Fabbisogno 1:
Aumento della dimensione economica delle imprese

• Riorientamento delle imprese attraverso un miglioramento della produttività dei fattori (lavoro e capitale). • Crescita dimensionale (strutturale e/o economica) delle imprese agricole per facilitare l’accesso e l’orientamento al mercato. • Localizzazione degli interventi nelle realtà agricole dove le condizioni strutturali/tecniche/professionali offrono maggiori garanzie di successo e quindi di rendimento delle azioni. Le soglie minime andranno individuate secondo criteri di carattere strutturale, economico e occupazionale e tenendo conto del contesto produttivo e territoriale.

Osservazioni fin qui pervenute:

18/09/2013 - LIPU - LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI - Stato: Pubblicata
- E’ bene che la crescita dimensionale dell’azienda non sia in contrasto con le finalità della Priorità 4 e non comporti un’intensivizzazione delle pratiche colturali. Essa perciò deve essere incoraggiata solo se vengono adottati sistemi innovativi, “… riducendo l’impatto sull’ambiente e sul paesaggio rurale l’impatto sull’ambiente” (come indicato nel secondo punto del fabbisogno 2 di questa focus area), e deve prevedere “Attività di formazione degli agricoltori e investimenti aziendali …” per incrementare l’integrazione territoriale finalizzata “… non solo di miglioramento reddituale e occupazionale ma anche ambientale e sociale (es. aree montane, aree marginali, zone sensibili) (come indicato nel secondo punto del fabbisogno 4 di questa focus area).
19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Il Quadro Strategico Comune fornisce una direzione strategica chiara per il coordinamento settoriale e territoriale (art.10) identificando le strategie di sviluppo locale e l’approccio partecipativo come la base per una programmazione coordinata e integrata dei fondi strutturali europei al fine di promuovere la coesione territoriale (Introduzione paragrafo 21, pag.8). I Gruppi di Azione Locale delle aree montane venete, assieme all’UNCEM Veneto, hanno colto questa sfida avviando nel 2012 una consultazione partenariale. Il risultato di tale processo partecipativo è stato il Patto “Montagna Veneta 2020”, un Protocollo di Intesa dove sono state identificate le priorità di investimento del territorio, a valere su tutti e tre i fondi strutturali (FESR, FEASR, FSE) ed è stato proposto l’inserimento nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, di un “Sottoprogramma tematico per le zone montane”. L’attività di animazione e consultazione, promossa da ogni GAL montano nel proprio territorio, a partire dalla primavera del 2013 e conclusasi ad agosto 2013, ha declinato le priorità indicate nel Patto in fabbisogni concreti, con il coinvolgimento attivo di 185 partner del territorio montano attraverso interviste semi strutturate, incontri individuali, questionari on-line, e focus group. La consultazione paternariale contenuta nel Patto “Montagna Veneta 2020” ha identificato gli “Investimenti nella creazione di imprese, compresa la fornitura di un capitale di avvio, di garanzie, di prestiti, di capitale mezzanino e di capitale di crescita attraverso strumenti finanziari e sostegno all’elaborazione dei piani d’impresa” come la seconda priorità di investimento per il territorio montano veneto all'interno dei tre fondi strutturali pertinenti del QSC (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 16 e 20). In relazione alla situazione della montagna veneta, dove le imprese agricole di piccole dimensioni (fino a 3 ettari) rimangono una parte consistente del settore (57% secondo i dati PSR 2014-2020 del Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 5) risulta necessario sostenere una crescita economica più che dimensionale. Per incentivare la competitività delle aziende agricole in montagna, é vitale puntare non tanto sulla crescita dimensionale singola, quanto sulla aggregazione orizzontale e verticale, come evidenziato anche dalla Regione Veneto (Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale , pg. 16 e 24). Potenziare e sviluppare la governance di filiera, e favorire l'aggregazione in forme quali cooperative o reti d'impresa, diventa l'azione fondamentale da sostenere, per contrastare la ridotta dimensione delle imprese e l'eccessiva frammentazione dell'offerta (che determina un minor peso contrattuale delle imprese in montagna). La creazione di forme aggregative, inoltre, consentirebbe di superare anche criticità strutturali quali l'inefficienza e i costi della logistica ( Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale, pg. 16), l'invecchiamento delle attrezzature specializzate (si veda commento al punto 2.1.2) e permetterebbe l’avvio di nuovi investimenti volti alla diversificazione economica (quali ad esempio le Piccole Produzioni Locali).
19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Il Quadro Strategico Comune fornisce una direzione strategica chiara per il coordinamento settoriale e territoriale (art.10) identificando le strategie di sviluppo locale e l’approccio partecipativo come la base per una programmazione coordinata e integrata dei fondi strutturali europei al fine di promuovere la coesione territoriale (Introduzione paragrafo 21, pag.8). I Gruppi di Azione Locale delle aree montane venete, assieme all’UNCEM Veneto, hanno colto questa sfida avviando nel 2012 una consultazione partenariale. Il risultato di tale processo partecipativo è stato il Patto “Montagna Veneta 2020”, un Protocollo di Intesa dove sono state identificate le priorità di investimento del territorio, a valere su tutti e tre i fondi strutturali (FESR, FEASR, FSE) ed è stato proposto l’inserimento nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, di un “Sottoprogramma tematico per le zone montane”. L’attività di animazione e consultazione, promossa da ogni GAL montano nel proprio territorio, a partire dalla primavera del 2013 e conclusasi ad agosto 2013, ha declinato le priorità indicate nel Patto in fabbisogni concreti, con il coinvolgimento attivo di 185 partner del territorio montano attraverso interviste semi strutturate, incontri individuali, questionari on-line, e focus group. La consultazione paternariale contenuta nel Patto “Montagna Veneta 2020” ha identificato gli “Investimenti nella creazione di imprese, compresa la fornitura di un capitale di avvio, di garanzie, di prestiti, di capitale mezzanino e di capitale di crescita attraverso strumenti finanziari e sostegno all’elaborazione dei piani d’impresa” come la seconda priorità di investimento per il territorio montano veneto all'interno dei tre fondi strutturali pertinenti del QSC (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 16 e 20). In relazione alla situazione della montagna veneta, dove le imprese agricole di piccole dimensioni (fino a 3 ettari) rimangono una parte consistente del settore (57% secondo i dati PSR 2014-2020 del Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 5) risulta necssario sostenere una crescita economica più che dimensionale. Per incentivare la competitività delle aziende agricole in montagna, é vitale puntare non tanto sulla crescita dimensionale singola, quanto sulla aggregazione orizzontale e verticale, come evidenziato anche dalla Regione Veneto (Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale , pg. 16 e 24). Potenziare e sviluppare la governance di filiera, e favorire l'aggregazione in forme quali cooperative o reti d'impresa, diventa l'azione fondamentale da sostenere, per contrastare la ridotta dimensione delle imprese e l'eccessiva frammentazione dell'offerta (che determina un minor peso contrattuale delle imprese in montagna). La creazione di forme aggregative, inoltre, consentirebbe di superare anche criticità strutturali quali l'inefficienza e i costi della logistica ( Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale, pg. 16), l'invecchiamento delle attrezzature specializzate (si veda commento al punto 2.1.2) e permetterebbe l’avvio di nuovi investimenti volti alla diversificazione economica (quali ad esempio le Piccole Produzioni Locali).
