Fabbisogno 1:
Cooperazione e integrazione delle imprese per l’innovazione

Per colmare il gap di comunicazione tra impresa e ricerca, che ostacola l’incontro tra la domanda e l’offerta di innovazione, c’è bisogno di costruire un “ponte” in grado di colmare la lacuna tra i due mondi, che le forze di mercato, da sole, non sono in grado di assicurare. Non un ponte “qualsiasi”, innalzato con risorse pubbliche per ragioni burocratiche, bensì uno strumento utile, ben congegnato, in grado di essere percorso intensamente, in modo attivo, a lungo termine e con profitto, dagli attori del sistema innovativo regionale e in particolare dalle imprese. In particolare, occorrono forme organizzative adeguate per i diversi contesti socio-economici, con lo scopo di aumentare i processi di cooperazione, in grado di migliorare il sistema di opportunità e di incentivi e spingere le imprese a superare la logica individualistica e a operare in cooperazione con altre imprese, in una logica di gruppo, filiera o rete, al fine di rispondere in modo diversificato e flessibile alle molteplici esigenze delle imprese (innovazione come valorizzazione economica privatistica) e dei territori (commesse pubbliche di innovazione o public procurements).

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P1.A-F.01, Montagna Veneta 2020 ha identificato “stimolare l’innovazione e la base delle conoscenze nelle zone rurali” come la focus area prevalente per le aree montane venete nell’ambito della Priorità 1 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 20). I risultati della consultazione hanno identificato alcune situazioni marcate per la montagna veneta: sul territorio montano veneto, il numero di aziende si è fortemente dimensionato, subendo la perdita di circa 14,000 unità dal 2000 al 2010 (un calo del 52% circa), e cali di SAU più consistenti rispetto ad altre aree del Veneto (Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 2). Questo trend e' ancor più rilevante se si considera che le piccole imprese con meno di 3 ettari di superficie rappresentano il 57% delle imprese nelle aree montane (Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 5). Associati a trend di spopolamento, invecchiamento della popolazione e perdita di giovani qualificati dalle aree più periferiche, ed i punti di debolezza identificati al punto P1.A-F.01 che rilevano la lontananza dai centri di ricerca, ne risulta una tipologia d’azienda che spesse volte non è in grado di affrontare processi di innovazione. Anche i dati emersi dalla Valutazione intermedia dimostrano come la Misura 124 del PSR abbia coinvolto prevalentemente imprese di medie-grandi dimensioni, e nel 25% dei casi abbia visto la partecipazione di imprese con rapporti stabili con i centri di ricerca (Rapporto di analisi per la Priorità 1, pg. 8). Il fabbisogno qui proposto (costituzione di un “ponte) necessita di quanto puntualizzato per il P1.A – F01” ovvero un’ “Agenda di ricerca per la Montagna”, in grado di facilitare il collegamento tra ricercatori e imprese del territorio su progetti concreti, agendo come network/punto di incontro per l'ideazione, la partecipazione, e la creazione di reti di cooperazione che permettano la diffusione di progettualità da parte di imprese del territorio.
19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P1.A-F.01 (focus area 1), Montagna Veneta 2020 ha identificato “stimolare l’innovazione e la base delle conoscenze nelle zone rurali” come la focus area prevalente per le aree montane venete nell’ambito della Priorità 1 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 20). I risultati della consultazione hanno identificato alcune situazioni marcate per la montagna veneta: sul territorio montano veneto, il numero di aziende si è fortemente dimensionato, subendo la perdita di circa 14,000 unità dal 2000 al 2010 (un calo del 52% circa), e cali di SAU più consistenti rispetto ad altre aree del Veneto (Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 2). Questo trend e' ancor più rilevante se si considera che le piccole imprese con meno di 3 ettari di superficie rappresentano il 57% delle imprese nelle aree montane (Rapporto di analisi per la Priorità 2, pg. 5). Associati a trend di spopolamento, invecchiamento della popolazione e perdita di giovani qualificati dalle aree più periferiche, ed i punti di debolezza identificati al punto P1.A-F.01 che rilevano la lontananza dai centri di ricerca, ne risulta una tipologia d’azienda che spesse volte non è in grado di affrontare processi di innovazione. Anche i dati emersi dalla Valutazione intermedia dimostrano come la Misura 124 del PSR abbia coinvolto prevalentemente imprese di medie-grandi dimensioni, e nel 25% dei casi abbia visto la partecipazione di imprese con rapporti stabili con i centri di ricerca (Rapporto di analisi per la Priorità 1, pg. 8). Il fabbisogno qui proposto (costituzione di un “ponte) necessita di quanto puntualizzato per il P1.A – F01” ovvero un’ “Agenda di ricerca per la Montagna”, in grado di facilitare il collegamento tra ricercatori e imprese del territorio su progetti concreti, agendo come network/punto di incontro per l'ideazione, la partecipazione, e la creazione di reti di cooperazione che permettano la diffusione di progettualità da parte di imprese del territorio.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Concordiamo sul fatto che sia necessario colmare il “Gap” sopra citato. Formare per diffondere le opportunità e le modalità del cooperare e aggregarsi facendo emergere i nuovi strumenti flessibili (ad esempio le reti di impresa). Possibilmente creare consulenti esperti per l’accompagnamento, figure preparate che evitino gli effetti avuti dalla progettazione dei PIF. Prevedere la divulgazione dei risultati positivi o negativi delle diverse esperienze di aggregazione.
20/09/2013 - UNIVERSITA' IUAV DI VENEZIA - Stato: Pubblicata
Si propone di completare il terzo capoverso come segue "forme organizzative adeguate per i diversi contesti socioeconomici e territoriali". Nei contesti agrourbani e periurbani, per esempio, sarebbe opportuno avviare forme di cooperazione su base territoriale, tra agricoltori e abitanti di una specifica area agrourbana o periurbana al fine di migliorare la convivenza e aumentare i vantaggi reciproci dovuti alla prossimità tra aree coltivate e aree urbanizzate. Il parco agricolo è una delle possibili forme istituzionali che questa forma di cooperazione può assumere. Si veda anche il fabbisogno "Strategie di buona convivenza agrourbana" proposto nella priorità 1 e "Partnership urbano-rurali" proposto nella priorità 6.
23/09/2013 - COPAGRI REGIONALE VENETO - Stato: Pubblicata
I progetti di ricerca, sperimentazione e validazione devono essere concentrati, intervenire su aspetti strategici della nostra agricoltura, rispondere alle richieste delle imprese e della collettività, prevedere il trasferimento delle innovazioni (con uno stretto legame con la formazione e la consulenza) nelle aziende e sul “campo”.
24/09/2013 - CIA - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Fondamentale ed estremamente necessario favorire ed ampliare l'associazionismo forestale tra le diverse imprese boschive, finanziando e valorizzando figure tecniche necessarie anche a colmare il Gap di comunicazione tra impresa e ricerca. Anche per dare continuità alle precedenti misure del PSR.

