Fabbisogno 1:
Favorire un sostanziale miglioramento del livello di concentrazione dell’offerta

Favorire un sostanziale miglioramento del livello di concentrazione dell’offerta, per migliorare il potere contrattuale della fase di produzione/trasformazione rispetto alla distribuzione, aumentare il trasferimento dei premi di prezzo pagati dai consumatori lungo la filiera e permettere di raggiungere una massa critica di prodotto adeguata per aggredire nuovi mercati internazionali e migliorare le quote in quelli esistenti anche con efficaci azioni di marketing. Ove necessario concentrare la fase di trasformazione /lavorazione del prodotto per recuperare efficienza; (fabbisogno anche per la filiera legno)

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Il Quadro Strategico Comune fornisce una direzione strategica chiara per il coordinamento settoriale e territoriale (art.10) identificando le strategie di sviluppo locale e l’approccio partecipativo come la base per una programmazione coordinata e integrata dei fondi strutturali europei al fine di promuovere la coesione territoriale (CE COM(2011)615 del 14/03/2012, para. 21, pag.8). I Gruppi di Azione Locale (GAL) delle aree montane venete, assieme all’UNCEM Veneto, hanno colto questa sfida avviando nel 2012 una consultazione partenariale. Il risultato di tale processo partecipativo è stato il Patto “Montagna Veneta 2020”, un Protocollo di Intesa dove sono state identificate le priorità di investimento del territorio, a valere su tutti e tre i fondi strutturali (FESR, FEASR, FSE) ed è stato proposto l’inserimento nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, di un “Sottoprogramma tematico per le zone montane”. L’attività di animazione e consultazione, promossa da ogni GAL montano nel proprio territorio, e conclusasi ad agosto 2013, ha declinato le priorità indicate nel Patto in fabbisogni concreti, con il coinvolgimento attivo di 185 partner del territorio montano attraverso interviste semi strutturate, incontri individuali, questionari on-line, e focus group. Montagna Veneta 2020 ha identificato la “migliore integrazione dei produttori primari nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali” come la focus area prevalente per le aree montane venete nell’ambito della Priorità 3 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 20). I risultati della consultazione hanno identificato come questo fabbisogno sia particolarmente rilevante nelle aree montane per quanto riguarda il settore forestale. Come descritto nel Rapporto di analisi della Priorità 3, nel Veneto viene utilizzato il 20% circa dell'incremento annuale dei boschi semi-naturali, lasciando quindi margine per un incremento della produzione stessa di legname. C'è quindi spazio per la gestione forestale, che pero’ non trova riscontro a causa della crisi in settori come quello edilizio, del mobile e degli imballaggi antecedenti la crisi del 2008 (Rapporto di analisi della Priorità 3, pag. 39). Nelle aree montane, “le segherie hanno ridotto i volumi di lavorazione del materiale locale, hanno chiuso e/o hanno potenziato le attività commerciali rispetto a quelle di lavorazione” industriale operando con materiale di provenienza estera” (Rapporto di analisi della Priorità 3, pag. 40). A livello territoriale, si rileva una effettiva debolezza del comparto industriale a focalizzare la propria strategia di marketing e a riproporsi a livello internazionale. Il fabbisogno per queste aree e' quindi quello di avere strumenti che permettano di fare delle proposte integrate, e di potersi coordinare sostenendo l’associazionismo forestale, e di fornire garanzie nei confronti del mercato estero per strutture da costruzione. Il rafforzamento della filiera anche di creare delle sinergie con il mercato della filiera locale legno-energia (vd. focus area 5.b.2).
19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Il Quadro Strategico Comune fornisce una direzione strategica chiara per il coordinamento settoriale e territoriale (art.10) identificando le strategie di sviluppo locale e l’approccio partecipativo come la base per una programmazione coordinata e integrata dei fondi strutturali europei al fine di promuovere la coesione territoriale (CE COM(2011)615 del 14/03/2012, para. 21, pag.8). I Gruppi di Azione Locale (GAL) delle aree montane venete, assieme all’UNCEM Veneto, hanno colto questa sfida avviando nel 2012 una consultazione partenariale. Il risultato di tale processo partecipativo è stato il Patto “Montagna Veneta 2020”, un Protocollo di Intesa dove sono state identificate le priorità di investimento del territorio, a valere su tutti e tre i fondi strutturali (FESR, FEASR, FSE) ed è stato proposto l’inserimento nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, di un “Sottoprogramma tematico per le zone montane”. L’attività di animazione e consultazione, promossa da ogni GAL montano nel proprio territorio, e conclusasi ad agosto 2013, ha declinato le priorità indicate nel Patto in fabbisogni concreti, con il coinvolgimento attivo di 185 partner del territorio montano attraverso interviste semi strutturate, incontri individuali, questionari on-line, e focus group. Montagna Veneta 2020 ha identificato la “migliore integrazione dei produttori primari nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali” come la focus area prevalente per le aree montane venete nell’ambito della Priorità 3 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 20). I risultati della consultazione hanno identificato