Fabbisogno 1:
Coordinamento e governance degli attori del Sistema Regionale dell’Innovazione Agricola

Il perseguire un obiettivo di stimolo e aumento dell’innovazione e della conoscenza nelle zone rurali richiede l’interazione tra tutti gli attori che agiscono, a livello regionale, nel “Sistema regionale di conoscenza e innovazione in agricoltura” attraverso sistemi di consultazione e governance interno al sistema. Va favorito il protagonismo dei singoli attori e la loro disponibilità ad azioni comuni. Si tratta di creare le condizioni di collaborazione tra i vari attori per realizzare a livello regionale il "Partenariato Europeo in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura" (PEI), che costituisce una delle novità fondamentali della nuova politica di sviluppo rurale per il 2014-2020. Una collaborazione che deve agire sia tra soggetti omologhi (tra enti di formazione, tra enti di consulenza) sia tra questi e gli altri soggetti del Sistema della Conoscenza (enti ricerca, pubblica amministrazione) e il sistema produttivo veneto.

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Il Quadro Strategico Comune fornisce una direzione strategica chiara per il coordinamento settoriale e territoriale (art.10) identificando le strategie di sviluppo locale e l’approccio partecipativo come la base per una programmazione coordinata e integrata dei fondi strutturali europei al fine di promuovere la coesione territoriale (CE COM(2011)615 del 14/03/2012, para. 21, pag.8). I Gruppi di Azione Locale (GAL) delle aree montane venete, assieme all’UNCEM Veneto, hanno colto questa sfida avviando nel 2012 una consultazione partenariale. Il risultato di tale processo partecipativo è stato il Patto “Montagna Veneta 2020”, un Protocollo di Intesa dove sono state identificate le priorità di investimento del territorio, a valere su tutti e tre i fondi strutturali (FESR, FEASR, FSE) ed è stato proposto l’inserimento nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, di un “Sottoprogramma tematico per le zone montane”. L’attività di animazione e consultazione, promossa da ogni GAL montano nel proprio territorio, e conclusasi ad agosto 2013, ha declinato le priorità indicate nel Patto in fabbisogni concreti, con il coinvolgimento attivo di 185 partner del territorio montano attraverso interviste semi strutturate, incontri individuali, questionari on-line, e focus group. Montagna Veneta 2020 ha identificato “stimolare l’innovazione e la base delle conoscenze nelle zone rurali” come la focus area prevalente per le aree montane venete nell’ambito della Priorità 1 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 20). I risultati della consultazione hanno identificato due situazioni marcate per la montagna veneta: (1) il crescente divario tra le richieste di mercato per l'innovazione e la capacità delle imprese di accedere, recepire, e riutilizzare innovazione, con la progressiva perdita di competitività dal territorio; (2) la necessità di incentivare interventi che rispondano alle esigenze delle imprese nuove ma anche esistenti che innovano a livello di prodotto e di processo. I due punti sono collegabili alla lontananza dai centri di ricerca principali che sono causa dell’allontanamento di giovani cervelli dal territorio rurale e montano, al limitato supporto per lo sviluppo di nuove imprese improntate su modelli innovativi, ma anche alla difficoltà di coniugare esigenze delle imprese con quella dei lavoratori qualificati (ed il rientro di questi sul territorio). Si ritiene pertanto di sostenere un' “Agenda di ricerca per la Montagna” all'interno di un “Partenariato Europeo in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura” (Rapporto di analisi per la Priorità 1, pg. 17) che (1) faciliti il confronto e la cooperazione tra i diversi