Fabbisogno 2:
Incentivi mirati alla partecipazione ai progetti di cooperazione da parte delle imprese agricole

Per stimolare il comportamento innovativo c’è bisogno di incentivi coerenti con i propri obiettivi. L’agricoltore, preso individualmente, è incentivato a innovare dall’aspettativa di acquisire valore economico per la propria azienda, oltre che da gratificazioni di carattere sociale (reputazione, status e simili). L’ente pubblico finanziatore è interessato particolarmente ai benefici sociali dell’innovazione, cioè alle esternalità, che sono correlate alla diffusione della nuova conoscenza prodotta. Questa differenziazione di obiettivi è da considerare attentamente nel design delle misure per l’innovazione.

Osservazioni fin qui pervenute:

23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
il settore della zootecnia bovina da carne è caratterizzato elevata professionalità degli allevatori, costi di produzione elevati, produzioni di qualità non riconosciute dal mercato e necessita di interventi mirati e concentrati che consentano di sviluppare aggregazione, concentrazione di prodotto per potersi confrontare alla pari con le nuove tendenze di mercato. Riteniamo necessario incentivare le OP o le cooperative per uscire dall'attuale individualismo e frammentazione che a lungo andare fanno il gioco dei molti operatori che a vario titolo concorrono all'aumento dei costi e portano ad una generale disefficienza per il settore.