come questo fabbisogno sia particolarmente rilevante nelle aree montane per quanto riguarda il settore forestale. Come descritto nel Rapporto di analisi della Priorità 3, nel Veneto viene utilizzato il 20% circa dell'incremento annuale dei boschi semi-naturali, lasciando quindi margine per un incremento della produzione stessa di legname. C'è quindi spazio per la gestione forestale, che pero’ non trova riscontro a causa della crisi in settori come quello edilizio, del mobile e degli imballaggi antecedenti la crisi del 2008 (Rapporto di analisi della Priorità 3, pag. 39). Nelle aree montane, “le segherie hanno ridotto i volumi di lavorazione del materiale locale, hanno chiuso e/o hanno potenziato le attività commerciali rispetto a quelle di lavorazione” industriale operando con materiale di provenienza estera” (Rapporto di analisi della Priorità 3, pag. 40). A livello territoriale, si rileva una effettiva debolezza del comparto industriale a focalizzare la propria strategia di marketing e a riproporsi a livello internazionale. Il fabbisogno per queste aree e' quindi quello di avere strumenti che permettano di fare delle proposte integrate, e di potersi coordinare sostenendo l’associazionismo forestale , e di fornire garanzie nei confronti del mercato estero per strutture da costruzione. Il rafforzamento della filiera anche di creare delle sinergie con il mercato della filiera locale legno-energia (vd. focus area 5.b.2).
20/09/2013 - FORUM REGIONALE DELL'AGRICOLTURA SOCIALE - Stato: Pubblicata
favorire la creazione non solo di centrali di offerta ma anche di centrali di trasformazione dei prodotti provenienti da produzioni di FATTORIE SOCIALI del territorio al fine di incentivare il consumo di prodotti a km 0 e la filiera corta e di valorizzare il prodotto ed i suoi semilavorati favorendo il mantenimento nel territorio delle risorse finanziarie generate dai consumi
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
condividiamo la necessità di migliorare il livello di concentrazione dell'offerta. La concentrazione si ottiene anche rafforzando le Organizzazioni di Produttori prevedendo interventi per piani operativi anche per settori diversi dall'ortofrutta. se la gestione è quindi positiva le stesse diventeranno un naturale punto di riferimento per i produttori. Prevedere la concessione di contributi o punteggi maggiori per i produttori soci di OP. Prevedere aiuti maggiori per le aggregazioni di produttori che gestiscono l'intera filiera che comprenda anche le fasi di trasformazione e commercializzazione.
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
condividiamo la necessità di migliorare il livello di concentrazione dell'offerta. La concentrazione si ottiene anche rafforzando le Organizzazioni di Produttori prevedendo interventi per piani operativi anche per settori diversi dall'ortofrutta. se la gestione è quindi positiva le stesse diventeranno un naturale punto di riferimento per i produttori. Prevedere la concessione di contributi o punteggi maggiori per i produttori soci di OP. Prevedere aiuti maggiori per le aggregazioni di produttori che gestiscono l'intera filiera che comprenda anche le fasi di trasformazione e commercializzazione.
23/09/2013 - CONFCOOPERATIVE - Stato: Pubblicata
Sotto questo aspetto va sottolineato che gli strumenti adeguati già esistono e sono rappresentati dalla Cooperazione e dalle Organizzazioni di Produttori. Per favorire queste forme di concentrazione dell'offerta sono necessari segnali chiari e decisi, anche mediante incentivi, canali preferenziali e massimali di finanziamento. Serve tenere una linea costante nel tempo per favorire l’organizzazione delle strutture e la loro crescita. La nuova programmazione deve essere lo strumento di governo del settore primario e sarà responsabilità dell’amministrazione operare con lungimiranza preparando il nuovo sistema agricolo ed agroalimentare ad affrontare le sfide del libero mercato e la concorrenza dei paesi terzi. La Cooperazione deve diventare lo strumento di politica agraria ed essere lo strumento principale, assieme alle OP per la concentrazione dell’offerta e l’accesso al libero mercato.
24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Riteniamo che sia importante gestire non solo la concentrazione dell'offerta ma anche l'organizzazione della stessa su basi merceologiche intrinseche per prodotto
24/09/2013 - CIA - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
E' necessario sostenere e valorizzare l'associazionismo forestale al fine di valorizzare i prodotti legnosi locali nonchè ,conseguentemente, anche la filiera energia-legno. Si andrebbero così a limitare le importazioni di legname estero e si andrebbe a valorizzare invece la filiera corta con ripercussioni sicuramente positive sia per l'occupazione che per il territorio locale.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
La necessità di un miglioramento del livello di concentrazione dell’offerta è condivisibile e passa, per talune filiere (carni, ad esempio), anche attraverso la concentrazione della fase di trasformazione/lavorazione e commercializzazione creando ad esempio idonee piattaforme di distribuzione delle carni “minori” (coniglio, anatra, ecc). Nelle realtà esistenti nella nostra Regione, va valutata la necessità di incentivare quegli interventi che permettano di valorizzare il prodotto “locale”, dando una specifica priorità a chi lavora nella filiera “corta”, ovvero raccoglie il prodotto in Regione o in un ambito territoriale ristretto.