attori locali, regionali ed extra-regionali sulle opportunità di innovazione, anche sociale e di processo, del territorio montano; (2) che aiuti ad aumentare il legame tra imprese e centri di ricerca e sostenga le nuove imprese innovative; e (3) che rafforzi relazioni inter-pmi, intra-pmi per orientare, identificare e implementare interventi innovativi sensibili al contesto del territorio. L’agenda avrebbe come propria mission quella di avvicinare gli obiettivi della ricerca con le esigenze delle imprese e del territorio montano complessivamente considerato, senza limitare questi al solo settore agricolo ma a tutti i settori produttivi su cui si basa lo sviluppo rurale (vedasi il nuovo fabbisogno proposto per la Focus Area P1.a).
19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Il Quadro Strategico Comune fornisce una direzione strategica chiara per il coordinamento settoriale e territoriale (art.10) identificando le strategie di sviluppo locale e l’approccio partecipativo come la base per una programmazione coordinata e integrata dei fondi strutturali europei al fine di promuovere la coesione territoriale (CE COM(2011)615 del 14/03/2012, para. 21, pag.8). I Gruppi di Azione Locale (GAL) delle aree montane venete, assieme all’UNCEM Veneto, hanno colto questa sfida avviando nel 2012 una consultazione partenariale. Il risultato di tale processo partecipativo è stato il Patto “Montagna Veneta 2020”, un Protocollo di Intesa dove sono state identificate le priorità di investimento del territorio, a valere su tutti e tre i fondi strutturali (FESR, FEASR, FSE) ed è stato proposto l’inserimento nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, di un “Sottoprogramma tematico per le zone montane”. L’attività di animazione e consultazione, promossa da ogni GAL montano nel proprio territorio, e conclusasi ad agosto 2013, ha declinato le priorità indicate nel Patto in fabbisogni concreti, con il coinvolgimento attivo di 185 partner del territorio montano attraverso interviste semi strutturate, incontri individuali, questionari on-line, e focus group. Montagna Veneta 2020 ha identificato “stimolare l’innovazione e la base delle conoscenze nelle zone rurali” come la focus area prevalente per le aree montane venete nell’ambito della Priorità 1 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 20). I risultati della consultazione hanno identificato due situazioni marcate per la montagna veneta: (1) il crescente divario tra le richieste di mercato per l'innovazione e la capacità delle imprese di accedere, recepire, e riutilizzare innovazione, con la progressiva perdita di competitività dal territorio; (2) la necessità di incentivare interventi che rispondano alle esigenze delle imprese nuove ma anche esistenti che innovano a livello di prodotto e di processo. I due punti sono collegabili alla lontananza dai centri di ricerca principali che sono causa dell’allontanamento di giovani cervelli dal territorio rurale e montano, al limitato supporto per lo sviluppo di nuove imprese improntate su modelli innovativi, ma anche alla difficoltà di coniugare esigenze delle imprese con quella dei lavoratori qualificati (ed il rientro di questi sul territorio). Si ritiene pertanto di sostenere un' “Agenda di ricerca per la Montagna” all'interno di un “Partenariato Europeo in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura” (Rapporto di analisi per la Priorità 1, pg. 17) che (1) faciliti il confronto e la cooperazione tra i diversi attori locali, regionali ed extra-regionali sulle opportunità di innovazione, anche sociale e di processo, del territorio montano; (2) che aiuti ad aumentare il legame tra imprese e centri di ricerca e sostenga le nuove imprese innovative; e (3) che rafforzi relazioni inter-pmi, intra-pmi per orientare, identificare e implementare interventi innovativi sensibili al contesto del territorio. L’agenda avrebbe come propria mission quella di avvicinare gli obiettivi della ricerca con le esigenze delle imprese e del territorio montano complessivamente considerato, senza limitare questi al solo settore agricolo ma a tutti i settori produttivi su cui si basa lo sviluppo rurale (vedasi il nuovo fabbisogno proposto per la Focus Area P1.a).
