscenze agronomiche, per una più corretta gestione degli impianti e delle modalità di intervento, attraverso l’adozione di un bilancio idrico colturale. L’evoluzione tecnologica può indubbiamente consentire di ridurre fortemente gli sprechi: elevati livelli di efficienza si conseguono solamente con adeguati interventi strutturali aziendali interconnessi alle opere consortili. I Consorzi di bonifica dovrebbero pertanto rientrare di diritto nella nuova Programmazione 2014-2020 in quanto soggetti fornitori e gestori del sistema irriguo regionale, i cui progetti, insieme all’infrastrutturazione aziendale, andrebbero inseriti in specifici “Piani irrigui d’area”. Per quanto riguarda la riconversione produttiva verso colture a ridotto fabbisogno idrico, si rileva che una simile politica porterebbe a penalizzare l’agricoltura specializzata (frutteti, vigneti, orticole, riso, ecc.), risorsa economica irrinunciabile non solo per l’economia veneta. Il Veneto in questi anni ha puntato ad un’agricoltura di qualità, coltivando specie apprezzate per le caratteristiche organolettiche, per la tipicità delle produzioni (DOC, DOP, IGT, IGP) e per la garanzia dei metodi di produzione. Nell’ambito del comparto cerealicolo, si deve inoltre considerare che la sopravvivenza del settore zootecnico è legata alla produzione delle foraggere e del mais, naturalmente idro-esigenti, la cui riconversione, verso colture a ridotto consumo idrico, comporterebbe gravi ripercussioni sulla filiera agroalimentare e la perdita di innumerevoli posti di lavoro. Si tratta di un’agricoltura proiettata a creare un’immagine competitiva sul mercato globale, dotata spesso di costose tecnologie avanzate che, purtroppo, diventano del tutto inutili o comunque sottoutilizzate in carenza di risorsa idrica. Appare quindi evidente la necessità di potenziare ed ammodernare l’irrigazione strutturata, di infrastrutturare le aree di pianura dove si pratica l’irrigazione di soccorso, di realizzare bacini di accumulo anche attraverso il riutilizzo di cave e, nel contempo, di ottimizzare i consumi idrici attraverso sistemi informatizzati di consiglio irriguo. Indubbiamente, la disponibilità d’acqua e la sua corretta gestione permettono di sviluppare un’agricoltura “sana” di cui ne è un chiaro esempio il mais, che, se correttamente irrigato, riduce lo sviluppo di aflatossine causa conclamata di compromissione della qualità del latte.
19/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
Razionalizzare significa rendere efficiente l’uso e la gestione di una risorsa al fine di preservarla come bene duraturo nel tempo. Tale prospettiva può essere traguardata esclusivamente attraverso specifiche politiche e programmi concreti di azione. Il monitoraggio, basato su un insieme variabile di indicatori, rappresenta invece il “patrimonio conoscitivo” sullo stato di una risorsa e permette di controllare, nel tempo, gli impatti generati dalle forze esterne (driving-forces) responsabili delle pressioni di rilevanza ambientale; lo scopo intrinseco del monitoraggio è dunque quello di indirizzare le azioni di gestione e di verificare, in un intervallo temporale predefinito, l'efficacia delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi previsti dalle stesse politiche. Poste tali premesse, è evidente che nella proposta di Fabbisogno manca un’indicazione concreta di politica finalizzata alla razionalizzazione dell’uso dell’acqua in quanto il monitoraggio, da solo, risulta un’azione insufficiente, trattandosi esclusivamente di uno strumento di controllo del contesto (analisi ex post) ed, eventualmente, di successivo indirizzo pianificatorio. I cambiamenti climatici degli ultimi anni, caratterizzati da eventi meteorologici