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Prioritaria è la crescita dimensionale (strutturale, economica, tecnica ed ambientale) delle imprese agricole, le quali devono confrontarsi con il mercato e quindi, eventualmente, essere riorientate in virtù di quest'ultimo. Il supporto proveniente dal Programma di Sviluppo Rurale deve essere indirizzato al miglioramento dei fattori produttivi (strutture e dotazioni, lavoro e capitale, ecc.). La localizzazione degli interventi su specifiche realtà agricole, può essere uno strumento idoneo per alcuni comparti (es. il vitivinicolo); è di nostra convinzione che la strategicità stia nel dare prioritaria valenza alle relazioni di filiera e alle reti d'impresa. Incentivare la costituzione di reti d’impresa attraverso investimenti sostenuti dalle aziende costituenti le reti garantendone la sostenibilità economica.
20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Per il soddisfacimento di tale fabbisogno, si ritiene di fondamentale importanza la questione delle soglie minime, in quanto non necessariamente gli aspetti dimensionali strutturali, sono automaticamente indicativi di una sufficiente redditività aziendale. Per diventare efficaci in riferimento al raggiungimento del fabbisogno, le soglie dimensionali strutturali dovrebbero essere fissate almeno a livelli superiori alla media regionale o del territorio di riferimento (provinciale, zona altimetrica, ecc..): ad esempio in termini di superficie e/o occupati/giornate di lavoro, tenendo conto delle dimensioni economiche (soglie di UDE elevate) e delle aree svantaggiate per non escludere aziende piccole ma con elevate dimensioni economiche o con elevata importanza sociale e ambientale per il territorio. Se l'aspetto delle soglie minime viene correttamente impostato, il conseguimento di tale fabbisogno permetterà di raggiungere automaticamente anche quello relativo all'aumento dell'efficienza tecnico-produttiva (fabbisogno 2). Inoltre, se per riorientamento delle imprese si intende una loro riconversione verso settori/comparti il cui sviluppo futuro sembra presentare condizioni più favorevoli, oltre alla produttività del lavoro si pongono anche bisogni di tipo formativo sugli aspetti normativi, di conoscenza del (nuovo) ambiente competitivo esterno, di competenze e del fare pratico.
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
Per il settore della zootecnia bovina da carne, caratterizzato da forti investimenti e sempre più in balia della volatilità dei mercati è fondamentale disporre di dimensioni aziendali in grado di sviluppare le più semplici economie di scala, di sfruttamento degli impianti e corretto utilizzo della forza lavoro. inoltre le singole aziende di allevamento devono essere incentivate all'aggregazione in Organizzazioni di Produttori o Cooperative che svolgano attività economica e siano quindi in grado di accompagnarle sul mercato sia nella fase a monte (acquisto bovini da ristallo) sia per la commercializzazione dei bovini da macello. Deve quindi essere data priorità a chi opera all'interno di veri percorsi di filiera meglio se gestiti direttamente dai produttori. gli aiuti non devono essere solo un ristoro momentaneo ma devono rappresentare un investimento che consenta di avere aziende ed Organizzazioni di Produttori strutturate per le sfide future. E' opportuno prevedere azioni concrete che facilitino l'aggregazione tra i produttori in quanto queste consentono di generare effetti positivi stabili e duraturi (programmazione della produzione, economie di scala, attenuazione della volatilità dei mercati, ricerca e innovazione, vendita dei prodotti, gestione delle attività a valle, marketing e promozione)
24/09/2013 - CONFCOOPERATIVE - Stato: Pubblicata
Anche nella prossima programmazione sarà indispensabile mantenere linee di finanziamento separate tra aziende agricole e agroindustriali poiché le esigenze ed i massimali di finanziamento delle une e delle altre sono nettamente diversificati. Per quanto riguarda il finanziamento alle aziende agricole, serve dare un indirizzo chiaro per favorire l’aggregazione della produzione che consentirà di ottenere effetti positivi duraturi e stabili (programmazione della produzione, economie di scala, attenuazione degli effetti legati alla volatilità dei mercati, ricerca ed innovazione). Questo si traduce in una priorità evidente e percentuale di contributo maggiore alle aziende associate a Cooperative ed OP. Il mondo della produzione organizzata necessita di strumenti che incentivino l’aumento delle dimensioni aziendali per il raggiungimento della massa critica adatta ad un efficace confronto col mercato e la GDO; in questo contesto va riconosciuta con adeguati mezzi la capacità di sviluppo ed insieme il forte legame col territorio che caratterizza le Cooperative agricole, agroalimentari e le Organizzazioni di Produttori venete. Queste imprese, sono capaci di concentrare e valorizzare il prodotto locale generando reddito e creando un volano economico per lo sviluppo del territorio; sono imprese orientate al mercato moderno che chiedono strumenti per favorire l’aggregazione orizzontale dei produttori da una parte e verticale tra aziende attraverso fusioni, consorzi di secondo livello ecc. e lo sviluppo di forme di collaborazione mirate a contenere i costi fissi. Altro aspetto importante è legato al carattere pluriennale degli interventi delle aziende consolidate. Spesso in un quadro di sviluppo delle imprese organizzate ragionare in termini di “Bando annuale” - con tutti i ritocchi e assestamenti che subisce la normativa da un bando all’altro – può essere fuorviante rispetto alle linee generali del piano di sviluppo. Per questo una necessità che emerge dal mondo aggregato è quella di prevedere strumenti adatti a questo tipo di investimenti, come un fondo dedicato (con massimali coerenti) per l’approvazione di progetti di sviluppo pluriennali che una volta presentati e approvati vengono via via finanziati negli anni con meccanismi amministrativamente molto snelli simili ad es. ai pagamenti per stadio di avanzamento lavori. Infine non vanno discriminate le Strutture associate di maggiori dimensioni. Vanno ancora sostenute e considerate non come impresa privata ma come somma delle aziende dei propri soci, dei quali nessuno vanta bilanci tanto elevati da giustificare una riduzione del contributo.
24/09/2013 - COPAGRI REGIONALE VENETO - Stato: Pubblicata
La crescita dimensionale e competitiva delle imprese e l’impegno ad investire sui giovani sono le priorità su cui finalizzare prevalentemente gli aiuti. I progetti d’impresa, redatti in forma semplificata, oltre a ridurre i costi, devono migliorare (tramite il rapporto diretto o accordi di filiera/strutture associative) le possibilità competitive sui mercati al fine di accrescere il valore aggiunto delle produzioni. Negli aiuti per gli investimenti priorità deve essere data all’imprenditore agricolo professionale.