Fabbisogno 3:
Figure professionali di supporto al bridging the gap (broker dell’innovazione)

Il bisogno di un “ponte” da erigere tra impresa e ricerca non è soddisfatto solo dalle disponibilità finanziarie per il sostegno di progetti, ma anche – e soprattutto – dalla presenza sul mercato di “figure di supporto” ben preparate e adatte a colmare attivamente la suddetta lacuna. Tali figure, denominate “broker dell’innovazione”, possono operare in vari ambienti professionali, dagli studi autonomi ai centri aggregati, quali Centri Regionali, ILO Universitari, Distretti tecnologici, Associazioni di categoria, Centri di consulenza privati e simili, svolgendo una funzione diversa da quella che caratterizza, da una parte, l’imprenditore agricolo, e, dall’altra, dal ricercatore, e concentrarsi sul compito specifico di far incontrare la domanda con l’offerta di innovazione.

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Prevedere la selezione (su CV e capacità della persona) per tematiche, prodotti o filiere di soggetti con affermata professionalità e con notevoli doti relazionali che possano trasferire conoscenza e valutare trasversalmente le problematiche e le opportunità tra azienda e ricerca.
20/09/2013 - CRA - CENTRO DI RICERCA PER LA VITICOLTURA - Stato: Pubblicata
Le strutture di ricerca operanti sul territorio potrebbero essere stimolate a creare degli eventi mirati all'informazione di questi broker della conoscenza, tramite l'organizzazione di giornate dedicate ad argomenti specifici e dirette al trasferimento della conoscenza a questi utenti intermedi. Il supporto alla copertura delle spese logistiche e di spostamento e alla preparazione di materiale divulgativo potrebbe aiutare i ricercatori nel trasferimento della loro conoscenza ai brokers. Inoltre, si dovrebbero prendere direttamente accordi con gli Enti di ricerca perché questa attività di divulgazione compiuta dai ricercatori e diretta a questo step intermedio tra ricerca e impresa potesse essere conteggiata nell'autovalutazione dei ricercatori stessi, in maniera da incentivare questo trrasferimento, a tutt'oggi misconosciuto dalle amministrazioni centrali.
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
L’attività di consulenza all’azienda agricola e forestale deve necessariamente prevedere il rispetto della normativa vigente che identifica nel tecnico abilitato, ovvero colui che ha sostenuto un esame di stato ed è iscritto ad un ordine o collegio agrario, l’unico “broker” che può svolgere detta attività. Per gli Agronomi e Forestali si cita: L 3/76 integrata con L 152/92 fondanti la professione, DPR 328/01 sulle attività professionali, Direttiva Qualifiche recepita da D.Lgs. 206/07, Direttiva Servizi recepita da D.Lgs. 59/10, DPR 137/12 che ribadisce cosa si intende per attività regolamentata. L’obbligo di formazione e di assicurazione garantiscono oltre alla terzietà del professionista adeguate garanzie per il “Cliente” sia del livello della prestazione professionale che della copertura in caso di sinistro.

Fabbisogno 4:
Finalizzazione degli interventi, efficacia nel ritorno degli investimenti in formazione e consulenza. Rigore nella progettazione e nella valutazione.

Al fine di conseguire la valorizzazione economica, che è l’obiettivo finale del potenziamento dei nessi tra impresa e ricerca, emerge il bisogno che i progetti siano elaborati, valutati, selezionati e monitorati in modo estremamente attento. Solo in questo modo si può garantire il raggiungimento dell’obiettivo di creare un reale processo di innovazione, che fornisca un significativo reale valore aggiunto per i reali beneficiari (le imprese e i territori). Per ottenere tale risultato, c’è bisogno, da una parte, di attivare efficaci incentivi all’innovazione per i vari attori implicati e, dall’altra, di minimizzare i comportamenti opportunistici (o comunque non in linea con le finalità ultime delle misure). Il design delle misure deve essere quindi svolto con una grande cura, soprattutto riguardo alle fasi di redazione e di valutazione dei progetti, ponendo attenzione ai diversi aspetti procedurali (modulistiche, parametri, supporti informativi, linee guida di valutazione, ecc.).