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Fondamentale istituire dei tavoli di lavoro operativi con i vari attori del territorio ove condividere le reali esigenze del territorio e delle imprese agricole a cui dare risposte con azioni concrete; non “tavoli proforma”, prevedendo un elenco degli argomenti/tematiche/filiere ed attribuire delle priorità.
20/09/2013 - GAL - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI PIANURA - Stato: Pubblicata
Considerato il Fabbisogno espresso appare importante prevedere il coinvolgimento dei Gruppi di Azione Locale del Veneto in qualità di “antenne” dei territori rurali, anche per garantire una più efficace ricaduta a livello locale delle attività proposte.
20/09/2013 - CRA - CENTRO DI RICERCA PER LA VITICOLTURA - Stato: Pubblicata
Specialmente per gli imprenditori agricoli operanti sul territorio veneto che volessero introdurre nuove attività agricole, di forte valore innovativo, non ancora presenti o solo sporadicamente presenti, si potrebbe pensare a sostenere la loro associazione volontaria tramite incentivi miranti a sostenere le spese vive per la loro prima collaborazione (sostegno alle spese telefoniche e di segreteria) per un periodo transitorio, allo scopo di fornire alle istituzioni pubbliche un soggetto unico ed organizzato per il trasferimento dell'innovazione ed avere una mappa di queste nuove iniziative, da monitorare nel tempo.
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
Innovazione e conoscenza rappresentano il fulcro dello sviluppo economico e la loro crescita può trovare valido supporto in un rapporto diretto tra mondo della produzione (meglio se rappresentato da grandi imprese strutturate) e sistema universitario e centri di ricerca. E' importante che la ricerca e l'innovazione rispondano alle esigenze del mercato e della produzione cercando di anticipare i tempi piuttosto che rincorrere scelte di altri.
23/09/2013 - COPAGRI REGIONALE VENETO - Stato: Pubblicata
Incentivare il coordinamento, l’integrazione e la fusione tra enti di formazione e di consulenza al fine di favorire la messa a disposizione di ampi cataloghi formativi, informativi e di consulenza sul territorio. Intervento indispensabile per rispondere con maggiore flessibilità alle diversificate richieste di acquisizione delle competenze e di innovazione, evitando nel contempo costose duplicazioni sui territori.
24/09/2013 - UNIVERSITA' IUAV DI VENEZIA - Stato: Pubblicata
Si suggerisce che la rete di attori richiamata nel fabbisogno in vista della realizzazione a livello regionale del "Partenariato Europeo in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura" (PEI) non si limiti ai soggetti presenti sul territorio veneto, ma includa soggetti delle regioni limitrofe, per mettere a disposizione delle aziende agricole venete elementi di innovazione maturati in altri contesti su temi specifici; ad esempio gli agricoltori di montagna potrebbero beneficiare di ricerche tecnologiche, tecnico-colturali e zootecniche specifiche per la montagna condotte fuori regione. Si richiama, in un contesto di cambiamento climatico e di crisi alimentare globale, l'importanza di investire in "ricerca agraria specifica sull'agricoltura di montagna", nella direzione indicata dal Protocollo della Convenzione delle Alpi "agricoltura di montagna", ratificato dallo Stato Italiano il 5 maggio 2012.