estremi, non solo alluvionali, ma anche di forte siccità (2003, 2006, 2012), hanno spinto il settore agricolo ad affrontare importanti criticità nella gestione della risorsa idrica. Sarebbe pertanto opportuno definire politiche di utilizzo dell’acqua volte all’ampliamento ed ammodernamento delle reti irrigue nelle zone strutturate, nonché all’infrastrutturazione delle aree dove si pratica l’irrigazione di soccorso. Un adeguato sostegno ai sistemi irrigui potrebbe derivare dalla realizzazione di bacini interaziendali per l’accumulo della risorsa; in alcune zone del Veneto, inoltre, il recupero e riutilizzo delle cave potrebbe trasformarle in grandi serbatoi con la duplice funzione di garantire approvvigionamento idrico nei periodi più aridi e di laminazione delle piene. Entrambe le azioni, strutturazione delle aziende agricole e realizzazione di opere consortili, sono imprescindibili l’una dall’altra in quanto gli interventi aziendali di ammodernamento, riconversione e risparmio idrico risulterebbero del tutto inutili se non adeguatamente coordinati e inseriti nel contesto della programmazione progettuale e delle reti dei Consorzi di bonifica. L’altro aspetto di rilevanza per la razionalizzazione degli impieghi irrigui è il supporto tecnico alle aziende agricole al fine di migliorarne le conoscenze agronomiche, per una più corretta gestione degli impianti e delle modalità di intervento, attraverso l’adozione di un bilancio idrico colturale. L’evoluzione tecnologica può indubbiamente consentire di ridurre fortemente gli sprechi: elevati livelli di efficienza si conseguono solamente con adeguati interventi strutturali aziendali interconnessi alle opere consortili. I Consorzi di bonifica dovrebbero pertanto rientrare di diritto nella nuova Programmazione 2014-2020 in quanto soggetti fornitori e gestori del sistema irriguo regionale, i cui progetti, insieme all’infrastrutturazione aziendale, andrebbero inseriti in specifici “Piani irrigui d’area”. Per quanto riguarda la riconversione produttiva verso colture a ridotto fabbisogno idrico, si rileva che una simile politica porterebbe a penalizzare l’agricoltura specializzata (frutteti, vigneti, orticole, riso, ecc.), risorsa economica irrinunciabile non solo per l’economia veneta. Il Veneto in questi anni ha puntato ad un’agricoltura di qualità, coltivando specie apprezzate per le caratteristiche organolettiche, per la tipicità delle produzioni (DOC, DOP, IGT, IGP) e per la garanzia dei metodi di produzione. Nell’ambito del comparto cerealicolo, si deve inoltre considerare che la sopravvivenza del settore zootecnico è legata alla produzione delle foraggere e del mais, naturalmente idro-esigenti, la cui riconversione, verso colture a ridotto consumo idrico, comporterebbe gravi ripercussioni sulla filiera agroalimentare e la perdita di innumerevoli posti di lavoro. Si tratta di un’agricoltura proiettata a creare un’immagine competitiva sul mercato globale, dotata spesso di costose tecnologie avanzate che, purtroppo, diventano del tutto inutili o comunque sottoutilizzate in carenza di risorsa idrica. Appare quindi evidente la necessità di potenziare ed ammodernare l’irrigazione strutturata, di infrastrutturare le aree di pianura dove si pratica l’irrigazione di soccorso, di realizzare bacini di accumulo anche attraverso il riutilizzo di cave e, nel contempo, di ottimizzare i consumi idrici attraverso sistemi informatizzati di consiglio irriguo. Indubbiamente, la disponibilità d’acqua e la sua corretta gestione permettono di sviluppare un’agricoltura “sana” di cui ne è un chiaro esempio il mais, che, se correttamente irrigato, riduce lo sviluppo di aflatossine causa conclamata di compromissione della qualità del latte.