Fabbisogno 2:
Stimolare lo sviluppo degli accordi interprofessionali

Stimolare lo sviluppo degli accordi interprofessionali o loro rafforzamento in particolare in alcune filiere (tabacco, lattiero caseario, carni, bieticolo-saccarifero, produzioni legnose ); (fabbisogno anche per la filiera legno)

Osservazioni fin qui pervenute:

23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
condividiamo la necessità di incentivare gli accordi interprofessionali.
24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Cercare nuovi settori da integrare in accordi interprofessionali come le agroenergie (biogas)
24/09/2013 - CIA - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Favorire e rafforzare gli accordi interprofessionali per valorizzare e promuovere la filiera di legno e legno-energia locale.

Fabbisogno 3:
Incentivare la creazione di network tra le filiere di qualità

Incentivare la creazione di network tra le filiere di qualità, anche trasversali rispetto ai comparti finalizzati ad una più efficiente ed efficace impiego degli strumenti di marketing e soprattutto della promozione sui diversi mercati di sbocco, che coinvolgano operatori, Consorzi di tutela ed OP. In tale ambito, creazione di un sistema informativo sulle produzioni di qualità certificata che consenta un monitoraggio dell’evoluzione in chiave strutturale e soprattutto economica delle filiere di qualità regionali, anche in collaborazione con gli organismi di controllo e la struttura regionale;

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - FORUM REGIONALE DELL'AGRICOLTURA SOCIALE - Stato: Pubblicata
incentivi alla realizzazione di marchio qualità o simili per i prodotti che provengono da produzioni di FATTORIE SOCIALI del territorio al fine di incentivare il consumo di prodotti a km 0 e la filiera corta e di valorizzare il prodotto ed i suoi semilavorati.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Va ripristinato il finanziamento dell'Associazionismo forestale anche tra soggetti pubblici, attraverso la copertura delle spese di nascita e gestione di tali formule associative, evitando però appesantimenti inutili come ad esempio l'obbligo di redigere il Piano di Riassetto forestale.

Fabbisogno 4:
Privilegiare la partecipazione in forma associata alle misure specifiche per i sistemi di qualità pubblici e la promozione

Privilegiare la partecipazione in forma associata alle misure specifiche per i sistemi di qualità pubblici e la promozione da parte di ‘gruppi di produttori’ che svolgano anche attività di concentrazione dell’offerta;