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P1.A-F.01, la consultazione svolta dai GAL montani ha identificato alcune situazioni marcate per la montagna veneta quali la possibilità di avere un maggiore impatto nella finalizzazione degli interventi attraverso un approccio multi fondo, e di sopperire alla divisione (così marcata nell’analisi della Priorità 1) tra settore primario e tutti i settori produttivi su cui si basa lo sviluppo rurale (vedasi Fabbisogno proposto al punto P1.A). Si chiede quindi che: 1) Il design delle misure tenga conto delle esigenze sopra espresse al fine di supportare l'innovazione di processo, intesa anche come logica di cooperazione infra-settoriale e multi-fondo necessaria nelle aree più periferiche. 2) il design delle misure tenga conto di una elaborazione, valutazione, selezione e monitoraggio attento, ma anche competente e aperto alla possibilità di adattare il processo una volta avviato, in modo da poter includere nuovi elementi, e cambiamenti naturali in un contesto di cooperazione e apprendimento in comune (es. adaptive learning). In particolare, si ridimensionerebbero quelli che sono definiti nello stesso fabbisogno “i comportamenti opportunistici” se il metodo di presentazione, ed il grado di complessità procedurale necessario per accedere alle Misure/Azioni, oltre la documentazione tecnica e autorizzazioni fossero semplificati e non dovessero necessariamente richiedere il ricorso a consulenti, ma potessero invece fare riferimento al metodo bottom-up caratteristico dell'approccio Leader.
19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Data la premessa al punto P1.A-F.01 (focus area 1), la consultazione svolta dai GAL montani hanno identificato alcune situazioni marcate per la montagna veneta quali la possibilità di avere un maggiore impatto nella finalizzazione degli interventi attraverso un approccio multi fondo, e di sopperire alla divisione (così marcata nell’analisi della Priorità 1) tra settore primario e tutti i settori produttivi su cui si basa lo sviluppo rurale (vedasi Fabbisogno proposto per la focus area 1). Si chiede quindi che: 1) Il design delle misure tenga conto delle esigenze sopra espresse al fine di supportare l'innovazione di processo, intesa anche come logica di cooperazione infra-settoriale e multi-fondo necessaria nelle aree più periferiche. 2) il design delle misure tenga conto di una elaborazione, valutazione, selezione e monitoraggio attento, ma anche competente e aperto alla possibilità di adattare il processo una volta avviato, in modo da poter includere nuovi elementi, e cambiamenti naturali in un contesto di cooperazione e apprendimento in comune (es. adaptive learning). In particolare, si ridimensionerebbero quelli che sono definiti nello stesso fabbisogno “i comportamenti opportunistici” se il metodo di presentazione, ed il grado di complessità procedurale necessario per accedere alle Misure/Azioni, oltre la documentazione tecnica e autorizzazioni fossero semplificati e non dovessero necessariamente richiedere il ricorso a consulenti, ma potessero invece fare riferimento al metodo bottom-up caratteristico dell'approccio Leader.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Creare dei percorsi formativi nuovi e coerenti con gli obblighi e con gli obiettivi che lo sviluppo rurale intende perseguire. Non le solite tematiche. A tal fine si auspica la costituzione di gruppi di valutazione competenti che monitorino la formazione proposta, quella erogata e in erogazione per evitare ripetizioni, sprechi di risorse e garantire un offerta capillare e diversificata. Maggiore flessibilità nelle modalità di erogazione dell’offerta formativa (meno vincoli sui monti ore minimi, sul numero di partecipanti, sulla tipologia di partecipanti, ecc). Prevedere degli efficaci incentivi alla innovazione rivolti a diversi attori ed eliminare gli interessi privati.
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
La migliore formazione e crescita professionale è quella che si ottiene all'interno dell'Azienda se adeguatamente indirizzata e sostenuta. si propone di dare adeguati mezzi e risorse alle aziende più grandi e strutturate perché formino dei manager agroalimentari (coinvolgendo anche Università, Enti e aziende estere) capaci di trasferire poi benefici non solo alle aziende ma anche all'intero comparto.