19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P4.1-F.01 (focus area biodiversità), la consultazione paternariale avviata nel 2012 e contenuta nel Patto “Montagna Veneta 2020” curato da UNCEM Veneto e dai Gal montani ha identificato nella “Gestione idrica sostenibile …sostegno alle pratiche colturali con utilizzazione efficiente delle risorse idriche …” una delle priorità di investimento per il territorio montano veneto come desunta dalle diverse priorità previste dai tre principali Fondi del Quadro Strategico Comune UE confermandosi come uno dei tre obiettivihttp://www.psrveneto2020.it/modalita-inserimento.pdf specifici di maggior rilevanza nell’ambito della Priorità 4 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 16 e 20). Nelle aree montane, il dibattito sull’uso della risorsa idrica presenta alcuni punti di debolezza tra i quali il diffuso utilizzo della monosuccessione largamente dipendente dalla irrigazione, e la potenziale minaccia di un sempre maggior aumento dello sfruttamento a fini extra-agricoli (cfr. anche “Rapporto di analisi per Priorità 4 e 5” INEA pag.60). Si ritiene opportuno evidenziare come il fabbisogno “Uso della risorsa idrica” debba realizzarsi anche per il tramite di approcci di filiera in grado di garantire un maggior impatto con particolare riguardo alle filiere di qualità stimolando l’utilizzo integrato - da parte di soggetti organizzati - di aiuti diretti a superficie e interventi strutturali (“Relazione di Valutazione intermedia PSR 2007-2014 del Veneto” pag. 241). In tal senso si auspica vi possa essere in fase attuativa una stretta correlazione con la Priorità 3 fabbisogno 3.1.4 e 3.1.5 in quanto iniziative di riconversione produttiva verso colture a ridotto fabbisogno idrico comporterebbero una valorizzazione del paesaggio rurale da intendersi anche in chiave di competitività come valore aggiunto non riproducibile dalla concorrenza (integrazione agro filiera/agroecosistema). Quanto esposto dovrà similmente integrare anche il Fabbisogno “risparmio idrico” 5.a.2 della Priorità 5.
19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P4.1-F.01 (focus area biodiversità), la consultazione paternariale avviata nel 2012 e contenuta nel Patto “Montagna Veneta 2020” curato da UNCEM Veneto e dai Gal montani ha identificato nella “Gestione idrica sostenibile …sostegno alle pratiche colturali con utilizzazione efficiente delle risorse idriche …” una delle priorità di investimento per il territorio montano veneto come desunta dalle diverse priorità previste dai tre principali Fondi del Quadro Strategico Comune UE confermandosi come uno dei tre obiettivi specifici di maggior rilevanza nell’ambito della Priorità 4 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 16 e 20). Nelle aree montane, il dibattito sull’uso della risorsa idrica presenta alcuni punti di debolezza tra i quali il diffuso utilizzo della monosuccessione largamente dipendente dalla irrigazione, e la potenziale minaccia di un sempre maggior aumento dello sfruttamento a fini extra-agricoli (cfr. anche “Rapporto di analisi per Priorità 4 e 5” INEA pag.60). Si ritiene opportuno evidenziare come il fabbisogno “Uso della risorsa idrica” debba realizzarsi anche per il tramite di approcci di filiera in grado di garantire un maggior impatto con particolare riguardo alle filiere di qualità stimolando l’utilizzo integrato - da parte di soggetti organizzati - di aiuti diretti a superficie e interventi strutturali (“Relazione di Valutazione intermedia PSR 2007-2014 del Veneto” pag. 241). In tal senso si auspica vi possa essere in fase attuativa una stretta correlazione con la Priorità 3 fabbisogno 3.1.4 e 3.1.5 in quanto iniziative di riconversione produttiva verso colture a ridotto fabbisogno idrico comporterebbero una valorizzazione del paesaggio rurale da intendersi anche in chiave di competitività come valore aggiunto non riproducibile dalla concorrenza (integrazione agro filiera/agroecosistema). Quanto esposto dovrà similmente integrare anche il Fabbisogno “risparmio idrico” 5.a.2 della Priorità 5.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Il monitoraggio è utile se si valuta una nuova modalità di esecuzione e di diffusione dei dati per un loro utilizzo più proficuo. Si suggerisce di potenziare invece la gestione della risorsa idrica con interventi diretti alla gestione e introduzione di sistemi d’irrigazione moderni, ad alta efficienza irrigua.