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P3.A-F.01, l'attività di animazione e consultazione portata avanti dai Gal e da UNCEM ha riconosciuto che, pur consci della debolezza congenita del sistema associativo locale per quanto riguarda l’adesione a programmi di qualità adeguati, la potenziale maggiore remunerazione riconosciuta ai prodotti di qualità, risulta essere una importante opportunità. Nell’ambito del fabbisogno indicato la partecipazione in forma associata alle misure specifiche per i sistemi di qualità pubblici deve essere rivolta in particolare alle imprese (in primis giovani e neo costituite) di piccole dimensioni (come più volte sottolineato, particolarmente diffuse nei territori montani) che intendano associarsi ai fini di avviare forme di certificazione collettiva; e dovrebbe riguardare in primis la partecipazione a regimi di qualità in grado di valorizzarne quanto più possibile gli aspetti qualitativi legati al “contesto” produttivo ossia alla qualità “percepita” tradizionalmente connessa alla filiera dei prodotti “Made in Italy”(cfr. “Rapporto di analisi per la priorità 3” TESAF pag.27 A conferma di quanto sopra, il “Rapporto di analisi per la priorità 3” del TESAF (cfr. pag. 18, 41, 42 ), evidenzia il reiterato incongruo utilizzo delle DOP e delle IGP per le situazioni sopra descritte. Si ritiene quindi opportuno ridefinire gli strumenti di qualificazione in modo da tener conto delle diverse peculiarità con particolare riguardo all’ambito montano (cfr. “Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale” pag. 25, priorità 12). Per questo proponiamo le seguenti osservazioni: (1) il concetto di “gruppi di produttori” potrebbe essere speso in particolare per riunire insieme piccole imprese di montagna. Ne deriva che particolare attenzione, anche se non esclusiva preferenza, debba essere rivolta alle imprese (in primis giovani e neo costituite) di piccole dimensioni (come più volte sottolineato, particolarmente diffuse nei territori montani) che intendano associarsi ai fini di avviare forme di certificazione collettiva. (2) Dovrà essere incentivata la partecipazione a filiere in grado di valorizzare quanto più possibile gli aspetti qualitativi legati al “contesto” produttivo (es. diversificazione dei piccoli produttori e qualità specifica della micro-impresa), ossia alla qualità “percepita” tradizionalmente dei prodotti “Made in Italy”(cfr. “Rapporto di analisi per la priorità 3” pag.27). (3) Si evidenzia come le medio/ piccole filiere di qualità potrebbero opportunamente integrarsi ad attività di tipo turistiche (gestite o no da imprese agricole). Da citare per questa osservazione come sia possibile attivare sinergie con la Priorità 1 sull'innovazione di processo infra-settoriale, e la Priorità 6 ( cfr. fabbisogno P 6.1- F03) al fine di incentivare i rapporti funzionali con attività di diversificazione (recettive e para-recettive) e focalizzando su aree ad alto potenziale, ma non ancora raggiunte dalla domanda, che scontano un problema di visibilità (es. le aree D) (cfr. “Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale” pag. 28, priorità 21).
19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P3.A-F.01, l'attività di animazione e consultazione portata avanti dai Gal e da UNCEM ha riconosciuto che, pur consci della  debolezza congenita del sistema associativo locale per quanto riguarda l’adesione a  programmi di qualità adeguati, la  potenziale maggiore remunerazione riconosciuta ai prodotti di qualità, risulta essere una importante opportunità. Nell’ambito del fabbisogno indicato la partecipazione in forma associata alle misure specifiche per i sistemi di qualità pubblici deve essere rivolta in particolare alle imprese (in primis giovani e neo costituite) di piccole dimensioni (come più volte sottolineato, particolarmente diffuse nei territori montani) che intendano associarsi ai fini di avviare forme di certificazione collettiva; e dovrebbe riguardare in primis la partecipazione a regimi di qualità in grado di valorizzarne quanto più possibile gli aspetti qualitativi legati al “contesto” produttivo ossia alla qualità “percepita” tradizionalmente connessa alla filiera dei prodotti “Made in Italy”(cfr. “Rapporto di analisi per la priorità 3” TESAF pag.27 A conferma di quanto sopra, il “Rapporto di analisi per la priorità 3” del TESAF (cfr. pag. 18, 41, 42 ), evidenzia il reiterato incongruo utilizzo delle DOP e delle IGP  per le situazioni sopra descritte. Si ritiene quindi opportuno ridefinire gli strumenti di qualificazione in modo da tener conto delle diverse peculiarità con particolare riguardo all’ambito montano (cfr. “Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale” pag. 25, priorità 12). Per questo proponiamo le seguenti osservazioni: (1) il concetto di “gruppi di produttori” potrebbe essere speso in particolare per riunire insieme piccole imprese di montagna. Ne deriva che particolare attenzione, anche se non esclusiva preferenza, debba essere rivolta alle imprese (in primis giovani e neo costituite) di piccole dimensioni (come più volte sottolineato, particolarmente diffuse nei territori montani) che intendano associarsi ai fini di avviare forme di certificazione collettiva. (2) Dovrà essere incentivata la partecipazione a filiere in grado di valorizzare quanto più possibile gli aspetti qualitativi legati al “contesto” produttivo (es. diversificazione dei piccoli produttori e qualità specifica della micro-impresa), ossia alla qualità “percepita” tradizionalmente dei prodotti “Made in Italy”(cfr. “Rapporto di analisi per la priorità 3” pag.27). (3) Si evidenzia come le medio/ piccole filiere di qualità potrebbero opportunamente integrarsi ad attività di tipo turistiche (gestite o no da imprese agricole). Da citare per questa osservazione come sia possibile attivare sinergie con la Priorità 1 sull'innovazione di processo infra-settoriale, e la Priorità 6 ( cfr. fabbisogno P 6.1- F03) al fine di incentivare i rapporti funzionali con attività di diversificazione (recettive e para-recettive) e focalizzando su aree ad alto potenziale, ma non ancora raggiunte dalla domanda, che scontano un problema di visibilità (es. le aree D) (cfr. “Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale” pag. 28, priorità 21).