Fabbisogno 5:
Sostegno nelle anticipazioni finanziarie

Le aziende proponenti progetti di innovazione, che devono affrontare spese di rilievo per l’avvio dei progetti, hanno bisogno di essere supportate con congrue anticipazioni, al fine di rendere finanziariamente sostenibile il percorso innovativo.

Osservazioni fin qui pervenute:

23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
Vanno bene le anticipazioni ma è opportuno dare priorità a chi dispone di mezzi finanziari e organizzativi adeguati in quanto garanzia di buona gestione dei progetti.
24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Il sostegno conomico deve essere erogato attraverso congrue anticipazioni ed erogazioni dei fondi in tempi brevi
24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Il sostegno economico deve essere reogato attraverso congrue anticipazioni ed erogazioni dei fondi in tempi brevi

Fabbisogno 6:
Semplificazione burocratica e sostegno nella rendicontazione

Le aziende che propongono i progetti di innovazione, che devono affrontare adempimenti burocratico-amministrativi di crescente complessità, se confrontati con le usuali routine organizzative, hanno bisogno di essere aiutate con procedure amministrative semplificate e consulenza ad hoc, al fine di rendere sostenibile la gestione del percorso innovativo.

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Si richiama il commento al punto P1.B-F.04.
20/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Si richiama il commento al punto P1.B-F.04.
24/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Si concorda
24/09/2013 - FEDERAZIONE DEGLI ORDINI PROVINCIALI DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Il tecnico abilitato, ovvero colui che ha sostenuto un esame di stato ed è iscritto ad un ordine o collegio agrario, risponde civilmente e penalmente di ciò che attesta ed è il vero motore della semplificazione: sia in fase di verifica di requisiti (Iap, sulla edificabilità, sulla proprietà, ecc.) sia in fase di progettazione (rispondenza a norme urbanistiche per esempio) sia in fase di collaudo gli Agronomi e Forestali possono contribuire in modo drastico alla semplificazione burocratica. L’obbligo di formazione e di assicurazione garantiscono oltre alla terzietà del professionista anche adeguate garanzie per il “Cliente” sia del livello della prestazione professionale che della copertura in caso di sinistro.

Proposte di fabbisogni dai Partner

Fabbisogni fin qui pervenuti:

12/09/2013 - FEDERAZIONE REGIONALE COLTIVATORI DIRETTI - Stato: Pubblicata
La ricerca – che va necessariamente coniugata con l’innovazione – deve essere replicabile a livello aziendale. La priorità si ritiene “media” non per l’importanza del punto specifico – che si valuta strategico – ma per le responsabilità di sviluppo connesse all’esercizio del solo PSR; il tema potrà acquisire priorità “alta” nel caso in cui (cosa ad oggi non ancora conosciuta) dovessero strutturarsi nell’indirizzo comunitario, nel 2014-2020 una serie di azioni multifondo integranti competenze ed obiettivi del FSE, del FEASR e del PSR. Proposte: 1. Nella prospettiva di Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, valorizzare la relazione tra ricerca e applicazione/sperimentazione, con l’obiettivo di rispondere agli standard operativi, così da rendere efficace la ricaduta dell’innovazione sulle imprese; 2. Collaborare all’individuazione di ambiti di ricerca capaci di impattare in forma reciprocamente utile sulle imprese (assetti e profitti) e sulla società civile; 3. Concentrare l’interesse su assi di ricerca autenticamente strategici, agendo sulle leve dell’intelligenza locale, ma “costringendo” i soggetti a relazionarsi perlomeno a livello UE, soprattutto in logica di strategie/progetti multifondo; 4. Prevedere agganci diretti tra la ricerca e la sua ricaduta, sollecitando con adeguate premialità azioni di formazione collettiva ed individuale, accanto ad azioni di consulenza, per integrare i risultati della ricerca nel repertorio delle buone prassi aziendali.
20/09/2013 - CISL SEGRETERIA REGIONALE - Stato: Pubblicata
In un contesto europeo dove l’accento è stato sempre posto sui diritti dei lavoratori e dei cittadini (il 2013 è appunto l’anno europeo dei cittadini) vi è l’assoluta necessità che anche le misure e i finanziamenti del PSR tengano in considerazione e possano valorizzare il lavoro dipendente (in particolare per quelle aree dell’agroalimentare e dell’ambiente dove il lavoro dipendente è particolarmente diffuso e dunque assolutamente centrale per i processi produttivi e di sviluppo). Prendendo allora spunto da quanto correttamente si evidenzia nell’Area 2 (Agricoltura-Innovazione) in particolare per i fabbisogni 4 “Finalizzazione degli interventi, efficacia nel ritorno degli investimenti in formazione e consulenza. Rigore nella progettazione e nella valutazione” e 6 “Semplificazione burocratica e sostegno nella rendicontazione” si propone per la priorità in oggetto, ma in definitiva per l’intero sistema regolamentare del PSR , l’adozione di criteri di condizionalità (o premialità) che a monte permettano la verifica (con una qualche forma di certificazione) di alcune caratteristiche delle imprese e dei soggetti che accedono ai bandi e ai finanziamenti. A tutela e per la valorizzazione del lavoro le aree che andrebbero messe sotto osservazione (e certificate) risultano in estrema sintesi tre: 1. Rispetto ed applicazione delle norme contrattuali con particolare riferimento ai contratti di lavoro nazionali e territoriali; 2. Rispetto e applicazione delle norme di salute e sicurezza sul lavoro (elaborazione, per esempio del DVR, ossia del documento di valutazione dei rischi); 3. Rispetto e valorizzazione di tutti gli aspetti legati alla bilateralità, ambito nel quale efficacemente si armonizzano esigenze dei lavoratori e delle aziende. Le esigenze che i progetti vengano attentamente monitorati e controllati e che si riducano al minimo comportamenti opportunistici (fabbisogno 4) potranno essere realizzate ponendo attenzione non solo al progetto in sé ma anche ai soggetti che si propongono di realizzarli. Tali soggetti dovranno quindi essere seguiti e coadiuvati senza in questo far aumentare la complessità burocratica e anzi semplificando le procedure e sostenendo i soggetti nelle delicate fasi della rendicontazione (fabbisogno 6). La proposta di attuare forme di controllo e certificazione delle imprese sulle citate aree contrattuali, della salute e delle sicurezza e della bilateralità, non andranno ad aumentare le incombenze burocratiche delle aziende e tanto meno del soggetto pubblico regionale. Le informazioni richieste potrebbero essere infatti fornite con procedimenti standardizzati e in forma telematica dagli stessi enti bilaterali che in gran parte possiedono le informazioni necessarie.
20/09/2013 - UNIVERSITA' IUAV DI VENEZIA - Stato: Pubblicata
"Innovazione architettonica in campo agricolo". Come si investe sull'innovazone tecnologica, così è importante investire sull'innovazione e la sperimentazione architettonica, che può essere determinante ai fini dell'aumento del risparmio energetico, dello stoccaggio della CO2, della riduzione dei costi di costruzione e di esercizio, del miglioramento del benessere animale, della sicurezza dei lavoratori, dell'inserimento paesaggistico delle strutture agricole, ecc. Vanno sostenuti sia gli studi e le ricerche che i percorsi innovativi promossi in questa direzione dalle aziende agricole.
20/09/2013 - CRA - CENTRO DI RICERCA PER LA VITICOLTURA - Stato: Pubblicata
Gli enti di ricerca dovrebbero non solo potere riversare sulle imprese agricole le innovazioni da essi prodotti in proprio, ma essere stimolati a produrne di mirati. Questo vorrebbe dire che non solo le figure dei broker della conoscenza dovrebbero trasferire dagli enti di ricerca le innovazioni alle imprese, ma anche riportare agli enti di ricerca i fabbisogni raccolti sul campo, in maniera che i ricercatori siano stimolati a produrre ciò di cui si sente maggiormente bisogno da parte delle imprese. Sarebbe d'altronde cruciale che le imprese associate o i fondi pubblici per la ricerca potessero essere convogliati laddove nascono questi fabbisogni condivisi da più operatori agricoli.