20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
L’agricoltura può attivamente contribuire alla ricarica delle falde idriche, come ben dimostrato da numerosi progetti pilota realizzati soprattutto nella provincia di Vicenza dal Consorzio di Bonifica Brenta, in collaborazione con Veneto Agricoltura. Vari progetti LIFE, conclusi (TRUST) od in corso (AQUOR), ed il progetto RIDUCAREFLUI, hanno fornito precisi dati numerici sull’efficacia delle Aree Forestali di Infiltrazione e di altri metodi “agronomici” di ricarica della falda. Veneto Agricoltura ha realizzato varie pubblicazioni divulgative e tecniche sull’argomento e la tecnica è stata ripresa anche a livello internazionale (si veda www.ideasonline.org) Il lento diffondersi delle AFI a soli pochi anni dalla loro introduzione, realizzate tutte su terreni liberamente messi a disposizione da parte di aziende agricole, fa presagire che in un prossimo futuro le azioni di sostegno della realizzazione di aree di ricarica artificiale possano godere di una buona accoglienza.
23/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEI FIUMI ISONZO, TAGLIAMENTO, PIAVE, BRENTA-BACCHIGLIONE - Stato: Pubblicata
Nel documento di analisi si propone: 1) di sostituire il terzo capoverso a pag. 28 con il seguente: “Il D.Lgs 152/2006 ha introdotto il concetto di “distretto idrografico” come principale unità territoriale per la pianificazione e la gestione dei bacini ed ha individuato le “Autorità di bacino distrettuali” quali soggetti che provvedono all’elaborazione dei Piani di gestione, cioè gli strumenti operativi attraverso cui gli stati membri applicano in contenuti della direttiva 2000/60/CE. Nel Veneto si distinguono due distretti: I. Distretto idrografico delle Alpi Orientali, per il quale, nelle more dell’istituzione formale delle citate Autorità di bacino distrettuali, l’Autorità di Bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico e l’Autorità di bacino del fiume Adige hanno ruolo di coordinamento nelle attività di implementazione della direttiva 2000/60/CE; II. Distretto idrografico Padano per il quale, analogamente a quanto sopra riportato, l’Autorità di bacino del Po ha ruolo di coordinamento nelle attività di implementazione della direttiva 2000/60/CE.” 2) di sostituire nel terzo capoverso a pag. 39 la frase “a livello base di bacini idrografici” con la frase “a livello di distretti idrografici”. 3) di integrare il primo capoverso di pag. 40 con il riferimento al Piano di gestione del distretto Idrografico delle Alpi Orientali adottato dai Comitati Istituzionali delle Autorità di Bacino del fiume Adige e dell’Alto Adriatico il 24 febbraio 2010. 4) con riferimento al punto 13 di pag. 40, di considerare che i fenomeni di carenza idrica non sono solo ascrivibili agli effetti di cambiamento climatico ma anche e soprattutto al sovrasfruttamento delle risorse idriche. si propone di integrare il fabbisogno 1 con le seguenti considerazioni: “La riconversione produttiva verso colture a ridotto fabbisogno idrico deve essere attuata, in relazione alle caratteristiche delle colture prescelte e dei terreni interessati, tenendo in considerazione: I. le caratteristiche pedologiche e morfologiche del territorio, che possono rendere particolarmente l’uso di alcuni sistemi di irrigazione; II. gli ambiti in cui sia necessario ridurre le derivazioni assentite.”