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
prevedere per le OP la possibilità di gestire progetti e attività per conto dei propri soci.
23/09/2013 - UNIONE CONSORZI VINI VENETI DOC RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - VINO - Stato: Pubblicata
UNIONE CONSORZI VINI VENETI DOC Tra le numerose novità introdotte dal nuovo decreto legislativo che regola le DOC alcune riguardano direttamente e concretamente il ruolo ed i nuovi obbiettivi che vengono ad acquisire i consorzi di tutela. In particolare sia l’art. 17 del DLS 61 che delinea le responsabilità dell’organismo consortile, sia il successivo Decreto Ministeriale del 12 Maggio che la bozza del nuovo decreto applicativo specificano i nuovi compiti che spettano all’organismo consortile. Da questi provvedimenti appare evidente come al Consorzio di Tutela fino ad oggi confinato nei limiti della volontarietà (esclusa la parentesi 2004 – 2009 per alcuni consorzi sull’attività di controllo) sia oggi riconosciuto il ruolo di organizzazione interprofessionale per la DOP o DOC di riferimento acquisendo tutta una serie di nuove competenze che interessano tutti gli utilizzatori della denominazione. Nell’ambito del consorzio riconosciuto dal Ministero vi saranno due diversi livelli di competenza e responsabilità. Tutte le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione e informazione e cura generale degli interessi della DOC non sono infatti più solo a carattere volontaristico e riservato ai soli soci ma riguardano, così come già succede per le altre DOP, tutti i produttori in qualche modo coinvolti nei diversi livelli produttivi (vigna – vino – bottiglie) della denominazione. Tutti gli utilizzatori sono quindi chiamati a sostenere queste specifiche azioni del consorzio. Rimangono invece a carico dei soli soci dell’organismo consortile attività più legate all’assistenza tecnica e alla ricerca. Cambia quindi in maniera forte il ruolo del consorzio non più solo espressione di un gruppo di produttori soci, che, se sufficientemente rappresentativi, delineano le politiche della denominazione ma un vero e proprio tavolo di sintesi, di progettualità e proposta per organizzare e coordinare l’attività delle diverse categorie interessate alla produzione e commercializzazione della DOP. Ancor più che in passato, oggi i Consorzi agiscono ed operano come vere e proprie aziende a servizio delle denominazioni tutelate e degli associati. La loro azione va quindi a favore di tutti i produttori che utilizzano la relativa denominazione. Rispetto al passato, il loro ruolo è stato ampliato e questo vale soprattutto per quelli del settore vitivinicolo. COSA FARE In questo contesto le risorse pubbliche vanno indirizzate a sostenere le azioni più necessarie ed utili quali la tutela e la valorizzazione. Va quindi riconosciuto il ruolo centrale ed unico, quali enti di tutela e di valorizzazione delle denominazioni. Queste ultime sono beni pubblici che le aziende, per il tramite dei consorzi ai quali afferiscono, difendono e valorizzano. Occorre favorire l’aggregazione degli operatori della filiera attorno ai consorzi, i quali spesso operano anche come attori principali del distretto d’area rurale di appartenenza. A questo proposito la distinzione con le Strade del Vino e dei Sapori appare superata e anacronistica. Bisogna sostenere economicamente le aziende che avviano processi di certificazione DOP/IGP, le quali devono affrontare maggiori costi produttivi. È importante garantire sul mercato maggiore redditività alle produzioni certificate rispetto ai prodotti generici Dalla Regione ci attentiamo quindi l’attivazione urgente di una misura equivalente alla 133. Su questa misura la possibilità di anticipo dei fondi da subito e di separazione tra competitivo e pre-competitivo come attualmente avviene nell’OCM. Diventa importante dare maggiore possibilità d’azione alle aziende produttrici, prevedere la possibilità di maggiori azioni promo-commerciali piuttosto che istituzionali, la possibilità di fare partecipare le aziende private al finanziamento dei progetti promozionali in maniera trasparente ma anche la possibilità di costruire progetti integrati anche tra diversi settori evitando i compartimenti stagni intrasettoriali. Importante resta anche favorire la nascita di strutture parallele, ma giuridicamente separate dai Consorzi per la commercializzazione dei prodotti a marchio DOP/IGP e la possibilità di fare partecipare ai bandi dei GAL i Consorzi.
24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Dovrebbero essere compresi in questo fabbisogno anche operatori collegati attraverso specifici contratti di rete o associazioni temporanee di imprese. L’ambito deve comprendere anche produzioni non necessariamente certificate come le produzioni tradizionali oggetto del dm 350/1999 e successive modifiche.
24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Il privilegio alla partecipazione deve essere garantito a tutte le filiere di qualità e non solo a quelle pubbliche
24/09/2013 - CONFCOOPERATIVE - Stato: Pubblicata
L’esperienza della scorsa programmazione suggerisce, come sia maggiormente efficace gestire i finanziamenti attraverso fondi dedicati, concessi al capo filiera che gestisce il progetto ed i fondi disponibili. Va anche rilevata la necessità, di attribuire ad OP, Cooperative e Consorzi un peso maggiore rispetto ad altre forme di aggregazione più labili come le ATI. Le OP, Cooperative e Consorzi sono strutture riconosciute, che operano nel mercato da anni e sono radicate nel territorio. Per tale motivo non vanno messe sullo stesso piano di associazioni temporanee che spesso raggiunto l’obiettivo, anche lodevole, si sciolgono svilendo la collaborazione avviata.

