Fabbisogno 1:
Innovazione e integrazione delle metodologie formative.

Innovazione nelle metodologie formative e integrazione delle stesse all’interno del percorso formativo dell’imprenditore/lavoratore, integrando formazione e consulenza, riconoscendo secondo consolidate metodologie ogni altro momento anche informale di acquisizione di competenze. Per una formazione lunga e larga quanto la vita professionale.

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Prevedere formazione in aula con strumenti innovativi di docenza (coaching, laboratori pratici di simulazione, giochi di azione, ecc.) piuttosto che con strumenti informatici come l’e-learning per le difficoltà ancora diffuse nell’utilizzo del computer. Per garantire la nuova tipologia di azione formativa è necessario prevedere dei maggiori costi/ora. Un’offerta più qualificata ha costi più elevati per persone e mezzi da coinvolgere. Possibile prevedere anche livelli di partecipazione, base, avanzato, ecc., per riconoscere qualifiche a fine percorso e fidelizzare il corsista a un percorso formativo più approfondito.
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
opportuno prevedere percorsi formativi e di consulenza specifici per i singoli settori gestiti dalle OP che meglio conoscono le specificità.
23/09/2013 - COPAGRI REGIONALE VENETO - Stato: Pubblicata
Incentivare la formazione e la consulenza con interventi innovativi che riguardano la managerialità, il marketing, l’ITC e la diversificazione prevedendo la possibilità di agire per piccoli gruppi e con meno rigidità.

Fabbisogno 2:
Priorità alla formazione e consulenza per ITC, ambiente, managerialità, diversificazione.

Priorità alle azioni di formazione e di consulenza nel campo dell’ITC, dell’ambiente, della managerialità e delle competenze per una diversificazione di prodotti e servizi.

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P1.A-F.01, la consultazione svolta dai GAL montani ha identificato nello “stimolare l’innovazione e la base delle conoscenze nelle zone rurali” la focus area prevalente per le aree montane venete nell’ambito della Priorità 1 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 20). I risultati della consultazione hanno identificato la necessità di avere, tramite percorsi formativi (non obbligatori) attenti alle peculiari esigenze delle aree montane, un miglioramento delle competenze, specializzazione e qualificazione professionale in particolare per giovani e disoccupati . Si chiede pertanto di: 1. Creare percorsi formativi rispondenti alle reali esigenze dei territori montani anche in chiave innovativa (es. e-learning); 2. Sostenere direttamente l’azienda (titolare, collaboratori, dipendenti, addetti stagionali, coadiuvanti…) per la partecipazione a corsi di formazione scelti da loro in base alle proprie esigenze. 3. Garantire la presenza di persone qualificate in aree montane a prescindere dalle statistiche regionali complessive che determinano l’avviamento o meno di percorsi formativi.
19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P1.A-F.01 (focs area 1), la consultazione svolta dai GAL montani ha identificato nello “stimolare l’innovazione e la base delle conoscenze nelle zone rurali” la focus area prevalente per le aree montane venete nell’ambito della Priorità 1 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 20). I risultati della consultazione hanno identificato la necessità di avere, tramite percorsi formativi (non obbligatori) attenti alle peculiari esigenze delle aree montane, un miglioramento delle competenze, specializzazione e qualificazione professionale in particolare per giovani e disoccupati . Si chiede pertanto di: 1. Creare percorsi formativi rispondenti alle reali esigenze dei territori montani anche in chiave innovativa; 2. Sostenere direttamente l’azienda (titolare, collaboratori, dipendenti, addetti stagionali, coadiuvanti…) per la partecipazione a corsi di formazione scelti da loro in base alle proprie esigenze. 3. Garantire la presenza di persone qualificate in aree montane a prescindere dalle statistiche regionali complessive che determinano l’avviamento o meno di percorsi formativi.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Accompagnare l’imprenditore agricolo nella vendita, nella organizzazione, nella riorganizzazione, nella commercializzazione, nel diversificare quindi nel prendere scelte strategiche per il futuro dell’azienda. Non solo aspetti produttivi e ambientali ma anche nozioni per imparare a cogliere le sfide, positive e negative, nel mercato e competenze per diventare un vero manager della propria azienda.