23/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEL FIUME ADIGE - Stato: Pubblicata
Nel documento di analisi si propone: 1) di sostituire il terzo capoverso a pag. 28 con il seguente: “Il D.Lgs 152/2006 ha introdotto il concetto di “distretto idrografico” come principale unità territoriale per la pianificazione e la gestione dei bacini ed ha individuato le “Autorità di bacino distrettuali” quali soggetti che provvedono all’elaborazione dei Piani di gestione, cioè gli strumenti operativi attraverso cui gli stati membri applicano in contenuti della direttiva 2000/60/CE. Nel Veneto si distinguono due distretti: I. Distretto idrografico delle Alpi Orientali, per il quale, nelle more dell’istituzione formale delle citate Autorità di bacino distrettuali, l’Autorità di Bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico e l’Autorità di bacino del fiume Adige hanno ruolo di coordinamento nelle attività di implementazione della direttiva 2000/60/CE; II. Distretto idrografico Padano per il quale, analogamente a quanto sopra riportato, l’Autorità di bacino del Po ha ruolo di coordinamento nelle attività di implementazione della direttiva 2000/60/CE.” 2) di sostituire nel terzo capoverso a pag. 39 la frase “a livello base di bacini idrografici” con la frase “a livello di distretti idrografici”. 3) di integrare il primo capoverso di pag. 40 con il riferimento al Piano di gestione del distretto Idrografico delle Alpi Orientali adottato dai Comitati Istituzionali delle Autorità di Bacino del fiume Adige e dell’Alto Adriatico il 24 febbraio 2010. 4) con riferimento al punto 13 di pag. 40, di considerare che i fenomeni di carenza idrica non sono solo ascrivibili agli effetti di cambiamento climatico ma anche e soprattutto al sovrasfruttamento delle risorse idriche. si propone di integrare il fabbisogno 1 con le seguenti considerazioni: “La riconversione produttiva verso colture a ridotto fabbisogno idrico deve essere attuata, in relazione alle caratteristiche delle colture prescelte e dei terreni interessati, tenendo in considerazione: I. le caratteristiche pedologiche e morfologiche del territorio, che possono rendere particolarmente l’uso di alcuni sistemi di irrigazione; II. gli ambiti in cui sia necessario ridurre le derivazioni assentite.”
24/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
La razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica passa anche attraverso un sistema di gestione integrata della medesima nell’ambito di approcci partecipati dalle comunità e dai portatori di interessi specifici, multisettoriali e multiscalari. Si ritiene pertanto opportuno in riferimento al Fabbisogno 1: Uso della risorsa idrica, promuovere misure che favoriscano l’adozione di strumenti di governance dell’acqua quali i Contratti di Fiume, di Foce, di Falda e di Lago che consentono, attraverso il coinvolgimento e partecipazione della comunità (istituzionale e non), la gestione integrata delle criticità di area idrografica e facilitano l’attuazione di tutte le direttive comunitarie in materia di acque in sinergia con altre direttive di settore collegabili. Si propone inoltre il riconoscimento di forme di premialità (da ricavare ad esempio nell’ambito dei criteri di selezione dei bandi) per le aziende e in generale per i soggetti richiedenti che realizzino interventi in sinergia con le attività previste nei piani/programmi d’azione dei Contratti di Fiume operanti sul medesimo contesto territoriale. La Regione del Veneto, a tal proposito, ha recentemente legittimato proprio i Contratti di Fiume, di Lago e di Foce nell’ambito della L.R. n.3 del 05.04.2013 LEGGE FINANZIARIA REGIONALE PER L’ESERCIZIO 2013 (art. 42 “Contributi regionali per i contratti di fiume”), e del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento PTRC - VARIANTE PARZIALE CON ATTRIBUZIONE DELLA VALENZA PAESAGGISTICA (art. 20 bis “Contratto di Fiume”) approvata con DGR n.427 del 10.04.2013. Esemplificativa risulta l’esperienza veneta ampiamente riconosciuta e condivisa del Contratto di Foce (declinazione del modello originario sulle peculiarità idrografiche del Delta del Po) proposta e in corso di attuazione da parte del Consorzio di Bonifica Delta del Po, del Contratto di Falda avviato dalla Provincia di Vicenza nell’ambito del progetto AQUOR (LIFE 2010 ENV/IT/380) e del Contratto di Fiume Marzenego-Osellino.