Fabbisogno 2:
Potenziare l’offerta di conoscenza e di innovazione regionale

Il sistema produttivo agricolo e forestale regionale necessita di soluzioni tecnologiche adeguate alla articolazione settoriale, alle condizioni locali, al posizionamento della produzione sui mercati locali e internazionali. E’ quindi opportuno incentivare l’offerta tecnologica adeguata al contesto produttivo regionale e attuarne il trasferimento alle attività produttive (attraverso anche l’azione dei broker dell’innovazione). Il trasferimento e gli effetti sulla maggiore competitività delle unità produttive saranno uno stimolo alla ulteriore domanda di maggiore conoscenza. In questo ambito vanno anche sviluppate e intensificate le relazioni, ad oggi frammentate, tra gli enti di ricerca e l’Università (vedi focus area 2).

Osservazioni fin qui pervenute:

19/09/2013 - CONFCOOPERATIVE - Stato: Pubblicata
Sarà fondamentale nella prossima programmazione avere a disposizione strumenti adeguati per lo sviluppo e l’innovazione di prodotto e di processo che possano rendere maggiormente competitive le imprese aggregate nei mercati. Saranno inoltre necessari strumenti per favorire l'innovazione della parte organizzativa dell'azienda, allo scopo di conseguire nel tempo significative economie gestionali. Va rilevato che la capacità di investire in innovazione è strettamente legata alle dimensioni economiche delle aziende e per tale motivo una necessità sarà quella di concentrare gli sforzi sulle aziende competitive, capaci di confrontarsi nel libero mercato.
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Creare dei percorsi formativi nuovi e coerenti con gli obblighi e con gli obiettivi che lo sviluppo rurale intende perseguire. Non le solite tematiche. A tal fine si auspica la costituzione di gruppi di valutazione competenti che monitorino la formazione proposta, quella erogata e in erogazione per evitare ripetizioni, sprechi di risorse e garantire un offerta capillare e diversificata. Maggiore flessibilità nelle modalità di erogazione dell’offerta formativa (con possibilità di formazione interna per aziende, meno vincoli sui monti ore minimi, sul numero di partecipanti, sulla tipologia di partecipanti, ecc.). Prevedere maggiore dialogo tra le Università, Enti di Ricerca e aziende prevedendo stage, tirocini, visite aziendali, relazioni delle università in occasione dei corsi formativi. Vedi, per broker innovazione, nostra osservazione (F.A. 2 fabbisogno 3)
20/09/2013 - GAL - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI PIANURA - Stato: Pubblicata
Come espresso precedentemente i GAL sono in grado di contribuire in modo efficace all’azione di trasferimento degli effetti di una maggiore competitività delle unità produttive, cogliendo inoltre la domanda di "maggiore conoscenza" che sempre più giungerà da parte delle imprese agricole.
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
Il trasferimento della conoscenza e dell'innovazione tecnologica alle aziende potrà essere adeguatamente svolto anche dalle Cooperative e dalle Organizzazioni dei produttori che conoscono profondamente lo specifico settore e intrattengono rapporti economici con i produttori.
24/09/2013 - CIA - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Saranno necessari nuovi strumenti anche con soluzioni tecnologiche al fine di valorizzare l'assortimento dei prodotti legnosi locali valorizzandoli sia a livello nazionale che europeo.

Fabbisogno 3:
Sviluppare infrastrutture, strutture e applicazioni moderne

La velocità dello scambio di informazioni, la diffusione di notizie e aggiornamenti in tempi rapidi alle attività produttive, sia su temi generali che su temi specifici, sono oggi un ingrediente fondamentale della conoscenza. La velocità delle informazioni condiziona la velocità dell’adozione e del trasferimento delle tecnologie. Le stesse reti possono essere utilizzate per informazioni su opportunità commerciali (fiere, comunicazione per nuovi segmenti di domanda) e per consolidare la visibilità e reputazione a livello internazionale (siti Web, social network), nonché per fornire servizi, consulenza e assistenza tecnica in modo distribuito.

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
La ricerca necessita di anni per ottenere dei risultati e una volta ottenuti non sempre sono resi utilizzabili nelle aziende. La ricerca dovrebbe essere avviata con maggiore cooperazione con le aziende e direttamente nelle aziende anche di piccole e medie dimensioni, non solo nelle grandi realtà, trovando poi le modalità per diffondere i risultati in modo capillare. I risultati comunicati dovranno essere sempre validati e certi con un coordinamento centralizzato.
20/09/2013 - GAL - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI PIANURA - Stato: Pubblicata
Gli interventi per questo Fabbisogno potranno garantire maggiori ricadute a livello locale se sviluppati attraverso un reale approccio multifondo, a fronte di una maggiore disponibilità di finanziamento garantita dal Fondo FESR (essendo questo uno dei quattro obiettivi su cui dovrà essere concentrato l’80% delle risorse messe a disposizione da quest’ultimo).
23/09/2013 - AZOVE - RAPPRESENTANTE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI AGRICOLI - CARNE - Stato: Pubblicata
fermo restando il ruolo dei centri istituzionali si ritiene che la diffusione dell'innovazione possa essere adeguatamente effettuata da OP e cooperative in una logica di approccio al mercato di lungo periodo. positivo potrebbe essere anche uno scambio di conoscenze su temi trasversali tra diversi soggetti.