Fabbisogno 2:
Aumento dell’efficienza tecnico-produttiva.

• Miglioramento del l’efficienza tecnica delle imprese agricole e forestali attraverso l’innovazione, l’ammodernamento, le nuove tecnologie e produrre un impiego più razionale delle risorse con riflessi positivi sulla redditività delle imprese e sulla gestione delle risorse naturali. • Adozione di strumenti innovativi di processo/prodotto capaci di ridurre i costi, stabilizzare le rese ovvero di produrre beni agroalimentari e forestali migliorando gli standard qualitativi, la redditività delle imprese, l’efficienza energetica, la fertilità dei suoli e riducendo l’impatto sull’ambiente e sul paesaggio rurale.

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P2.A-F01 (2.1.1), per il contesto della montagna veneta, dove le imprese agricole di piccole dimensioni (fino a 3 ettari) rimangono una parte consistente del settore (57% secondo i dati PSR 2014-2020 Rapporto di analisi per la priorità 2, pg. 5), risulta necessario adottare una logica cooperativa al fine di stimolare un miglioramento dell’efficienza tecnica e l’azione di strumenti innovativi di processo/prodotto. L'adozione di strumenti innovativi in agricoltura é limitata, tra gli altri fattori, dalle difficoltà di accesso al credito e dall'elevato costo di acquisizione delle macchine agricole (Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 7); tali investimenti sono giustificati in relazione ad ampie superfici dominate e a dimensioni aziendali correlate. Tale situazione può essere superata supportando l'utilizzo condiviso dei macchinari, migliorando l'efficienza d'impiego, accelerando i tempi di ritorno del capitale investito, e consentendo l’utilizzo di tecnologie più rispettose dell'ambiente (Rapporto pg. 12).
19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P2.A-F01 (2.1.1), per il contesto della montagna veneta, dove le imprese agricole di piccole dimensioni (fino a 3 ettari) rimangono una parte consistente del settore (57% secondo i dati PSR 2014-2020 Rapporto di analisi per la priorità 2, pg. 5), risulta necessario adottare una logica cooperativa al fine di stimolare un miglioramento dell’efficienza tecnica e l’azione di strumenti innovativi di processo/prodotto. L'adozione di strumenti innovativi in agricoltura é limitata, tra gli altri fattori, dalle difficoltà di accesso al credito e dall'elevato costo di acquisizione delle macchine agricole (Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 7); tali investimenti sono giustificati in relazione ad ampie superfici dominate e a dimensioni aziendali correlate. Tale situazione può essere superata supportando l'utilizzo condiviso dei macchinari, migliorando l'efficienza d'impiego, accelerando i tempi di ritorno del capitale investito, e consentendo l’utilizzo di tecnologie più rispettose dell'ambiente (Rapporto, pg. 12).
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Gli investimenti aziendali finalizzati alla riduzione dei costi, alla salubrità e sostenibilità delle produzioni, in ragione alla loro natura, devono essere anche orientati all'aumento della produttività; quindi la “stabilizzazione delle rese” è un punto di partenza e non un obiettivo. Vanno considerati positivamente anche quegli investimenti connessi all'uso sostenibile delle risorse naturali, anche come prima introduzione come nel caso dell'irrigazione. Vanno supportati tutti gli investimenti strutturali e dotazionali funzionali alla mitigazione di effetti ambientali negativi o per la prevenzione dei rischi da calamità, epizoozie, ecc.
20/09/2013 - UNIVERSITA' IUAV DI VENEZIA - Stato: Pubblicata
All'interno dell' "ammodernamento" condotto ai fini del miglioramento dell'efficienza tecnica delle imprese agricole è opportuno dare il giusto peso all'innovazione nel progetto delle strutture edilizie (vedi fabbisogno "Innovazione architettonica in campo agricolo" proposto alla priorità 1).
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
Per il settore zootecnico è fondamentale trovare il giusto equilibrio con la salvaguardia del territorio ottenibile anche mediante il miglioramento dell'efficienza produttivo e l'inserimento di adeguate tecniche di gestione dei reflui. opportuno incentivare la realizzazione di piccoli impianti di biogas alimentati con i soli reflui che consentono di coniugare salvaguardia del territorio e integrazione di reddito.
24/09/2013 - COPAGRI REGIONALE VENETO - Stato: Pubblicata