Fabbisogno 5:
Favorire gli investimenti per la logistica, il miglioramento delle strutture di raccolta e di prima lavorazione del prodotto

Favorire gli investimenti per la logistica, il miglioramento delle strutture di raccolta e di prima lavorazione del prodotto, al fine di valorizzare le caratteristiche qualitative del prodotto e migliorare l’efficienza (grandi colture, lattiero caseario, produzioni legnose); (fabbisogno anche per la filiera legno)

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P3.A-F.01, l'attività di animazione e consultazione portata avanti dai Gal e da UNCEM all'interno del Patto “Montagna Veneta 2020” ha confermato come si debbano favorire gli investimenti per i prodotti di qualità già promossi da parte di “gruppi di produttori” con particolare attenzione a quelli che coinvolgono imprese di medio piccole dimensioni e neocostituite. Parallelamente agli investimenti in ambito di filiera, sono da favorire integrazioni inter - priorità con particolare riferimento alle priorità 4 e 5 (cfr. fabbisogni 4.a.2, 4.b.1 e 5.a.2) per quanto concerne le misure a favore di investimenti/colture paesaggisticamente, ecologicamente e idricamente sostenibili (cfr. “Relazione di Valutazione intermedia PSR 2007-2014 del Veneto” pag.241) ritenendo - più in generale - che approcci ecologici, paesaggistici e di uso efficiente delle risorse possano essere intesi come valore aggiunto non riproducibile dalla concorrenza soprattutto in ambito montano (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 11 e “Rapporto di analisi per la priorità 2”, pag.14) ed in grado di aumentare la competitività. Si concretizzerebbe in questo modo il concetto di “filiera agricola multifunzionale” ottenendo maggior impatto e sostenibilità economica rispetto alla singola azienda multifunzionale.
19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P3.A-F.01, l'attività di animazione e consultazione portata avanti dai Gal e da UNCEM all'interno del Patto “Montagna Veneta 2020” ha confermato come si debbano favorire gli investimenti per i prodotti di qualità già promossi da parte di “gruppi di produttori” con particolare attenzione a quelli che coinvolgono imprese di medio piccole dimensioni e neocostituite. Parallelamente agli investimenti in ambito di filiera, sono da favorire integrazioni inter - priorità con particolare riferimento alle priorità 4 e 5 (cfr. fabbisogni 4.a.2, 4.b.1 e 5.a.2) per quanto concerne le misure a favore di investimenti/colture paesaggisticamente, ecologicamente e idricamente sostenibili (cfr. “Relazione di Valutazione intermedia PSR 2007-2014 del Veneto” pag.241) ritenendo - più in generale - che approcci ecologici, paesaggistici e di uso efficiente delle risorse possano essere intesi come valore aggiunto non riproducibile dalla concorrenza soprattutto in ambito montano (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 11 e “Rapporto di analisi per la priorità 2”, pag.14) ed in grado di aumentare la competitività. Si concretizzerebbe in questo modo il concetto di “filiera agricola multifunzionale” ottenendo maggior impatto e sostenibilità economica rispetto alla singola azienda multifunzionale.
24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Allargare come settori di interesse ortofrutta (compresa frutta a guscio), foraggi essiccati, risicoltura. Devono essere compresi anche gli investimenti presso i produttori agricoli o le loro associazioni temporanee (piarde, centri logistici di prima raccolta ecc.)
24/09/2013 - CONFCOOPERATIVE - Stato: Pubblicata
Interventi di riorganizzazione aziendale per migliorare l'efficienza contenendo i costi fissi e valorizzare la produzione possono trovare un'organicità se inquadrati in un progetto più ampio di durata pluriennale. Per tale motivo potrebbero essere previsti strumenti appositi (con massimali coerenti) per finanziare interventi di medio termine che potrebbero procedere per stralci.
24/09/2013 - CIA - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Necessario valorizzare le strutture di raccolta e di stoccaggio come i piazzali di deposito siano essi privati che pubblici, nonchè la lavorazione dei prodotti legnosi nelle zone montane per migliorare il livello di concentrazione dell'offerta.

Fabbisogno 6:
Stimolare gli interventi di differenziazione del prodotto attraverso processi innovativi

Stimolare gli interventi di differenziazione del prodotto attraverso processi innovativi, in particolare delle commodity, che mirino a soddisfare i nuovi orientamenti della domanda ed una migliore tracciabilità e rintracciabilità del prodotto; (fabbisogno anche per la filiera legno)

Osservazioni fin qui pervenute:

23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
La carne bovina è vissuta in molti casi come una commodity e necessita quindi di mezzi per poter sviluppare innovazione di prodotto e attivare una politica di marca. Solamente in questo modo si potrà instaurare un dialogo con il consumatore per una adeguata valorizzazione delle produzioni di qualità.
24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Focalizzare il fabbisogno ai settori particolarmente esposti alla problematica delle micotossine (logistica cereali) con particolare attenzione alle tecniche innovative (vedi biotecnologie).
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
La necessità appare condivisibile, ma richiede una tracciabilità chiara di prodotti quali le carni, i derivati dei cereali e i prodotti freschi (ortaggi, frutta, ecc). Va collegata a quanto già descritta alla osservazione sul Fabbisogno 1, ovvero alla valorizzare delle produzioni locali e di quelle in cui vi sia una chiara tracciabilità del prodotto.

Fabbisogno 7:
Favorire lo sviluppo di nuove forme di commercializzazione che accrescano l’operatività sui mercati a termine

Favorire lo sviluppo di nuove forme di commercializzazione che accrescano l’operatività sui mercati a termine; (fabbisogno anche per la filiera legno)

Osservazioni fin qui pervenute:

24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Il fabbisogno in oggetto è da noi condiviso con particolare riguardo per le commodity

Fabbisogno 8:
Sostenere le attività promozionali della vendita diretta

Sostenere le attività promozionali della vendita diretta privilegiando quelle che hanno una sufficiente massa critica ed una struttura organizzata adeguata;

Osservazioni fin qui pervenute:

24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
La promozione ( costi pubblicitari e sostegno eventi) deve essere orientata anche a favore delle eccellenze produttive locali, possibilmente coordinate dalle rispettive associazioni di prodotto / OP/cooperative /consorzi