24/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEL FIUME PO - Stato: Pubblicata
- si segnala l’opportunità di integrare Rapporto di analisi della Regione Veneto (INEA, versione 2/7/2013) con una sintesi di informazioni, dati e statistiche contenuti nel Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po, con particolare riferimento all’elaborato 00 (Relazione Generale), all’elaborato 01 (Descrizione generale delle caratteristiche del distretto idrografico) con relativi allegati e agli elaborati 2.x (che riguardano pressioni e impatti), tutti scaricabili dal sito dell’Autorità di bacino del Fiume Po all’indirizzo http://www.adbpo.it/download/PdGPo_24febbraio2010/ Si propone di favorire la realizzazione di ecosistemi filtro (fasce tampone, fitodepurazione, ecc.) rivolti all’intercettazione e abbattimento degli elementi fertilizzanti che possono provocare eutrofizzazione delle acque (N e P) e rivolti al miglioramento qualitativo delle acque contenute nei canali di bonifica. Nell’ottica delle azioni collettive e di governance, Autorità di bacino del Fiume Po può mettere a disposizione informazioni, dati e proposte progettuali, anche corredate da progetti pilota e casi studio (es. Progetto Fasce Tampone). Si condividono i fabbisogni già definiti nel Rapporto di analisi contenuti al punto 1 (Uso della risorsa idrica) della priorità 4b e, ad implementazione degli stessi, si propone di incentivare il monitoraggio anche sulle derivazioni e prelievi delle acque superficiali e sotterranee, nei corsi d’acqua naturali come nei canali di bonifica e di incentivare la costruzione di bilanci idrici di livello comprensoriale.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO(?) - Stato: Pubblicata
L’azienda si deve dotare di una più accorta tecnica irrigua intesa principalmente sia come scelta del momento in cui effettuare l’intervento irriguo sia del volume di adacquamento. I principali fattori da considerare, dunque, possono essere riassunti come segue: • monitoraggio dell’umidità nel suolo e sua curva di ritenzione idrica (caratteristica del terreno di trattenere l’acqua; dipende essenzialmente dalla sua tessitura), • evapotraspirazione dall’ultima irrigazione (o pioggia) e condizioni meteo, • fabbisogni idrici della coltura nelle sue diverse fasi fenologiche, • profondità dell’apparato radicale, • decisione sul ripristino di una certa umidità nel terreno; in questo contesto l’ausilio di assistenza tecnica specifica svolta da tecnici abilitati con l'ausilio eventuale di software messo a disposizione anche dalla Regione Veneto, garantirà la razionalizzazione voluta. Il finanziamento di stazioni meteo aziendali da mettere in rete contribuirà ad infittire la maglia di dati climatici al fine di tarare al meglio i bilanci idrici di ciascuna azienda. Anche il finanziamento di analisi del terreno al fine di indagare meglio la tessitura aziendale aumenterà l'efficienza irrigua.

Fabbisogno 2:
Riduzione dei consumi di concimi di sintesi

Adozione di tecniche irrigue in grado di sfruttare gli effluenti liquidi di origine zootecnica, anche in forma di separato, o la fertirrigazione bilanciata con elementi di sintesi chimica.

Osservazioni fin qui pervenute:

28/08/2013 - ARPAV - AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE E PROTEZIONE AMBIENTALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Contingentamento delle quantità di fertilizzanti acquistabili dalle aziende che producono e/o utilizzano effluenti di allevamento entro limiti compatibili con i fabbisogni colturali (definiti dal PUA). Aumento dell'efficienza dei fertilizzanti sia organici che minerali intervenendo su tempi e modalità di distribuzione
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
La riduzione dei consumi di concimi di sintesi con l’adozione di tecniche irrigue in grado di sfruttare gli effluenti liquidi di origine zootecnica e la fertirrigazione, si possono inserire a completamento dell’ottimizzazione dell’irrigazione, che deve rimanere comunque prioritaria.
20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Questo fabbisogno pare posizionato in un contesto non opportuno; si suggerisce di riorganizzarlo entro il paragrafo 4c. La riduzione dell’inquinamento delle falde si può ottenere anche attraverso l'adozione di sistemi di coltivazione fuori suolo a ciclo chiuso o comunque a ridotta immissione, nel territorio rurale, di fertilizzanti e altre sostanze impattanti negativamente sull'ambiente pedologico e sulla resilienza dei terreni.