Fabbisogno 4:
Stimolo all’ingresso dei giovani e all’imprenditorialità giovanile

Una spinta fondamentale per l’intensificazione della conoscenza e dell’innovazione può derivare dall’inserimento nel settore agricolo e forestale di nuovi soggetti, preferibilmente giovani. L’entrata dei giovani dovrebbe anche favorire un aumento della imprenditorialità, con una specifica vocazione all’innovazione. I nuovi soggetti dovrebbero svolgere un ruolo di “contaminazione”, contribuendo ad elevare il livello generale di conoscenza e innovazione di chi già opera nel settore. L’inserimento dei giovani accrescerebbe il valore dell’intero sistema, se avvenisse non solo nelle imprese agricole, ma anche nelle imprese della filiera e negli enti di ricerca.

Osservazioni fin qui pervenute:

20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Non un semplice corso IAP ma corsi che migliorino la persona, le sue conoscenze, le sue competenze e capacità lungo tutta la durata della vita professionale. Affrontare tematiche alternative e nuove per il mondo agricolo sulla comunicazione, il marketing, l’economia prevedendo anche riconoscimenti per nuove figure professionali che diano la possibilità di avviare attività parallele a quella classica agricola (operatore sociale, assaggiatore, ecc.).
20/09/2013 - CRA - CENTRO DI RICERCA PER LA VITICOLTURA - Stato: Pubblicata
Il sostegno all'entrata di giovani negli enti di ricerca potrebbe essere facilitato dall'istituzione da parte della Regione di borse di studio o dottorati di ricerca da fruire in quegli enti di ricerca che propongono un progetto legato all'innovazione nelle aziende agricole.

Proposte di fabbisogni dai Partner

Fabbisogni fin qui pervenuti:

12/09/2013 - FEDERAZIONE REGIONALE COLTIVATORI DIRETTI - Stato: Pubblicata
La leva dell’innovazione e della conoscenza va declinata sia nei miglioramenti di prodotto e di processo, sia rispetto alla capacità di appropriarsi del valore aggiunto a valle della produzione primaria. L’indicazione di priorità media corrisponde non all’importanza del tema in sé, quanto del ruolo del PSR nel governo delle soluzioni. Proposte modalità: 1. Implementare un’azione di sistema per l’informazione e la formazione professionale, capace di saldarsi al sistema scolastico a monte e a valle delle professioni allargate del sistema primario; 2. Attivare esperienze di formazione e crescita integrata di territorio (consulenza funzionale allo sviluppo locale, coinvolgendo imprese provenienti da settori diversi in progetti ove la costruzione delle competenze sottenda la realizzazione di progetti di autentica intereconomia); 3. Strutturare una relazione scuola – impresa che abitui all’idea della rete e che valorizzi la territorialità specie negli Istituti Superiori e presso le Fondazioni ITS; 4. Attivare un progetto complesso di diffusione ICT, integrato con un’azione di supporto (es. forum on–line presidiato) che – unitamente alla creazione di linguaggi condivisi – consenta di attrezzare le imprese ad un più largo uso del PC e del web, recuperando il gap con altri settori/sistemi (con particolare attenzione alle attività di vendita on-line e di promozione agrituristica e del turismo rurale).
19/09/2013 - GAL ALTO BELLUNESE - RAPPRESENTANTE DEI GAL DI MONTAGNA - - Stato: Pubblicata
Il Quadro Strategico Comune fornisce una direzione strategica chiara per il coordinamento settoriale e territoriale della programmazione, identificando le strategie di sviluppo locale e l’approccio partecipativo come la base per una programmazione coordinata e integrata dei fondi strutturali europei al fine di promuovere la coesione territoriale (CE COM(2011)615 del 14/03/2012, para. 21, pag. 8; art.10). I Gruppi di Azione Locale delle aree montane venete, assieme all’UNCEM Veneto, hanno colto questa sfida avviando nel 2012 una consultazione partenariale. Il risultato di tale processo partecipativo è stato il Patto “Montagna Veneta 2020”, un Protocollo di Intesa dove sono state identificate le priorità di investimento del territorio, a valere su tutti e tre i fondi strutturali (FESR, FEASR, FSE) ed è stato proposto l’inserimento nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, di un “Sottoprogramma tematico per le zone montane”. L’attività di animazione e consultazione, promossa da ogni GAL montano nel proprio territorio, e conclusasi ad agosto 2013, ha declinato le priorità indicate nel Patto in fabbisogni concreti, con il coinvolgimento attivo di 185 partner del territorio montano attraverso interviste semi strutturate, incontri individuali, questionari on-line, e focus group. Montagna Veneta 2020 ha identificato “stimolare l’innovazione e la base delle conoscenze nelle zone rurali” come la focus area prevalente per le aree montane venete nell’ambito della Priorità 1 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 20). Sia in fase di consultazione partenariale che di concertazione a livello locale è stata sottolineata l'importanza di sostenere e diffondere progetti di innovazione anche in settori diversi da quelli dell'agricoltura e nell'accezione di innovazione di prodotto e di processo, verso la costituzione di relazioni di cooperazione/di filiera inter-pmi, intra-pmi e con i centri di ricerca. Il Rapporto di analisi per la Priorità 1 condotta dalla Regione Veneto ha descritto unicamente l'innovazione nel settore agricolo e forestale, trascurando l'innovazione di altri settori come il manifatturiero, il commercio e l'artigianato caratteristici delle zone rurali, e dalle alte potenzialità di integrazione con il settore primario soprattutto in area montana. Si chiede pertanto di inserire un fabbisogno per “Promuovere l'innovazione nelle micro-imprese e pmi che operano nei settori agricolo, forestale, e non agricolo”. Tale fabbisogno rafforzerebbe infatti un approccio territoriale, coordinato e integrato, che “consenta di affrontare le problematiche specifiche della Montagna Veneta, di valorizzare le sue potenzialità, nonché di massimizzare le sinergie e assicurare un impatto ottimale all’impiego dei Fondi del QSC dell’Unione europea, in una logica di intervento multi fondo” (“Montagna veneta 2020” 2012, iii).
19/09/2013 - UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA' ENTI MONTANI - DELEGAZIONE REGIONALE DEL VENETO - Stato: Pubblicata