Fabbisogno 9:
Interventi formativi specifici e mirati per gli imprenditori agricoli

Interventi formativi specifici e mirati per gli imprenditori agricoli, soprattutto giovani, in modo da metterli in condizione di: i) conoscere il significato e gli obiettivi dei diversi sistemi di qualità, ii) identificare quello più appropriato per la valorizzazione del proprio prodotto, iii) organizzare efficacemente ed in modo partecipato le strutture aggregate di gestione del sistema della qualità, e quelle di commercializzazione accentrata soprattutto in chiave di valorizzazione di mercato, iv) dare adeguata assistenza tecnica e di sviluppo di una mentalità più orientata alla gestione della IG come strumento collettivo di creazione del valore, che stimoli la partecipazione e scoraggi le vendite di prodotto non etichettato IG, e, ove necessario, v) cogliere come opportunità e non come vincolo i sistemi di certificazione terza; (fabbisogno anche per la filiera legno)

Osservazioni fin qui pervenute:

24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Relativamente al punto iv) l’assistenza tecnica deve sviluppare prioritariamente dei concetti di qualità in senso assoluto oltre che legati ad una qualche IG in modo che siano più facilmente condivisibili e vendibili al consumatore. Promuovere la conoscenza/divulgazione di nuovi prodotti di derivazione agricola oppure la loro riqualificazione (bioedilizia, terapie naturali ecc.). Di particolare importanza sono le tematiche del benessere animale e qualità ambientale. Prevedere interventi formativi non solo aperti agli imprenditori agricoli ma a tutti i soggetti della filiera per creare dei momenti di confronto già in aula.

Fabbisogno 10:
Formazione manageriale mirata rivolta ai Consorzi di tutela

Formazione manageriale mirata rivolta ai Consorzi di tutela - anche alla luce dei nuovi ruoli attribuiti agli organismi di gestione dalla riforma della politica comunitaria della qualità - che rendono ineludibile la creazione di strutture in grado di operare nell’ambito di regole condivise, efficaci e forti sia al loro interno - nei riguardi del versante produttivo - che verso l’esterno. Gli interventi dovrebbero rafforzare il sistema partecipato di governance, per metterlo in grado di gestire meglio il sistema qualità aggregato e di meglio tutelarlo e promuoverlo in modo appropriato sul/sui più opportuno/i mercato/i di sbocco;

Osservazioni fin qui pervenute:

24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
La formazione deve essere rivolta in modo particolare alle risorse umane di governance delle nuove associazioni di filiera costituende.

Fabbisogno 11:
Formazione manageriale mirata rivolta ai vertici delle associazioni dei produttori

Formazione manageriale mirata rivolta ai vertici delle associazioni dei produttori, anche con strumenti formativi a distanza. Gli interventi dovrebbero privilegiare gli aspetti relativi a: a) la migliore conoscenza dei mercati e degli strumenti di marketing e valorizzazione del prodotto da parte delle OP; b) la necessità di sensibilizzare i produttori ed i trasformatori sulla crucialità di una strategia di forte concentrazione e qualificazione dell’offerta che, con una piena visione di governance collettiva del prodotto, sia in grado di valorizzarlo in modo appropriato sul/sui più opportuno/i mercato/i di sbocco c) la creazione di una visione strategica in materia di: i) mercato/mercati geografici su cui posizionarsi ed accorciamento delle filiere commerciali; ii) livello ed omogeneità di qualificazione e di valorizzazione del prodotto; iii) attributi di qualità richiesti dai consumatori (luogo di produzione e savoir faire, metodo di produzione, sostenibilità ambientale, benessere animale, ecc.); iv) l’uso di strumenti innovativi quali l’e-commerce; v) l’individuazione di efficaci iniziative di scouting tra i produttori che favoriscano una maggiore adesione ai sistemi di qualità; (fabbisogno anche per la filiera legno)

Osservazioni fin qui pervenute:

23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
Condividiamo la proposta. Come detto la formazione fatta in azienda è la più efficace per cui sarebbe opportuno prevedere anche forme di aiuto diretto.
24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
La formazione manageriale deve essere rivolta a tutte le forme di aggregazione dell’agricoltura : cooperative , società cons. , OP consorzio di tutela, associazione di prodotto e di categoria.
24/09/2013 - CONFCOOPERATIVE - Stato: Pubblicata
Si condivide la necessità. Le azioni volte all’utilizzo di sistemi di consulenza aziendale e formazione sono una necessità costante e reiterata non solo per le Associazioni di Produttori intese come OP ma anche per le imprese Cooperative. Anche attraverso queste azioni si massimizza il risultato degli investimenti. Serve disporre di adeguata formazione degli amministratori e dei quadri dirigenti per innovare la parte organizzativa delle strutture ed introdurre nuovi strumenti di sviluppo.