23/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEI FIUMI ISONZO, TAGLIAMENTO, PIAVE, BRENTA-BACCHIGLIONE - Stato: Pubblicata
Nelle aree ricomprese nelle zone vulnerabili da nitrati laddove sia limitato l’uso dei concimi di sintesi è possibile valutare il riutilizzo delle acque reflue depurate per gli utilizzi agricoli, quando ovviamente ciò sia tecnicamente realizzabile, economicamente sostenibile e sicuro per la conservazione dell’ambiente e la salute umana
23/09/2013 - AUTORITA' DI BACINO DEL FIUME ADIGE - Stato: Pubblicata
Nelle aree ricomprese nelle zone vulnerabili da nitrati laddove sia limitato l’uso dei concimi di sintesi è possibile valutare il riutilizzo delle acque reflue depurate per gli utilizzi agricoli, quando ovviamente ciò sia tecnicamente realizzabile, economicamente sostenibile e sicuro per la conservazione dell’ambiente e la salute umana

Proposte di fabbisogni dai Partner

Fabbisogni fin qui pervenuti:

28/08/2013 - ARPAV - AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE E PROTEZIONE AMBIENTALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Tutela della risorsa idrica: gestione di "strutture" e spazi vegetali a protezione dei corsi d'acqua superficiali, tecniche meno intensive di coltivazione nell'area di rispetto dei pozzi utilizzati per l'approvvigionamento idropotabile secondo quanto previsto dal TUA e dal PRTA
12/09/2013 - FEDERAZIONE REGIONALE COLTIVATORI DIRETTI - Stato: Pubblicata
La migliore gestione delle risorse si coniuga con l’efficiente uso dell’acqua. In tal senso, si deve continuare sulla via del risparmio irriguo, integrando l’infrastrutturazione (vedi aree di bonifica) con la dotazione aziendale, attraverso i Piani irrigui d’area. Lunghi periodi di siccità (2003, 2006, 2012) e alluvioni periodiche (2007, 2010, 2012) impongono delle riflessioni che Coldiretti ha posto alla politica regionale: un Piano irriguo integrato con investimenti e progetti già cantierabili che i Consorzi di bonifica sono in grado di attuare, per portare acqua anche nelle terre di bonifica, dove gli eventi siccitosi erano pressoché sconosciuti e, parallelamente, la realizzazione di bacini di espansione per contrastare gli allagamenti, mantenendo però dove possibile la proprietà degli agricoltori per garantire il lavoro e il presidio. Operativamente, va valutata la possibilità di finanziare non solo le riconversioni irrigue aziendali, ma anche, nelle aree prettamente di bonifica, la possibilità di estensione dell’irrigazione, previa adeguata infrastrutturazione. La misura agro-ambientale in corso che ha tra gli obiettivi l’ottimizzazione dell’irrigazione, deve essere riproposta ed, eventualmente, estesa anche alle altre coltivazioni (orticole, frutticole e vitivinicole) ora non ricomprese. Per le colture specializzate, particolarmente interessate dall’applicazione della direttiva europea sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Dir. 2009/128/CE), va considerata la possibilità di incentivare l’adozione di sistemi di monitoraggio e di gestione dei trattamenti finalizzata all’adozione di tecniche di difesa integrata e di lotta guidata.
18/09/2013 - LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI - Stato: Pubblicata
Il Veneto (rapporto ISPRA pubblicato nel 2013) è la regione con il più alto tasso di pesticidi per ettaro agricolo (11,1kg /ha) e si è avuto un aumento del 136,5% di prodotti nocivi ad ampio spettro d’azione e dai possibili effetti cumulativi, difficilmente calcolabili, qualora finiscano nell’acqua di falda e a uso potabile e nelle acque superficiali. Occorre attivare delle azioni per ridurre questo rischio. - Esiste il rischio che la diffusione del mini idroelettrico, non adeguatamente controllato, porti a un depauperamento delle risorse idriche, soprattutto nei periodi di minor piovosità, producendo effetti diretti sul deflusso minimo vitale dei corsi d’acqua e sui sistemi irrigui. - Si sottolinea il pericolo derivante dall’immissione di acque inquinate entro altri corsi d’acqua (vedi caso della discussa ipotesi di sversamento delle acque dell’Agno in Adige) per contrastare l’avanzamento del cuneo salino.