I processi di riorganizzazione in atto nel settore agricolo nel suo complesso ed in particolare del comparto zootecnico, richiedono interventi idonei ad abbattere i costi dell’energia (coibentazione dei fabbricati, adozione di sistemi di recupero del calore, produzione di energia rinnovabile, nuovi sistemi di gestione degli allevamenti e della ventilazione,ecc.), per le necessarie riconversioni produttive, per la gestione dei reflui, per la gestione delle emergenze sanitarie, per ridurre i rischi connessi agli andamenti stagionali, per l’adozione di tecniche ed attrezzature che comportano un minor impatto ambientale delle attività produttive. Inoltre occorrono azioni volte a migliorare la redditività delle imprese, con un aumento dell’efficienza nell’utilizzo dell’acqua con conseguente possibilità di ampliare le superfici con irrigazione strutturata, con un adeguamento della struttura produttiva e nuovi modelli organizzativi soprattutto nell’approccio al mercato e nella logistica. Appare altresì importante consentire, nelle misure di investimento, la possibilità di scelta per l’imprenditore fra il contributo in conto capitale e la concessione di aiuti in conto interessi per permettere il finanziamento quasi completo dell’opera.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
In questo contesto il ruolo dell'Agronomo e del Forestale si pone come trait d'union fra l'impresa agricola o forestale e la ricerca, garantendo maggiore indipendenza di giudizio e di consiglio rispetto ad altri operatori della filiera.

Fabbisogno 3:
Aumento dell’efficienza organizzativa e di mercato.

• Accrescere il valore aggiunto delle produzioni agroalimentari e forestali attraverso l’innovazione, l’ammodernamento, le nuove tecnologie. • Introduzione di nuove formule organizzative (es. sistemi di qualità) e diversificazione dei canali distribuitivi per raggiungere nuovi mercati di sbocco, nazionali ed esteri, al fine di accresce il valore aggiunto delle produzioni. • Interventi coordinati con la priorità 3.1

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
L'aumento dell'efficienza organizzativa e di mercato trova supporto anche nella cooperazione e/o nell'aggregazione delle imprese; utile può essere la formula meno formale della “rete d'impresa”. Sono da sostenere ed incentivare anche tutte le azioni volte all'accorciamento della filiera, allo svolgimento di nuovi servizi e alla realizzazione di investimenti secondo la modalità dell'autocostruzione che valorizza capacità professionali e mezzi presenti nell'azienda agricola.
20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Si propone di riformulare il titolo del fabbisogno come segue: "Accrescere il valore aggiunto delle produzioni agroalimentari e forestali", inserendo l'attuale titolo al primo punto elenco. Questo fabbisogno, particolarmente correlato al precedente fabbisogno 1, andrebbe conseguito attraverso un aumento dell'efficienza organizzativa e commerciale e quindi con interventi coordinati con la priorità 3.1 (ad es. partecipazione in forma associata, nuove forme di commercializzazione, network, ecc..). Diventano su questo punto fondamentali la creazione di reti di imprese non solo orizzontali ma anche verticali e/o trasversali tra settori/comparti in cui le relazioni di filiera permettano alle imprese agricole/agroalimentari di ritenere una maggiore quota del valore aggiunto finale del prodotto, anche attraverso una maggiore integrazione verticale delle fasi produttive a monte e a valle detenute dalle imprese agricole. Il tema dell’efficienza organizzativa e commerciale tocca in particolar modo le funzioni della logistica, del marketing (promozione) e della distribuzione e gli aspetti legati alle nuove tecnologie. Per quanto riguarda l'efficienza organizzativa interna, assume una importanza rilevante una gestione manageriale che non necessariamente può essere realizzata dall'imprenditore. Esso andrebbe pertanto o opportunamente formato oppure supportato per l'acquisizione di tali competenze sul mercato dei servizi di consulenza, anche in imprese di piccole-medie dimensioni, nelle quali ciò può comportare un miglioramento o una più efficiente organizzazione strutturale interna.
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
L'efficienza organizzativa, soprattutto per determinati settori quali lo zootecnico, si ottiene incentivano l'aggregazione dei produttori nelle diverse forme purchè in grado di programmare gestire e commercializzare le produzioni. Anche in questo caso le dimensioni aziendali, l'organizzazione e la dotazione di adeguati mezzi patrimoniali e finanziari sono indispensabili per sviluppare ricerca, innovazione e competere con il mercato. E' quindi necessario prevedere interventi che facilitino l'aggregazione (percentuale di aiuto maggiore, aiuti alla capitalizzazione) per la gestione e commercializzazione del prodotto.
24/09/2013 - CONFCOOPERATIVE - Stato: Pubblicata
l'aumento dell'efficienza di mercato si ottiene attraverso una forte concentrazione del prodotto per garantire sia nei mercati consolidati che verso i nuovi mercati una fornitura costante ed adeguata in un ambiente a bassa competizione. Per raggiungere questi obiettivi vanno stimolate le aggregazioni dell'offerta Attraverso la Cooperazione e le Organizzazioni di Produttori, politiche di marketing spinto e sostegno della commercializzazione dei prodotti nei diversi paesi target.