Fabbisogno 12:
Necessità pressante di informare efficacemente i consumatori

Necessità pressante di informare efficacemente i consumatori sul significato effettivo di ogni schema di qualità, in modo che essi siano in grado di effettuare una scelta consapevole al momento della decisione di acquisto e di esprimere una adeguata disponibilità a pagare. (fabbisogno anche per la filiera legno)

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Si ritiene che l’intervento informativo presso i consumatori dovrebbe essere esteso anche ad aspetti legati, prima ancora della conoscenza degli schemi di qualità, alle caratteristiche del prodotto relative alle proprietà nutrizionali, alla salubrità e alla stagionalità, alla cultura del cibo come alimento, per favorirne il consumo in generale. E quindi anche di quelli di qualità.
20/09/2013 - CRA - CENTRO DI RICERCA PER LA VITICOLTURA - Stato: Pubblicata
Qualsiasi innovazione di prodotto va sostenuta con un'adeguata informazione del consumatore, in maniera che questo possa apprezzare la differenza fra un prodotto "standard" ed uno con nuove caratteristiche. Questo può essere ottenuto con la creazione di una filiera agro-industriale dove l'industria stessa si occupi della diffusione del marchio e della presentazione del prodotto al consumatore, ma anche con una politica d'incentivazione della conoscenza diretta del prodotto sul territorio, tramite la promozione di circuiti culturali, agrituristici e didattici, per spiegare come avvenga la produzione e quale sia il valore aggiunto di quella specifica produzione compiuta in quel territorio con risorse genetiche locali e buone pratiche agricole, inoltre, quale sia la valenza ambientale del mantenimento di quella produzione in quel territorio.
24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Da comprendere nella informazione ai consumatori tutti i prodotti tradizionali e tipici della Regione
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Va collegata a quanto già evidenziato al fabbisogno 1 e Fabbisogno 6, ovvero la creazione di uno stretto collegamento tra concentrazione dell’offerta e differenziazione del prodotto, attraverso processi innovativi.

Fabbisogno 13:
Semplificare la normativa di settore in ambito forestale

Semplificare la normativa di settore in ambito forestale, tramite un miglior coordinamento verticale e orizzontale tra istituzioni pubbliche, nell’ottica di ridurre i costi di transazione nei processi autorizzativi e nelle vendite di prodotti legnosi.

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Proposte di fabbisogni dai Partner

Fabbisogni fin qui pervenuti:

12/09/2013 - FEDERAZIONE REGIONALE COLTIVATORI DIRETTI - Stato: Pubblicata
Si dovranno incentivere le innovazioni nelle aziende e le loro aggregazioni. Si dovranno incentivare prioritariamente quelle che si affacciano per la prima volta direttamente ai mercati. Tali misure dovranno prevedere un integrazione con le attività turistiche/ambientali del territorio, dove la valorizzazione del prodotto si alimenti anche dalla valorizzazione del territori di provenienza e dai servizi di complemento che la stessa azienda potrà svolgere. Una valorizzazione del reddito che dovrà essere quindi incentivata oltre che con il prodotto anche con azioni che accorcino quanto più possibile la filiera, in particolare quando queste sono finalizzate ad un aumento dei valori di commercio verso l’estero. Si dovranno quindi prevedere anche le aggregazioni tra le piccole aziende che attraverso tale strumento potranno ridurre i costi di trasformazione e di commercializzazione. In questo contesto rinnovato, l’esperienza PIF della passata programmazione va profondamente ripensata, ponendo al centro del progetto la valorizzazione della produzione agricola, in un approccio imperniato sulla filiera corta e su un “patto di filiera”.
17/09/2013 - EUROCOLTIVATORI COORDINAMENTO VENETO - Stato: Pubblicata
Si dovrà dare priorità di punteggio alle aziende che operano all'interno di un contratto di filiera che coinvolga produttori, trasformatori e distribuzione e che garantisca un reddito minimo, non al di sotto dei costi di produzione, delle aziende agricole.
20/09/2013 - GAL - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI PIANURA - Stato: Pubblicata
Condividendo i fabbisogni individuati per tale focus area, sottolineiamo l’assoluta necessità di prevedere, nella promozione e nel marketing, un'integrazione con le attività turistiche/ambientali del territorio, affinché la valorizzazione del prodotto e quella dei territori di provenienza si alimentino vicendevolmente.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
L’esperienza ha evidenziato che la filiera agroalimentare, soprattutto quella corta, è quella che più apporta valore aggiunto al prodotto dell’imprenditore agricolo ( in riferimento prevalentemente a produzioni facilmente conservabili e trasportabili quali ad esempio il vino, senza esclusione di altri settori, ad es. quello ortofrutticolo); di fatto, anche se non di facile attuazione, la filiera è fondamentale anche in settori relativi a prodotti difficilmente conservabili/trasportabili; anche in questo caso risulta importante promuovere al massimo l’organizzazione della filiera, con lo scopo principale di avere una ricaduta dei benefici economici sul produttore agricolo.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
La priorità Agrofiliere non deve per forza corrispondere ad una azione concentrata su “filiera” come nel 1° Bando previsto in questo programma operativo (esperienza P.I.F.), ma eventualmente su azioni a corollario al cui centro ci deve essere il progetto di valorizzazione del prodotto agricolo.