Il Quadro Strategico Comune fornisce una direzione strategica chiara per il coordinamento settoriale e territoriale (art.10) identificando le strategie di sviluppo locale e l’approccio partecipativo come la base per una programmazione coordinata e integrata dei fondi strutturali europei al fine di promuovere la coesione territoriale (CE COM(2011)615 del 14/03/2012, para. 21, pag.8). I Gruppi di Azione Locale delle aree montane venete, assieme all’UNCEM Veneto, hanno colto questa sfida avviando nel 2012 una consultazione partenariale. Il risultato di tale processo partecipativo è stato il Patto “Montagna Veneta 2020”, un Protocollo di Intesa dove sono state identificate le priorità di investimento del territorio, a valere su tutti e tre i fondi strutturali (FESR, FEASR, FSE) ed è stato proposto l’inserimento nel Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, di un “Sottoprogramma tematico per le zone montane”. L’attività di animazione e consultazione, promossa da ogni GAL montano nel proprio territorio, e conclusasi ad agosto 2013, ha declinato le priorità indicate nel Patto in fabbisogni concreti, con il coinvolgimento attivo di 185 partner del territorio montano attraverso interviste semi strutturate, incontri individuali, questionari on-line, e focus group. Montagna Veneta 2020 ha identificato “stimolare l’innovazione e la base delle conoscenze nelle zone rurali” come la focus area prevalente per le aree montane venete nell’ambito della Priorità 1 FEASR (cfr. “Montagna Veneta 2020” pag. 20). Sia in fase di consultazione partenariale che di concertazione a livello locale è stata sottolineata l'importanza di sostenere e diffondere progetti di innovazione anche in settori diversi da quelli dell'agricoltura e nell'accezione di innovazione di prodotto e di processo, verso la costituzione di relazioni di cooperazione/di filiera inter-pmi, intra-pmi e con i centri di ricerca. Il Rapporto di analisi per la Priorità 1 condotta dalla Regione Veneto ha descritto unicamente l'innovazione nel settore agricolo e forestale, trascurando l'innovazione di altri settori come il manifatturiero, il commercio e l'artigianato caratteristici delle zone rurali, e dalle alte potenzialità di integrazione con il settore primario soprattutto in area montana. Si chiede pertanto di inserire un fabbisogno per “Promuovere l'innovazione nelle micro-imprese e pmi che operano nei settori agricolo, forestale, e non agricolo”. Tale fabbisogno rafforzerebbe infatti un approccio territoriale, coordinato e integrato, che “consenta di affrontare le problematiche specifiche della Montagna Veneta, di valorizzare le sue potenzialità, nonché di massimizzare le sinergie e assicurare un impatto ottimale all’impiego dei Fondi del QSC dell’Unione europea, in una logica di intervento multi fondo” (“Montagna veneta 2020” 2012, iii).
20/09/2013 - CONFAGRICOLTURA VENETO - Stato: Pubblicata
Creare una sistema di attività coordinato di “accompagnamento” per garantire alle aziende un supporto alla gestione manageriale delle stesse attraverso dei consulenti organizzati in contesti strutturati. Una consulenza diversa da quella fino ad oggi erogata sulla condizionalità quindi più mirata ad aspetti di ottimizzazione, efficienza, trasformazione dei prodotti, commercializzazione, economia sostenibile, ecc.
20/09/2013 - UNIVERSITA' IUAV DI VENEZIA - Stato: Pubblicata
"Strategie di buona convivenza agrourbana" (URBAN-RURAL). La pianura centrale veneta è caratterizzata da un'estrema prossimità tra spazi coltivati e spazi urbanizzati a diverse densità (periurbano, agrourbano), cosa che comporta alcuni reciproci vantaggi tra aziende agricole e cittadini, ma anche reciproco disturbo, creando condizioni di conflitto che si sono aggravate negli ultimi anni, sia in seguto all'espansione dell'urbanizzazione, sia in seguito alla intensificazione delle pratiche agricole. Date queste condizioni è pertanto necessario individuare nuove strategie di convivenza. E' opportuno investire in ricerca sulle migliori modalità di convivenza tra attività agricole e cittadini nelle aree agrourbane e periurbane: da un lato su tecnologie e tecniche colturali capaci di ridurre il disturbo delle attività agricole (rumori, odori, polveri, ecc.); dall'altro studiando soluzioni territoriali, insediative e infrastrutturali (anche di ridisegno dell'esistente) che minimizzino il disturbo alle attività agricole (minor frammentazione fondiaria causata dalla infrastrutture, schermature, ecc.). La ricerca dovrà produrre "linee guida per la buona convivenza agrourbana", rivolte agli agricoltori, ai cittadini, alle amministrazioni locali e potrà basarsi attraverso la raccolta di best practices relative a forme di innovazione che le aziende venete situate in prossimità delle aree urbanizzate hanno già avviato, e/o sulla base della realizzazione di appositi progetti pilota in collaborazione con le amministrazioni locali e le università. Si veda anche il fabbisogno "Miglioramento della governance agro-urbana" proposto nella priorità 6.