Fabbisogno 4:
Aumento dell’integrazione territoriale dell’impresa agricola.

• Contrastare i fenomeni di abbandono e marginalizzazione di aree fragili sotto l’aspetto reddituale e ambientale e offrire delle garanzie di vitalità alle imprese meno competitive sui mercati nazionali e internazionali. • Attività di formazione degli agricoltori e investimenti aziendali in grado di combinare le vocazionalità del territorio con le competenze delle imprese agricole, la disponibilità di strutture di trasformazione e di mercati di vendita tenendo conto anche delle potenzialità provenienti da attività connesse (es. agriturismo, attività ricreative, ecc.) e, prioritariamente, nelle aree dove gli svantaggi ambientali rischiano di peggiorare la competitività delle imprese. L’integrazione territoriale che si propone di accrescere la ruralità delle imprese cogliendo le sinergie tra territorio, organizzazione e mercato, va reinterpretata in una chiave non solo di miglioramento reddituale e occupazionale ma anche ambientale e sociale (es. aree montane, aree marginali, zone sensibili).

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P2.A-F01 (2.1.1), “l'Agenda delle priorità strategiche” e il “Rapporto di analisi per la Priorità 2” identificano chiaramente i pericoli che vive l'ambiente montano: l'abbandono dei terreni marginali, la conseguente avanzata del bosco (il Rapporto a pg. 13 segnala che nell'ultimo decennio in Veneto si é assistito ad un calo di 25.000 ettari di prati e pascoli a vantaggio del bosco), e la riduzione della varietà colturale (Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 14). Per contrastare tali fenomeni sia l’Agenda che il Rapporto pongono l'accento sul fatto che l'agricoltura in montagna dev'essere sostenuta con adeguati incentivi che tengano conto dell'importante ruolo pubblico che essa svolge nella gestione del territorio (Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale, pg. 26, Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 14) e della biodiversità. A tal fine, anche sulla scorta di recenti proposte normative per la montagna veneta (cfr. art. 7 Progetto di Legge n.370/13), appaiono importanti azioni di riordino fondiario e incentivi all'affitto o concessione a titolo gratuito di terreni in montagna (Rapporto pg. 11, si veda anche osservazione al punto 2.2.4). Tale considerazione va applicata anche alle malghe: il 30% delle malghe presenti in Veneto, infatti, risulta inattivo o non caricato (Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 15). Risulta perciò opportuno promuovere sinergie pubblico-private (malghe pubbliche gestite da agricoltori), ammettere al finanziamento anche gli interventi su malghe pubbliche (che rappresentano circa il 50% del totale), rendere amministrativamente possibili nuove forme di utilizzo al fine di renderlo multifunzionale (es. bivacchi). Il recupero delle malghe dovrebbe anche includere il recupero del pascolo; la definizione delle superficie; la ristrutturazione e la produzione, per facilitare un loro utilizzo all'interno di un processo di valorizzazione territoriale
19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P2.A-F01 (2.1.1), “l'Agenda delle priorità strategiche” e il “Rapporto di analisi per la Priorità 2” identificano chiaramente i pericoli che vive l'ambiente montano: l'abbandono dei terreni marginali, la conseguente avanzata del bosco (il Rapporto a pg. 13 segnala che nell'ultimo decennio in Veneto si é assistito ad un calo di 25.000 ettari di prati e pascoli a vantaggio del bosco), e la riduzione della varietà colturale (Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 14). Per contrastare tali fenomeni sia l’Agenda che il Rapporto pongono l'accento sul fatto che l'agricoltura in montagna dev'essere sostenuta con adeguati incentivi che tengano conto dell'importante ruolo pubblico che essa svolge nella gestione del territorio (Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale, pg. 26, Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 14) e della biodiversità. A tal fine, anche sulla scorta di recenti proposte normative per la montagna veneta (cfr. art. 7 Progetto di Legge n.370/13), appaiono importanti azioni di riordino fondiario e incentivi all'affitto o concessione a titolo gratuito di terreni in montagna (Rapporto pg. 11, si veda anche osservazione nella focus area 2.2.4). Tale considerazione va applicata anche alle malghe: il 30% delle malghe presenti in Veneto, infatti, risulta inattivo o non caricato (Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 15). Risulta perciò opportuno promuovere sinergie pubblico-private (malghe pubbliche gestite da agricoltori), ammettere al finanziamento anche gli interventi su malghe pubbliche (che rappresentano circa il 50% del totale), rendere amministrativamente possibili nuove forme di utilizzo al fine di renderlo multifunzionale (es. bivacchi). Il recupero delle malghe dovrebbe anche includere il recupero del pascolo; la definizione delle superficie; la ristrutturazione e la produzione, per facilitare un loro utilizzo all'interno di un processo di valorizzazione territoriale.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