Fabbisogno 3
Nuove competenze degli operatori del Sistema della Conoscenza

Disporre di professionalità nuove (temporary-manager, manager di rete, broker dell’innovazione, valutatori di progetto, ecc.) e aggiornare costantemente gli operatori attualmente operanti.

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Condivisione con gli attori del Mondo Agricolo delle modalità di selezione e di utilizzo degli operatori del sistema della conoscenza e costante monitoraggio dei risultati e del lavoro svolto.

Fabbisogno 4:
Differenziazione dell’offerta di servizi (formativi e consulenziali) per tipologie di utenti/obiettivi.

Di fronte alla diversità di profili imprenditoriali emerge la opportunità di differenziare obiettivi e interventi formativi e consulenziali al fine di migliorane l’efficacia. La differenziazione può avvenire per obiettivi, destinatari, metodologie e procedure di intervento. Una prima differenziazione può avvenire tra azioni di alta formazione e consulenza finalizzate alla professionalizzazione dell’imprenditore e della forza lavoro e azioni con standard mirati all’aggiornamento professionale e al rispetto delle norme cogenti.

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Non discriminare le azioni di alta formazione per finanziare l’aggiornamento professionale prevedendo così contributi bassi e monte orari non idonei a percorsi qualificanti.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
L’attività di consulenza all’azienda agricola e forestale deve necessariamente prevedere il rispetto della normativa vigente che identifica nel tecnico abilitato, ovvero colui che ha sostenuto un esame di stato ed è iscritto ad un ordine o collegio agrario, l’unico “consulente” che può svolgere detta attività. Per gli Agronomi e Forestali si cita: L 3/76 integrata con L 152/92 fondanti la professione, DPR 328/01 sulle attività professionali, Direttiva Qualifiche recepita da D.Lgs. 206/07, Direttiva Servizi recepita da D.Lgs. 59/10, DPR 137/12 che ribadisce cosa si intende per attività regolamentata. L’obbligo di formazione e di assicurazione garantiscono oltre alla terzietà del professionista adeguate garanzie per il “Cliente” sia del livello della prestazione professionale che della copertura in caso di sinistro.

Proposte di fabbisogni dai Partner

Fabbisogni fin qui pervenuti:

12/09/2013 - FEDERAZIONE REGIONALE COLTIVATORI DIRETTI - Stato: Pubblicata
L’importanza di valorizzare il capitale umano diviene sempre più rilevante man mano che aumentano le complessità dei sistemi e si espande la multifunzionalità di competenze richieste all’imprenditore. Si ritiene che il punto valga in particolare per i nuovi profili professionali a carattere commerciale e sociale. Proposte: 1. Proseguire con un’azione di sistema per la formazione all’accorciamento delle filiere, con particolare attenzione alla diffusione di un nuovo modello di distribuzione – agroalimentare e non – che trovi sempre maggiore protagonismo nel contatto diretto tra produttore e consumatore. 2. Settore per settore (coltivazioni ed allevamenti significativi in Veneto, relative trasformazioni), individuare filoni di innovazione tecnica, tecnologica e commerciale, e tarare la formazione in connessione con la ricerca (trasferimento e sperimentazione); 3. Creare un’azione di sistema per allineare le competenze gestionali e manageriali delle imprese, fissando uno standard e valutando, tramite test d’ingresso, livelli differenti di formazione per classi diverse d’impresa (base, avanzato, etc.); 4. Creare un’azione di sistema per la formazione interna ai servizi per le imprese, consentendo di accompagnare – per categorie di sviluppo – le aziende entro un modello di consulenza sempre più strutturato e personalizzato; 5. Attivare processi di formazione – strettamente connessi ad azioni di consulenza attiva – per favorire la conoscenza e l’accesso al credito, coinvolgendo le strutture del credito e banche. 6. Creare un’azione di sistema – eventualmente integrata con il FESR per gli investimenti – utile alla diffusione di una cultura d’uso delle ICT e per l’accesso ed uso di Internet, per superare il digital divide delle aree rurali rispetto alle aree urbane e per incrementare la competitività delle imprese del sistema primario territoriale; 7. Prevedere appositi spazi per l’organizzazione di visite d’istruzione e viaggi di studio utili a valorizzare il benchmark delle buone prassi tra esperienze condotte in altri territori e il Veneto, in particolare stimolando i giovani nella partecipazione attiva a momenti di scambio e confronto.
20/09/2013 - CISL SEGRETERIA REGIONALE - Stato: Pubblicata
In un contesto produttivo e lavorativo in costante e velocissima trasformazione sembra assolutamente fondamentale poter usufruire di tutti gli strumenti atti a fornire al lavoratore e all’imprenditore una formazione adeguata e continua. Prima ancora delle metodologie e dei contenuti formativi sembra essenziale che si possa sviluppare a livello regionale un complesso sistema di valutazione e osservazione delle dinamiche del mercato del lavoro agricolo. La proposta è dunque quella della realizzazione di un osservatorio del lavoro in agricoltura (la cui composizione potrebbe vedere la compresenza di diversi soggetti della ricerca sia pubblica che di diversa natura) che si occupi studiare l’evoluzione dei profili professionali e delle caratteristiche evolutive delle imprese del settore. Le misure del PSR potrebbero allora andare a rispondere in maniera più completa alle diverse esigenze formative tenendo conto anche di quanto segnalato dall’osservatorio.
20/09/2013 - CRA - CENTRO DI RICERCA PER LA VITICOLTURA - Stato: Pubblicata
Il CRA, con le proprie strutture operanti sul territorio veneto è in grado di attuare corsi di formazione sia teorici che pratici. Rimane, invece, più complicato dare un'assistenza capillare per le innovazioni proposte agli agricoltori, a causa della mancanza di personale di tale ente. Forme di collaborazione con Veneto Agricoltura o il bando di borse di studio per tecnici che lavorino a cavallo fra gli enti di ricerca e le imprese, sarebbero molto importanti per permettere l'effettivo completamento del trasferimento della conoscenza.
24/09/2013 - FORUM GIOVANI IMPRENDITORI AGRICOLI - RAPPRESENTANTE SATTIN CHIARA - Stato: Pubblicata
Riteniamo strategica l'attivazione di percorsi formativi riguardanti l'e-commerce, il networking, e il social networking perché si tratta di strumenti di crescita per l'imprenditore e per l'impresa. Un tale percorso, non può prescindere dal prevedere anche programmi volti a colmare il gap linguistico nei confronti dell'inglese, così come quelli che possono risolvere la parte di "digital divide" che ha a che fare con le competenze dell'imprenditore.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
L’aspetto che può apparire critico è il trasferimento delle conoscenze derivanti dai progetti di ricerca, innovazione e sviluppo, attuati grazie a interventi pubblici, a tutte le aziende operanti nei diversi settori, a prescindere dall’appartenenza delle stesse ai progetti finanziati. Pur essendo consapevoli che le 119.384 aziende operanti nel nostro territorio, con una SAU media di ha. 6,80 rappresentino una platea di destinatari di trasferimento di dati non indifferente, si ritiene tuttavia che la Regione debba individuare una modalità, codificandola, di trasferimento dei risultati di iniziative ( sia di filiera che di gruppo) finanziate dalla Regione stessa. Il tutto potendosi avvalere anche delle nuove tecnologie di informazione e comunicazione ( che vanno promosse e valorizzate ).