19/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
1. Razionalizzare l’uso della risorsa idrica tramite ampliamento, potenziamento, ammodernamento delle infrastrutture aziendali integrato alla strutturazione ed efficientamento della rete irrigua consortile e alla realizzazione di bacini di accumulo. 2. Calcolo del fabbisogno idrico delle colture attraverso modelli previsionali e gestionali informatizzati, verificata anche la possibilità di estendere quanto già sperimentato sul mais e tabacco con la precedente Misura 214i ad altri tipi di coltivazione. 3. Controllo delle politiche di razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica tramite il monitoraggio continuo dei livelli idrici, andamenti climatici e bilancio idroclimatico.
20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Nuovo fabbisogno: Riqualificazione del reticolo idrografico superficiale Gli obiettivi della WFD possono essere raggiunti solo con un approccio integrato all’uso delle risorse idriche e, in modo particolare, alla gestione dei corpi idrici. Tradizionalmente nel Veneto i corsi d’acqua sono stati gestiti al fine di assicurare la sicurezza idraulica, di garantire l’ordinato scolo delle acque e di fornire l’acqua per le esigenze irrigue. La dimensione ambientale si è aggiunta per ultima e stenta ancor oggi ad armonizzarsi con le altre, storiche, esigenze. Basti solo pensare al permanente conflitto esistente tra manutenzione della rete irrigua realizzata dai Geni Civili e dai Consorzi di Bonifica e conservazione degli ecosistemi fluviali. Il raggiungimento di migliori livelli qualitativi nella gestione delle risorse idriche potrà essere raggiunto anche adottando l’approccio della riqualificazione fluviale che, secondo il CIRF (Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale, www.cirf.org) consiste nell’ “insieme integrato e sinergico di azioni e tecniche, di tipo anche molto diverso (dal giuridico-amministrativo-finanziario, allo strutturale), volte a portare un corso d'acqua, con il territorio ad esso più strettamente connesso ("sistema fluviale"), in uno stato più naturale possibile, capace di espletare le sue caratteristiche funzioni ecosistemiche (geomorfologiche, fisico-chimiche e biologiche) e dotato di maggior valore ambientale, cercando di soddisfare nel contempo anche gli obiettivi socio-economici". I Servizi Forestali, i Consorzi di Bonifica e le aziende agricole gestiscono una parte importante del reticolo idrografico superficiale ed attraverso il PSR potrebbero essere fornite loro in vario modo risorse indirizzate alla riqualificazione dei corsi d’acqua regionali.
24/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
Gestione integrata delle risorse idriche e strumenti di governance. Favorire l’utilizzo di strumenti di governance dell’acqua a supporto dell’azione di governo e in attuazione delle direttive comunitarie in materia di acque, che consentano la gestione integrata delle criticità di area idrografica attraverso approcci partecipati dal territorio come i Contratti di Fiume, di Foce, di Falda e di Lago
24/09/2013 - UNIONE VENETA BONIFICHE - Stato: Pubblicata
Promozione di specifiche strategie da elaborare rispetto all'adattamento ai cambiamenti climatici, in particolare per il cuneo salino e la subsidenza nei territori di fascia costiera prossimi al mare, riconducendo l’adattamento all’aumento della resilienza delle aree agricole, degli ecosistemi e delle acque nei territori medesimi.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Attivazione con premialità di un sistema di microlaminazione nelle aree agricole di pianura; attivazione di un sistema di premialità significativa per la creazione di bacini di laminazione degli eventi di pioggia intensa nelle aree collinari da utilizzare per scopi irrigui e/o naturalistici.