L'integrazione territoriale dell'impresa agricola è raggiungibile qualora si persegue la strada dell'individuazione di prodotti “target” rappresentativi del territorio, per i quali ci si pone l'obiettivo di innalzare gli standard qualitativi e quantitativi, al fine di ottenere quella massa critica utile alla distribuzione diffusa e/o all'export; in seguito a ciò è possibile organizzare anche attività multifunzionali al fine di diversificare il reddito e promuovere il territorio. Al fine di raggiungere la suddetta massa critica, torna utile promuovere l'aggregazione d'impresa.
20/09/2013 - GAL - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI PIANURA - Stato: Pubblicata
La recente crisi ha esteso a nuove aree le problematiche di abbandono che sino a ieri avevano interessato prevalentemente le aree più deboli della Regione Veneto. I riflessi di tale crisi stanno modificando il tessuto socio-economico che potrebbe portare ad un progressivo intensificarsi del fenomeno di abbandono di aree rurali a favore di aree urbane o, peggio che mai, portare all’emigrazione. Sostenere le piccole imprese, “condurle” nel percorso di aggregazione potrebbe contenere il fenomeno. I GAL, a stretto contatto con il territorio ed i suoi fenomeni, sono in grado di sperimentare nuovi modelli di governance, portando avanti progetti pilota in grado di favorire la rivitalizzazione del tessuto economico e nel contempo di misurarne gli impatti, supportando poi la Regione nel trasferimento di tali modelli, già sperimentati e validati, in altri contesti territoriali. Tali considerazioni valgono anche per la prima parte del Fabbisogno 5, evidenziando inoltre la possibilità che il fondo FSE si faccia carico di parte delle azioni formative previste (Fabbisogno 4 -5).
20/09/2013 - GAL - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI PIANURA - Stato: Pubblicata
La recente crisi ha esteso a nuove aree le problematiche di abbandono che sino a ieri avevano interessato prevalentemente le aree più deboli della Regione Veneto. I riflessi di tale crisi stanno modificando il tessuto socio-economico che potrebbe portare ad un progressivo intensificarsi del fenomeno di abbandono di aree rurali a favore di aree urbane o, peggio che mai, portare all’emigrazione. Sostenere le piccole imprese, “condurle” nel percorso di aggregazione potrebbe contenere il fenomeno. I GAL, a stretto contatto con il territorio ed i suoi fenomeni, sono in grado di sperimentare nuovi modelli di governance, portando avanti progetti pilota in grado di favorire la rivitalizzazione del tessuto economico e nel contempo di misurarne gli impatti, supportando poi la Regione nel trasferimento di tali modelli, già sperimentati e validati, in altri contesti territoriali. Tali considerazioni valgono anche per la prima parte del Fabbisogno 5, evidenziando inoltre la possibilità che il fondo FSE si faccia carico di parte delle azioni formative previste (Fabbisogno 4 -5).
20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Si ritiene che lo sfruttamento delle potenzialità provenienti da attività connesse e la maggiore integrazione dell’impresa con le vocazionalità del territorio debbano privilegiare quelle iniziative/progetti in grado di aumentare effettivamente la redditività delle imprese agricole in grado di sostenersi autonomamente sul mercato, al di là del contributo pubblico. Altrimenti, se a prevalere fossero la chiave ambientale e sociale (prevenzione fenomeni di abbandono, inclusione sociale e occupazionale), questo fabbisogno sarebbe posizionato in un contesto non opportuno e andrebbe forse meglio riorganizzato entro la priorità 6.
20/09/2013 - UNIVERSITA' IUAV DI VENEZIA - Stato: Pubblicata
Tra le aree interessate da questo fabbisogno si propone di considerare non solo le zone montane e marginali, ma anche le aree a carattere "periurbano", identificate attraverso opportuni parametri, dove esistono effettive condizioni di svantaggio dovute alla prossimità con il territorio urbanizzato (pressione fordiaria, difficile circolazione dei mezzi agricoli, poca accettazione delle attività agricole da parte della popolazione urbana, ecc.) che vanno adeguatamente risolte o compensate, ma anche opportunità (mercato di prossimità, presenza di servizi rari per gli agricoltori e le loro famiglie, ecc.) che vanno opportunamente colte e integrate.

Fabbisogno 5:
Sviluppo nuovi modelli produttivi.

• Favorire l’avvio di nuovi sentieri di sviluppo delle aziende agricole e forestali in grado di soddisfare le esigenze della collettività grazie a innovazioni sia tecniche che organizzative (es. nuovi modelli di gestione della terra), a nuovi canali di sbocco su mercati nazionali e internazionali (es. vendita diretta e gruppi di acquisto solidale), al marketing territoriale (es. marchi privati/collettivi, patrimonio storico-culturale) ma anche alla multifunzionalità (produzioni food e no-food, servizi ambientali, servizi ricreativi, turismo, agricoltura sociale, orti rurali, ecc.) • Integrazione tra interventi mediante “pacchetti di misure” che includono un’adeguata formazione degli agricoltori necessaria per accrescere le loro capacità professionali, a livello tecnico-agronomico, di organizzazione dell’imprese e di mercato e un sostegno agli investimenti aziendali mirati ad avviare le aziende agricole su questi nuovi sentieri di crescita. • Attività di formazione (o stage) in aziende che hanno intrapreso questi percorsi (benchmark): agricoltura sociale (assistenza sociale, orti rurali), attività non agricole (asili, servizi didattici e turistici), gestione partecipata dei terreni agricoli.

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Al fine di promuovere nuovi modelli produttivi, si ritiene strategica la modalità che preveda il ricorso all'integrazione di più misure (pacchetti di misure), come esplicitato dalla Regione, con il presupposto però di sostenere sia investimenti materiali per gli aspetti tecnico-agronomico-ambientali (su strutture ed attrezzature/impianti per sostenere la produzione e/o la multifunzionalità dell'impresa agricola) che immateriali (sostegno alla promozione / pubblicità di prodotti / servizi / imprese singole o associate).
20/09/2013 - GAL - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI PIANURA - Stato: Pubblicata
Vedi Fabbisogno 4.
24/09/2013 - UNIVERSITA' IUAV DI VENEZIA - Stato: Pubblicata
Si propone di integrare il fabbisogno come segue "...a nuovi canali di sbocco su mercati locali, nazionali e internazionali...". Per le aziende situate in aree marginali è opportuno promuovere specifiche forme di alleanza con le aree urbane e metropolitane. Si veda anche il fabbisogno "Partnership urbano-rurali" proposto nella priorità 6.

Proposte di fabbisogni dai Partner

Fabbisogni fin qui pervenuti:

12/09/2013 - FEDERAZIONE REGIONALE COLTIVATORI DIRETTI - Stato: Pubblicata
Vanno sviluppate tre specifiche linee di intervento per la ristrutturazione, l’avvicinamento al mercato e la diversificazione delle produzioni. Tutte le linee, avendo riguardo al miglioramento delle performance ambientali. Incentivare propensione all’export. I progetti da finanziare devono porsi questo obiettivo: la competitività coniugata con la sostenibilità. Questo significa legare il semplice ammodernamento delle aziende che conosciamo da anni, con la riduzione degli impatti ambientali. Per quanto riguarda le aziende che si devono ristrutturare, occorre porre attenzione ai settori (vedi ad es. tabacco, filiera carne) e alle emergenze (vedi ad es. PSA del Kiwi e influenza aviaria). Particolarmente importante è la questione dell’efficienza irrigua e dell’estensione delle possibilità irrigue, sia per i chiari effetti in termini di competitività, sia per la connessione con il tema della sostenibilità. Il finanziamento di investimenti finalizzati alla produzione di energia da fonti rinnovabili va considerato nei casi in cui si abbini ad altri obiettivi a carattere ambientale, così come si è iniziato a proporre con l’ultimo bando ambientale del PSR 2007-2013. Dal lato del sostegno, vanno premiate le aziende che sviluppano iniziative di trasformazione e di commercializzazione coerenti con le richieste del mercato.
17/09/2013 - EUROCOLTIVATORI COORDINAMENTO VENETO - Stato: Pubblicata
Si deve mantenere ferma l'erogazione di contributi per le energie rinnovabili al solo fabbisogno aziendale. Si devono premiare gli investimenti delle aziende che apportino un elevato fabbisogno di manodopera.
20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Nuovo fabbisogno: Aumentare le informazioni disponibili per l’impresa sulle dinamiche di mercato sia dal lato dell’offerta che della domanda Nell’attuale contesto di mercato concorrenziale in cui le imprese sono inserite, le dinamiche competitive tendono a divenire sempre più complesse e sempre meno controllabili o governabili dalle imprese, specialmente se di modeste dimensioni e non organizzate in forme aggregative. La crisi economica ha inoltre determinato una serie di conseguenze che hanno influito sul mercato interno (consumi, domanda) e su quello internazionale (inasprimento della concorrenza, alta variabilità dei prezzi, veloce cambiamento delle situazioni produttive e di mercato, ecc..). In queste situazioni, assume un’importanza sempre maggiore la disponibilità di informazioni, da parte dell’imprenditore agricolo, riguardo la produzione (nuovi prodotti/varietà, problematiche emergenti, ecc..), la domanda di mercato e la tendenza dei consumi (nuove richieste, nuovi orientamenti, ecc..), le dinamiche di prezzo dei prodotti e dei fattori produttivi. Si ritiene pertanto che dovrebbero esser previste delle azioni opportune sia di tipo formativo rivolte agli imprenditori agricoli, sia di supporto per l’acquisizione di tali informazioni/conoscenze presso le istituzioni pubbliche a questo preposte oppure presso il mercato dei servizi di consulenza.
20/09/2013 - AZIENDA REGIONALE VENETO AGRICOLTURA - Stato: Pubblicata
Nuovo fabbisogno: Aumentare la capacità di promozione e valorizzazione delle produzioni da parte delle imprese agricole Il settore primario opera in un contesto di mercato sempre più complesso, con un trend di consumi in calo e con sempre maggiori tensioni concorrenziali e politiche aggressive da parte di competitor delle imprese agricole, sia sui mercati nazionali che esteri. In tale situazione, la capacità di rafforzare l’immagine dei prodotti agricoli, della marca aziendale e del Veneto in generale come regione produttrice di prodotti agroalimentari di eccellenza, diventa strategicamente importante. Se da un lato non può mancare un intervento pubblico finalizzato a valorizzare l’immagine complessiva delle produzioni locali sui grandi mercati di sbocco stranieri, sembra necessario sostenere le imprese, e principalmente quelle con prodotti di nicchia e/o export-oriented, a promuovere in misura maggiore la propria realtà e il proprio prodotto/marchio aziendale. Andranno sostenute tutte quelle iniziative, sia a livello locale, che nazionale e sovra-nazionale, messe in atto dalle imprese agricole in termini di ricerche di mercato, rapporti di collaborazione con altre imprese della filiera produttiva, creazione e valorizzazione di marchi aziendali, azioni promozionali, attività di incoming, ecc…
20/09/2013 - UNIVERSITA' IUAV DI VENEZIA - Stato: Pubblicata
Promozione di cambiamenti colturali in contesti territoriali specifici (URBAN-RURAL). Promuvere la differenziazione delle produzioni in base a specifiche situazioni del contesto territoriale (ad. es. produzioni no-food lungo le infrastrutture, prodotti alimentari freschi in prossimità delle aree urbanizzate, dislocazione degli allevamenti intensivi e delle serre, ecc.) in un disegno strategico di lungo termine.
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
Prevedere interventi per l'incremento del patrimonio di garanzia dei Confidi che operano in favore del comparto agricolo per facilitare l'accesso al credito. Prevedere forme di riconoscimento per OP o Cooperative che riescono a trasferire (attraverso specifici accordi) ai propri soci gli effetti positivi del loro potere contrattuale nei confronti del sistema bancario. Prevedere fondi da concedere alle OP per interventi nei confronti di aziende socie in difficoltà.
24/09/2013 - CONFCOOPERATIVE - Stato: Pubblicata
Per favorire una maggiore competitività è fondamentale ridurre concretamente il carico burocratico e vanno snellite le procedure, il cui appesantimento attuale comporta impiego di capitale umano dedicato e maggiori costi per le aziende. E' necessario semplificare e rendere maggiormente razionale il sistema amministrativo nel suo complesso. È importante inoltre disporre di un sistema creditizio rivolto alle aziende ed in particolare a quelle aggregate in grado di affiancare sinergicamente i fondi destinati alla ristrutturazione ed agli investimenti, per consentire alle imprese di raggiungere i propri obiettivi di sviluppo
24/09/2013 - FORUM GIOVANI IMPRENDITORI AGRICOLI - RAPPRESENTANTE SATTIN CHIARA - Stato: Pubblicata
Riteniamo fondamentale che nella nuova impostazione 2014-2020 si parli anche di Flessibilità. E' per noi strategico che agli investimenti progettati e finanziati con PSR si possano apportare delle modifiche, sia durante la realizzazione dei progetti sia anche dopo (nel caso si rendesse necessario cambiare la destinazione d'uso degli stessi), laddove queste scelte siano dettate dalla necessità dell'impresa di seguire le richieste di un mercato in continua evoluzione ed espansione, metamorfosi.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
E’, a nostro modo di vedere, la priorità più importante, tra quelle proposte della programmazione 2014 - 2020, anche se non quella esclusiva. Di fatto è il “motore” senza il quale le altre priorità sarebbero quasi ferme ai “blocchi di partenza”. L’imprenditore ha come obiettivo primario, pur se non esclusivo, quello di essere competitivo non solo nel mercato nazionale, ma anche e soprattutto in quello globale. La competitività è la capacità di fornire beni e servizi concorrenziali, non solo rimanendo sul mercato, ma anche migliorando la propria posizione nello stesso. Lo stato di fatto della nostra agricoltura evidenzia, ai fini dell’immissione nel mercato di beni e servizi, in sintesi, due posizioni: una prima nella quale l’imprenditore può confrontarsi direttamente col mercato offrendo beni (es. vino) e servizi (diversificazione) e una seconda, legata di fatto alla sola produzione primaria, nella quale non c’è il confronto diretto col mercato; in sostanza l’imprenditore produce beni (latte, carne e altro) che vengono ceduti al primo acquirente, il quale provvede alla immissione nel mercato, anche previa trasformazione. Siamo fermamente convinti che ambedue le situazioni vadano sostenute nella prossima programmazione, comunque nell’ambito e con il supporto anche delle altre priorità individuate dall’Unione Europea. Hanno avuto una ricaduta molto importante nel territorio le iniziative finanziate tramite i PIF, soprattutto in quanto hanno individuato un progetto specifico attuabile in un territorio delimitato, dando la possibilità a tutti gli attori del settore agricolo ( dal produttore al trasformatore e infine all’agroindustria) di realizzare interventi all’interno della propria impresa, ma con la finalità di raggiungere un obiettivo comune; riteniamo che tale modalità possa e debba, con eventuali modifiche ritenute necessarie dall’esperienza avuta, essere utilizzata ed implementata nella programmazione 2014/2020. Sono risultate senz’altro valide anche le opportunità legate al Primo Insediamento dei Giovani, anche se, nella prossima programmazione, si ritiene possano essere incluse, in un eventuale pacchetto, anche misure legate alla diversificazione.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
A riguardo della Proposta di fabbisogni dei Partner inoltrata da IUAV Venezia (“produzioni no-food lungo le infrastrutture, prodotti alimentari in prossimità aree urbanizzate, dislocazione degli allevamenti intensivi o delle serre”), ci si permette di evidenziare che la dislocazione degli allevamenti intensivi o delle serre in prossimità di centri urbani non è possibile sia per le norme sulle distanze sia per le problematiche di convivenza fra allevamenti ed urbanizzato note alla nostra categoria (in particolare odori per gli allevamenti, uso di fitofarmaci per serre).
24/09/2013 - FORUM GIOVANI IMPRENDITORI AGRICOLI - RAPPRESENTANTE SATTIN CHIARA - Stato: Pubblicata
RACCOMANDAZIONE 1: che tutto l'impianto sia redatto nell'ottica della semplificazione burocratica e della facilità di accesso.
24/09/2013 - FORUM GIOVANI IMPRENDITORI AGRICOLI - RAPPRESENTANTE SATTIN CHIARA - Stato: Pubblicata
RACCOMANDAZIONE 2: Che tutto l'impianto sia redatto con particolare attenzione all'evitare la dispersione di fondi agricoli in contesti diversi.